Tipologia strutturale: edifici in cemento armato in zona sismica

Tipologia strutturale

La tipologia strutturale influenza la risposta delle strutture sismo-resistenti in cemento armato, le quali possono essere classificate nelle seguenti tipologie previste dalle NTC 2018 nel capitolo 7:

– Strutture a telaio, nelle quali la resistenza alle azioni sia verticali che orizzontali è affidata principalmente a telai spaziali, aventi resistenza a taglio alla base ≥ 65% della resistenza a taglio totale;

– Strutture a pareti, nelle quali la resistenza alle azioni sia verticali che orizzontali è affidata principalmente a pareti, singole o accoppiate, aventi resistenza a taglio alla base base ≥ 65% della resistenza a taglio totale;

– Strutture miste telaio-pareti, nelle quali la resistenza alle azioni verticali è affidata prevalentemente ai telai, la resistenza alle azioni orizzontali è affidata in parte ai telai e in parte alle pareti, singole o accoppiate; se più del 50% dell’azione orizzontale è assorbita dai telai si parla di strutture miste equivalenti a telai, altrimenti si parla di strutture miste equivalenti a pareti;

– Strutture a pendolo inverso, nelle quali almeno il 50% della massa è nel terzo superiore dell’altezza della costruzione o nelle quali la dissipazione di energia avviene alla base di un singolo elemento strutturale.

– Strutture a pendolo inverso intelaiate monopiano, nelle quali almeno il 50% della massa è nel terzo superiore dell’altezza della costruzione, in cui i pilastri sono incastrati in sommità alle travi lungo entrambe le direzioni principali dell’edificio.

– Strutture deformabili torsionalmente, composte da telai e/o pareti, la cui rigidezza torsionale non soddisfa ad ogni piano la condizione r2/ls2 ≥ 1, nella quale:rè il raggio torsionale;ls2 = (L2 + B2)/12 (L e B dimensioni in pianta del piano).

Differenza tra le tipologie strutturali

Strutture a telaio e strutture a pareti presentano un diverso comportamento oltre il limite elastico.

I telai sono strutture iperstatiche, questo comporta lo sviluppo di meccanismi molto dissipativi con un elevato numero di cerniere plastiche. Le pareti si distinguono in singole o accoppiate.

La parete singola è struttura isostatica con comportamento a mensola, questa risulta poco duttile poiché sviluppa una sola cerniera plastica alla base e la sua rottura sarà prevalentemente a taglio (meno duttile di quella flessionale).

La parete accoppiata è costituita da due o più pareti mutuamente collegate lungo l’altezza per mezzo di travi adeguatamente rigide aventi funzioni dissipative, le quali presentano un comportamento misto, flessionale e tagliante, più duttile. La rigidezza della trave di accoppiamento deve tale da garantire che una aliquota non trascurabile del momento alla base delle azioni orizzontali (almeno il 20%) sia bilanciata dalle coppie prodotte dal taglio nelle travi, che diventa sforzo assiale nelle pareti.


Vedi anche: Progettazione per azioni sismiche – Criteri generali secondo le NTC 2018

Giacomo Ciurlia

Ingegnere Civile libero professionista. Laureato in Ingegneria Civile presso l'Università del Salento con il massimo dei voti. Nel percorso accademico ha maturato interesse per il settore dell'ingegneria strutturale e per i software di progettazione, calcolo e grafica. Fondatore e amministratore del blog “Ingegneria con Criterio”.

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