Progettazione per azioni sismiche

Progettazione per azioni sismiche – Criteri generali

In Italia la progettazione delle strutture in zona sismica è disciplinata dal D.M. 17 Gennaio 2018 – Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC 2018), in particolare nel Capitolo 7 il quale, nella prima parte, i criteri generali da perseguire e i requisiti dar rispettare per la progettazione degli edifici sotto azioni sismiche.

Per l’analisi della struttura, il calcolo delle sollecitazioni e la verifica degli elementi strutturali è necessario che l’azione sismica sia considerata nelle due direzioni principali (ortogonali) dell’edificio, secondo le combinazioni previste dalla normativa. Per tale motivo la costruzione deve essere dotata di sistemi strutturali capaci di soddisfare i requisiti di sicurezza nei confronti sia dei carichi verticali che dell’azione sismica e dunque di sistemi resistenti lungo le due direzioni principali in grado di garantire un’adeguata resistenza, rigidezza.

I sistemi strutturali, come definito dalla normativa vigente, sono composti da elementi strutturali primari, ai quali è affidata l’intera capacità antisismica del sistema, e elementi strutturali secondari, questi ultimi progettati per resistere ai soli carichi verticali.

Il criterio di base da seguire nella progettazione di un edificio in calcestruzzo armato in zona sismica è la regolarità strutturale, seguendo i principi di compattezza, simmetria e uniformità.

Le costruzioni devono avere, quanto più possibile, una struttura iperstatica caratterizzata da regolarità in pianta e in altezza secondo quanto descritto dalle NTC18. In alcuni casi è necessario suddividere la struttura in corpi regolari mediante giunti sismici, al fine di creare unità tra loro dinamicamente indipendenti.

La NTC 2018 prevede che le costruzioni soggette all’azione sismica devono essere progettate in accordo con uno dei seguenti comportamenti strutturali:

  • comportamento strutturale non dissipativo: nella valutazione della domanda tutte le membrature e i collegamenti rimangono in campo elastico;
  • comportamento strutturale dissipativo: nella valutazione della domanda un numero elevato di membrature e/o collegamenti evolvono in campo plastico, mentre la restante parte della struttura rimane in campo elastico.

Nel caso di comportamento strutturale dissipativo, si deve proseguire con una progettazione tale da conseguire un delle due Classi di Duttilità (CD):

  • Classe di Duttilità Alta (CD”A”), a elevata capacità dissipativa;
  • Classe di Duttilità Media (CD”B”), a media capacità dissipativa.

Sia per la CD”A” sia per la CD”B”, si impiegano i procedimenti tipici della progettazione in capacità (capacity design).

Questa progettazione ha lo scopo di assicurare alla struttura dissipativa un comportamento duttile ed opera come segue:

  • distingue gli elementi e i meccanismi, sia locali sia globali, in duttili e fragili;
  • mira ad evitare le rotture fragili locali e l’attivazione di meccanismi globali fragili o instabili;
  • mira a localizzare le dissipazioni di energia per isteresi in zone degli elementi duttili a tal fine individuate e progettate, dette “dissipative” o “duttili”, coerenti con lo schema strutturale adottato.


Vedi anche Tipologia strutturale: edifici in cemento armato in zona sismica

Lascia un commento