L’ingegnere curioso – Viaggio tra le mura del Marocco

Chi è l’ingegnere curioso? E perché quando viaggiate oltre a rilassarvi o a vivervi la vostra esperienza siete perennemente attratti dalle tipologie costruttive del posto?

Questo è il caso di un nostro amico/collega Luciano M. e della sua esperienza tra le terre del Marocco, in particolare delle foto a carattere tecnico scattate nel villaggio di Ait-Ben-Haddou, Ouarzazate.

In questa località le tecniche costruttive tradizionali sono esclusivamente legate alla materia prima del luogo.

Ait-Ben-Haddou, Ouarzazate

Le murature portanti sono composte da blocchi di argilla mista con paglia di dimensione 0,5×0,25×0,25. I blocchi una volta realizzati vengono lasciati asciugare al sole, trasportati in cantiere e successivamente messi in opera con malta derivante dalla stessa argilla. Negli altri casi si preferisce realizzare le murature direttamente gettate in loco con blocchi di dimensione 1×0,5×0,25. Questa soluzione è spesso utilizzata per muri di cinta, parapetti e per murature basse. Lo stesso materiale è poi utilizzato per le finiture.

Le coperture sono realizzate da elementi portanti in legno e bamboo e successivamente impermeabilizzate mediante una soletta di argilla mista con paglia, stesso materiale utilizzato per le murature.

La scelta di realizzare edifici massicci, con spessori elevati, finestre piccole e materiali argillosi garantisce all’involucro edilizio una elevata inerzia termica, che permette di avere temperature sufficientemente sopportabili rispetto al clima del luogo.

Di contro, l’utilizzo di tali tecnologie costruttive e materiali richiede una continua manutenzione per far fronte ai fenomeni di degrado e deterioramento e in alcuni casi è necessario una completa ricostruzione.

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