D.P.R. 380/2001 Testo Unico Edilizia – agg. 2018

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 6 giugno 2001, n. 380

Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia. (Testo A) 

 Vigente al: 14-11-2018  

Parte I
ATTIVITA’ EDILIZIA
Titolo I
DISPOSIZIONI GENERALI
Capo I
Attivita’ edilizia

                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 
 
  Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione; 
  Visti gli articoli 16 e 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n.
400; 
  Visto l'articolo 7 della legge 8 marzo 1999, n. 50, come modificato
dall'art. 1, comma 6, lettere d) ed e), della legge 24 novembre 2000,
n. 340; 
  Visto il punto 2 dell'allegato n. 3 della legge 8  marzo  1999,  n.
50; 
  Visto l'articolo 20 della legge 15 marzo 1997, n. 59,  allegato  1,
n. 105 e n. 112-quinquies; 
  Visto l'articolo 1 della legge 16 giugno 1998, n. 191; 
  Vista la legge 24 novembre 2000, n. 340, allegato A, numeri 12, 14,
46, 47, 48, 51 e 52; 
  Visti gli articoli 14, 16, 19 e 20 della legge 7  agosto  1990,  n.
241, e successive modificazioni; 
  Visto il decreto legislativo recante testo unico delle disposizioni
legislative in materia di edilizia; 
  Visto il decreto del  Presidente  della  Repubblica  recante  testo
unico delle disposizioni regolamentari in materia di edilizia; 
Vista la legge 17 agosto 1942, n. 1150, e  successive  modificazioni;
Vista la legge 28 gennaio 1977, n. 10, e successive modificazioni; 
Vista la legge 28 febbraio 1985, n. 47, e  successive  modificazioni;
Visto il decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267; 
  Visto il decreto-legge 23  gennaio  1982,  n.  9,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 25 marzo 1982, n. 94; 
  Visto l'articolo 4  del  decreto-legge  5  ottobre  1993,  n.  398,
convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 1993, n. 493, e
successive modificazioni; 
  Visto il decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490; 
  Visto il regio decreto  27  luglio  1934,  n.  1265,  e  successive
modificazioni; 
  Vista  la  legge  5  novembre   1971,   n.   1086,   e   successive
modificazioni; 
 Vista la legge 2 febbraio 1974, n. 64, e successive modificazioni; 
  Vista la legge 9 gennaio 1989, n. 13, e successive modificazioni; 
  Visto l'articolo  24  della  legge  5  febbraio  1992,  n.  104,  e
successive modificazioni; 
  Vista la legge 5 marzo 1990, n. 46, e successive modificazioni; 
  Viste le preliminari  deliberazioni  del  Consiglio  dei  Ministri,
adottate nelle riunioni del 16 febbraio 2001 e del 4 aprile 2001; 
  Sentita la Conferenza unificata ai sensi dell'art. 9, comma 3,  del
decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281; 
  Udito il parere del  Consiglio  di  Stato  espresso  nella  sezione
consultiva per gli atti normativi nell'adunanza generale del 29 marzo
2001; 
  Acquisito il parere della competente commissione della  Camera  dei
deputati e decorso inutilmente il termine per il rilascio del  parere
da parte della competente commissione del Senato della Repubblica; 
  Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri,  adottata  nella
riunione del 24 maggio 2001; 
  Su proposta  del  Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri  e  del
Ministro per la funzione pubblica, di concerto con i Ministri per gli
affari regionali, per i lavori pubblici e per i beni e  le  attivita'
culturali; 
 
                              E m a n a 
 
                        il seguente decreto: 
 
                             Art. 1 (L) 
                       Ambito di applicazione 
 
  1. Il presente testo  unico  contiene  i  principi  fondamentali  e
generali e le disposizioni per la disciplina dell'attivita' edilizia. 
  2. Restano ferme le disposizioni in  materia  di  tutela  dei  beni
culturali e ambientali contenute nel decreto legislativo  29  ottobre
1999, n. 490, ((la normativa di tutela dell'assetto idrogeologico)) e
le altre normative  di  settore  aventi  incidenza  sulla  disciplina
dell'attivita' edilizia. 
  3. Sono fatte salve altresi' le disposizioni di cui  agli  articoli
24 e 25 del decreto legislativo  31  marzo  1998,  n.  112,  ed  alle
relative  norme  di  attuazione,   in   materia   di   realizzazione,
ampliamento, ristrutturazione e riconversione di impianti produttivi. 
                             Art. 2 (L) 
            Competenze delle regioni e degli enti locali 
 
  1. Le regioni esercitano la  potesta'  legislativa  concorrente  in
materia  edilizia  nel  rispetto  dei  principi  fondamentali   della
legislazione statale  desumibili  dalle  disposizioni  contenute  nel
testo unico. 
  2. Le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e
di Bolzano esercitano la propria potesta' legislativa esclusiva,  nel
rispetto e nei limiti degli statuti di  autonomia  e  delle  relative
norme di attuazione. 
  3. Le disposizioni, anche di dettaglio, del presente  testo  unico,
attuative  dei  principi  di  riordino  in  esso  contenuti,  operano
direttamente nei riguardi delle regioni a statuto ordinario,  fino  a
quando esse non si adeguano ai principi medesimi. 
  4. I comuni,  nell'ambito  della  propria  autonomia  statutaria  e
normativa di cui all'articolo 3 del  decreto  legislativo  18  agosto
2000, n. 267, disciplinano l'attivita' edilizia. 
  5. In nessun caso le norme del presente testo unico possono  essere
interpretate nel senso della attribuzione allo Stato  di  funzioni  e
compiti trasferiti, delegati o comunque conferiti alle regioni e agli
enti locali dalle disposizioni vigenti alla data della sua entrata in
vigore. 
                             Art. 2-bis. 
  (( (Deroghe in materia di limiti di distanza tra fabbricati). )) 
 
  ((1. Ferma restando la competenza statale in materia di ordinamento
civile con riferimento al diritto di proprieta' e alle connesse norme
del codice civile e alle disposizioni integrative, le  regioni  e  le
province autonome di Trento  e  di  Bolzano  possono  prevedere,  con
proprie leggi e regolamenti, disposizioni derogatorie al decreto  del
Ministro dei lavori pubblici  2  aprile  1968,  n.  1444,  e  possono
dettare disposizioni  sugli  spazi  da  destinare  agli  insediamenti
residenziali, a quelli produttivi, a quelli riservati alle  attivita'
collettive, al verde e ai parcheggi, nell'ambito della definizione  o
revisione di strumenti urbanistici comunque funzionali a  un  assetto
complessivo e unitario o di specifiche aree territoriali)). 
                             Art. 3 (L) 
                Definizioni degli interventi edilizi 
               (legge 5 agosto 1978, n. 457, art. 31) 
 
  1. Ai fini del presente testo unico si intendono per: 
    a) "interventi di manutenzione ordinaria", gli interventi edilizi
che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento  e  sostituzione
delle finiture degli edifici  e  quelle  necessarie  ad  integrare  o
mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti; 
    b) "interventi di manutenzione  straordinaria",  le  opere  e  le
modifiche  necessarie  per  rinnovare  e   sostituire   parti   anche
strutturali degli edifici, nonche'  per  realizzare  ed  integrare  i
servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non  alterino  la
volumetria complessiva degli edifici e non comportino modifiche delle
destinazioni di uso. Nell'ambito  degli  interventi  di  manutenzione
straordinaria  sono   ricompresi   anche   quelli   consistenti   nel
frazionamento o accorpamento delle unita' immobiliari con  esecuzione
di opere anche se comportanti la  variazione  delle  superfici  delle
singole unita' immobiliari nonche' del carico urbanistico purche' non
sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si  mantenga
l'originaria destinazione d' uso; 
    c) "interventi di restauro e di  risanamento  conservativo",  gli
interventi edilizi rivolti a conservare  l'organismo  edilizio  e  ad
assicurarne la funzionalita' mediante un insieme sistematico di opere
che, nel rispetto degli elementi tipologici,  formali  e  strutturali
dell'organismo stesso,  ((ne  consentano  anche  il  mutamento  delle
destinazioni d'uso purche' con  tali  elementi  compatibili,  nonche'
conformi a quelle previste dallo strumento urbanistico generale e dai
relativi  piani   attuativi)).   Tali   interventi   comprendono   il
consolidamento, il ripristino e il rinnovo degli elementi costitutivi
dell'edificio,  l'inserimento  degli  elementi  accessori   e   degli
impianti richiesti  dalle  esigenze  dell'uso,  l'eliminazione  degli
elementi estranei all'organismo edilizio; 
    d) "interventi  di  ristrutturazione  edilizia",  gli  interventi
rivolti a trasformare  gli  organismi  edilizi  mediante  un  insieme
sistematico di opere che possono portare ad un organismo edilizio  in
tutto o in parte diverso dal precedente. Tali interventi  comprendono
il ripristino  o  la  sostituzione  di  alcuni  elementi  costitutivi
dell'edificio, l'eliminazione, la modifica e l'inserimento  di  nuovi
elementi   ed   impianti.    Nell'ambito    degli    interventi    di
ristrutturazione edilizia sono ricompresi  anche  quelli  consistenti
nella demolizione e ricostruzione con la stessa volumetria di  quello
preesistente,  fatte  salve  le  sole  innovazioni   necessarie   per
l'adeguamento alla normativa  antisismica  nonche'  quelli  volti  al
ripristino di edifici, o parti  di  essi,  eventualmente  crollati  o
demoliti, attraverso la loro  ricostruzione,  purche'  sia  possibile
accertarne  la  preesistente  consistenza.  Rimane  fermo  che,   con
riferimento agli immobili sottoposti a vincoli ai sensi  del  decreto
legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 e  successive  modificazioni,  gli
interventi  di  demolizione  e  ricostruzione  e  gli  interventi  di
ripristino di edifici crollati o demoliti costituiscono interventi di
ristrutturazione edilizia soltanto ove  sia  rispettata  la  medesima
sagoma dell'edificio preesistente: 
    e) "interventi di nuova costruzione",  quelli  di  trasformazione
edilizia e urbanistica del territorio non rientranti nelle  categorie
definite alle lettere precedenti. Sono comunque da considerarsi tali: 
      e.1)  la  costruzione  di  manufatti  edilizi  fuori  terra   o
interrati, ovvero l'ampliamento di quelli esistenti all'esterno della
sagoma esistente, fermo restando, per gli  interventi  pertinenziali,
quanto previsto alla lettera e.6); 
      e.2) gli interventi di  urbanizzazione  primaria  e  secondaria
realizzati da soggetti diversi dal comune; 
      e.3) la realizzazione di infrastrutture e  di  impianti,  anche
per  pubblici  servizi,  che  comporti  la  trasformazione   in   via
permanente di suolo inedificato; 
      e.4)  l'installazione  di  torri  e   tralicci   per   impianti
radio-ricetrasmittenti   e   di   ripetitori   per   i   servizi   di
telecomunicazione; 
      e.5) l'installazione di manufatti leggeri, anche prefabbricati,
e di strutture di qualsiasi genere, quali  roulottes,  campers,  case
mobili, imbarcazioni, che siano utilizzati come abitazioni,  ambienti
di lavoro, oppure come depositi, magazzini e simili, ad eccezione  di
quelli che siano diretti a soddisfare esigenze meramente temporanee o
siano ricompresi in strutture ricettive all'aperto per la sosta e  il
soggiorno dei  turisti,  previamente  autorizzate  sotto  il  profilo
urbanistico, edilizio e, ove previsto, paesaggistico, in  conformita'
alle normative regionali di settore; (27) 
      e.6) gli interventi pertinenziali che le norme  tecniche  degli
strumenti urbanistici, in relazione alla  zonizzazione  e  al  pregio
ambientale e paesaggistico delle aree, qualifichino  come  interventi
di nuova costruzione, ovvero che comportino la  realizzazione  di  un
volume superiore al 20% del volume dell'edificio principale; 
      e.7) la realizzazione di depositi di merci o di  materiali,  la
realizzazione di impianti per  attivita'  produttive  all'aperto  ove
comportino l'esecuzione di  lavori  cui  consegua  la  trasformazione
permanente del suolo inedificato; 
    f)  gli  "interventi  di  ristrutturazione  urbanistica",  quelli
rivolti a sostituire  l'esistente  tessuto  urbanistico-edilizio  con
altro diverso, mediante un insieme sistematico di interventi edilizi,
anche con la modificazione del disegno dei  lotti,  degli  isolati  e
della rete stradale. 
  2. Le definizioni di cui al comma 1 prevalgono  sulle  disposizioni
degli strumenti urbanistici generali e dei regolamenti edilizi. Resta
ferma la  definizione  di  restauro  prevista  dall'articolo  34  del
decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490. 
 
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AGGIORNAMENTO (27) 
  Successivamente la Corte Costituzionale, con sentenza 9 giugno - 24
luglio 2015, n. 189 (in G.U. 1ª s.s. 29/7/2015, n. 30), ha dichiarato
l'illegittimita'  costituzionale   dell'art.   41,   comma   4,   del
decreto-legge 21 giugno 2013, n.  69  (Disposizioni  urgenti  per  il
rilancio dell'economia), convertito, con modificazioni, dall'art.  1,
comma 1, della legge 9 agosto 2013,  n.  98  (che  ha  modificato  la
lettera e.5), comma 1, del presente articolo). 
                             Art. 3-bis. 
                 (( (Interventi di conservazione) )) 
 
  ((1. Lo strumento urbanistico individua gli edifici  esistenti  non
piu' compatibili con gli indirizzi della pianificazione. In tal  caso
l'amministrazione   comunale   puo'    favorire,    in    alternativa
all'espropriazione, la riqualificazione delle aree  attraverso  forme
di compensazione incidenti  sull'area  interessata  e  senza  aumento
della  superficie  coperta,  rispondenti  al  pubblico  interesse   e
comunque  rispettose  dell'imparzialita'   e   del   buon   andamento
dell'azione amministrativa. Nelle  more  dell'attuazione  del  piano,
resta salva la  facolta'  del  proprietario  di  eseguire  tutti  gli
interventi conservativi, ad eccezione della demolizione e  successiva
ricostruzione non giustificata da obiettive ed improrogabili  ragioni
di ordine statico od igienico sanitario.)) 
                             Art. 4 (L) 
                    Regolamenti edilizi comunali 
              (legge 17 agosto 1942, n. 1150, art. 33) 
 
  1. Il regolamento che i comuni adottano ai sensi  dell'articolo  2,
comma 4, deve contenere la disciplina  delle  modalita'  costruttive,
con   particolare    riguardo    al    rispetto    delle    normative
tecnico-estetiche, igienico-sanitarie,  di  sicurezza  e  vivibilita'
degli immobili e delle pertinenze degli stessi. 
  1-bis. COMMA ABROGATO DAL D.LGS 3 MARZO 2011, N. 28. 
  ((1-ter.  Entro  il  31  dicembre  2017,  i  comuni   adeguano   il
regolamento di cui  al  comma  1  prevedendo,  con  decorrenza  dalla
medesima data, che ai fini del conseguimento del  titolo  abilitativo
edilizio sia obbligatoriamente prevista, per  gli  edifici  di  nuova
costruzione ad uso diverso  da  quello  residenziale  con  superficie
utile superiore a 500 metri quadrati e per i relativi  interventi  di
ristrutturazione edilizia di primo livello  di  cui  all'allegato  1,
punto 1.4.1 del decreto del Ministero  dello  sviluppo  economico  26
giugno  2015,  nonche'  per  gli  edifici   residenziali   di   nuova
costruzione  con  almeno  10  unita'  abitative  e  per  i   relativi
interventi di ristrutturazione  edilizia  di  primo  livello  di  cui
all'allegato 1, punto 1.4.1 del decreto del Ministero dello  sviluppo
economico 26 giugno 2015,  la  predisposizione  all'allaccio  per  la
possibile installazione di infrastrutture elettriche per la  ricarica
dei veicoli idonee a permettere la  connessione  di  una  vettura  da
ciascuno spazio a parcheggio coperto o scoperto e da ciascun box  per
auto, siano essi pertinenziali o no, in conformita' alle disposizioni
edilizie di dettaglio fissate nel regolamento stesso e, relativamente
ai soli edifici residenziali  di  nuova  costruzione  con  almeno  10
unita' abitative, per un numero di spazi a parcheggio e box auto  non
inferiore al 20 per cento di quelli totali)). 
  1-quater. Decorso inutilmente il termine di cui al comma 1-ter  del
presente articolo, le  regioni  applicano,  in  relazione  ai  titoli
abilitativi  edilizi  difformi  da  quanto  ivi  previsto,  i  poteri
inibitori  e  di  annullamento  stabiliti  nelle   rispettive   leggi
regionali o,  in  difetto  di  queste  ultime,  provvedono  ai  sensi
dell'articolo 39. 
  1-quinquies. Le disposizioni di cui ai commi 1-ter e  1-quater  non
si  applicano  agli  immobili  di  proprieta'  delle  amministrazioni
pubbliche. 
  1-sexies.  Il  Governo,  le  regioni  e  le  autonomie  locali,  in
attuazione del principio di leale collaborazione, concludono in  sede
di Conferenza unificata accordi ai sensi dell'articolo 9 del  decreto
legislativo 28 agosto 1997, n. 281, o intese ai sensi dell'articolo 8
della legge 5 giugno 2003, n. 131, per l'adozione di  uno  schema  di
regolamento edilizio-tipo, al fine di semplificare  e  uniformare  le
norme e gli adempimenti. Ai sensi dell'articolo 117,  secondo  comma,
lettere e) e  m),  della  Costituzione,  tali  accordi  costituiscono
livello essenziale delle prestazioni,  concernenti  la  tutela  della
concorrenza e i diritti civili e sociali che devono essere  garantiti
su tutto il territorio nazionale. Il regolamento  edilizio-tipo,  che
indica i  requisiti  prestazionali  degli  edifici,  con  particolare
riguardo alla sicurezza e al risparmio energetico,  e'  adottato  dai
comuni nei termini fissati dai suddetti  accordi,  comunque  entro  i
termini previsti dall'articolo 2 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e
successive modificazioni. 
  2. Nel caso in cui  il  comune  intenda  istituire  la  commissione
edilizia,  il  regolamento  indica  gli  interventi   sottoposti   al
preventivo parere di tale organo consultivo. 
                             Art. 5 (R) 
                   Sportello unico per l'edilizia 
(decreto-legge 5 ottobre 1993, n. 398, art. 4, commi 1, 2, 3, 4, 5  e
6, convertito, con modificazioni, dalla legge  4  dicembre  1993,  n.
        493; art. 220, regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265) 
 
  1. Le amministrazioni comunali, nell'ambito della propria autonomia
organizzativa,  provvedono,  anche  mediante   esercizio   in   forma
associata delle strutture ai sensi del capo V, titolo II del  decreto
legislativo  18   agosto   2000,   n.   267,   ovvero   accorpamento,
disarticolazione, soppressione di uffici o organi gia'  esistenti,  a
costituire un ufficio denominato sportello unico per l'edilizia,  che
cura tutti i  rapporti  fra  il  privato,  l'amministrazione  e,  ove
occorra, le altre amministrazioni tenute  a  pronunciarsi  in  ordine
all'intervento edilizio oggetto della  richiesta  di  permesso  o  di
segnalazione certificata di inizio attivita'. 
  1-bis. (L) Lo sportello unico per  l'edilizia  costituisce  l'unico
punto di accesso per il privato interessato in relazione a  tutte  le
vicende  amministrative   riguardanti   il   titolo   abilitativo   e
l'intervento edilizio oggetto dello stesso, che fornisce una risposta
tempestiva in luogo di tutte le pubbliche  amministrazioni,  comunque
coinvolte. Acquisisce altresi' presso le amministrazioni  competenti,
anche mediante conferenza di servizi  ai  sensi  degli  articoli  14,
14-bis, 14-ter, 14-quater e 14-quinquies della legge 7  agosto  1990,
n. 241, e successive modificazioni, gli  atti  di  assenso,  comunque
denominati, delle amministrazioni preposte  alla  tutela  ambientale,
paesaggistico-territoriale,   del    patrimonio    storico-artistico,
dell'assetto  idrogeologico  o  alla  tutela  della  salute  e  della
pubblica  incolumita'.  Resta  comunque  ferma  la  competenza  dello
sportello unico per le attivita' produttive definita dal  regolamento
di cui al decreto del Presidente della Repubblica 7  settembre  2010,
n. 160. 
  1-ter.   Le   comunicazioni   al   richiedente    sono    trasmesse
esclusivamente dallo sportello unico per l'edilizia; gli altri uffici
comunali e le amministrazioni pubbliche diverse dal comune, che  sono
interessati al procedimento, non possono trasmettere  al  richiedente
atti autorizzatori, nulla osta, pareri o atti di  consenso,  anche  a
contenuto negativo, comunque denominati e sono tenuti  a  trasmettere
immediatamente allo sportello unico per  l'edilizia  le  denunce,  le
domande, le segnalazioni,  gli  atti  e  la  documentazione  ad  esse
eventualmente presentati, dandone comunicazione al richiedente.(29) 
  2. (L) Tale ufficio provvede in particolare: 
    a) alla ricezione delle  denunce  di  inizio  attivita'  e  delle
domande per il rilascio di permessi di costruire e di ogni altro atto
di assenso comunque denominato in materia di attivita' edilizia,  ivi
compreso il certificato di agibilita', nonche' dei progetti approvati
dalla Soprintendenza ai sensi e per gli effetti degli articoli 36, 38
e 46 del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490; 
    b) a fornire informazioni sulle materie di cui alla  lettera  a),
anche mediante predisposizione di un archivio informatico  contenente
i necessari elementi normativi, che consenta a chi vi abbia interesse
l'accesso gratuito, anche in via telematica, alle informazioni  sugli
adempimenti necessari per lo svolgimento delle procedure previste dal
presente testo unico, all'elenco delle domande presentate, allo stato
del loro iter procedurale, nonche' a tutte le possibili  informazioni
utili disponibili; 
    c) all'adozione, nelle medesime  materie,  dei  provvedimenti  in
tema di accesso ai documenti amministrativi in favore di chiunque  vi
abbia interesse ai sensi degli articoli 22 e seguenti della  legge  7
agosto 1990, n. 241, nonche' delle norme comunali di attuazione; 
    d) al rilascio dei permessi di costruire, ((...)), nonche'  delle
certificazioni   attestanti   le   prescrizioni   normative   e    le
determinazioni    provvedimentali    a     carattere     urbanistico,
paesaggistico-ambientale,  edilizio,  idrogeologico  e  di  qualsiasi
altro  tipo  comunque  rilevanti  ai   fini   degli   interventi   di
trasformazione edilizia del territorio; 
    e) alla cura dei  rapporti  tra  l'amministrazione  comunale,  il
privato e le altre amministrazioni chiamate a pronunciarsi in  ordine
all'intervento  edilizio  oggetto  dell'istanza   o   denuncia,   con
particolare riferimento agli  adempimenti  connessi  all'applicazione
della parte II del presente testo unico. 
  3. ((...)) lo sportello unico per l'edilizia  acquisisce  ai  sensi
degli articoli 14, 14-bis, 14-ter,  14-quater  e  14-quinquies  della
legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, gli atti  di
assenso, comunque denominati, necessari ai fini  della  realizzazione
dell'intervento edilizio. Nel novero di tali  assensi  rientrano,  in
particolare: 
    a) ((LETTERA SOPPRESSA DAL D.LGS. 25 NOVEMBRE 2016, N. 222)); 
    b) il parere dei vigili del fuoco, ove necessario, in  ordine  al
rispetto della normativa antincendio; 
    c) le autorizzazioni e le certificazioni del  competente  ufficio
tecnico della regione, per le costruzioni in  zone  sismiche  di  cui
agli articoli 61, 62 e 94; 
    d) l'assenso dell'amministrazione  militare  per  le  costruzioni
nelle zone di salvaguardia contigue ad opere di difesa dello Stato  o
a  stabilimenti  militari,  di  cui  all'articolo  333   del   codice
dell'ordinamento militare, di cui al  decreto  legislativo  15  marzo
2010, n. 66; 
    e) l'autorizzazione del direttore della  circoscrizione  doganale
in caso di costruzione, spostamento e modifica di edifici nelle  zone
di salvaguardia in  prossimita'  della  linea  doganale  e  nel  mare
territoriale, ai sensi e per gli effetti dell'articolo 19 del decreto
legislativo 8 novembre 1990, n. 374; 
    f) l'autorizzazione dell'autorita' competente per le  costruzioni
su terreni confinanti con il demanio marittimo, ai sensi  e  per  gli
effetti dell'articolo 55 del codice della navigazione; 
    g) gli atti di assenso, comunque  denominati,  previsti  per  gli
interventi edilizi su immobili vincolati ai sensi del codice dei beni
culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo  22  gennaio
2004, n. 42; 
    h) il parere vincolante della Commissione per la salvaguardia  di
Venezia, ai sensi e per gli effetti dell'articolo 6  della  legge  16
aprile 1973, n. 171, e successive modificazioni, salvi i casi in  cui
vi  sia  stato  l'adeguamento  al   piano   comprensoriale   previsto
dall'articolo 5 della stessa legge, per  l'attivita'  edilizia  nella
laguna veneta nonche' nel territorio dei centri storici di Chioggia e
di Sottomarina e nelle isole di Pellestrina, Lido e Sant'Erasmo; 
    i) il parere dell'autorita' competente in materia  di  assetti  e
vincoli idrogeologici; 
    l) gli  assensi  in  materia  di  servitu'  viarie,  ferroviarie,
portuali e aeroportuali; 
    m) il nulla osta dell'autorita' competente ai sensi dell'articolo
13 della legge 6 dicembre 1991, n. 394, in materia di  aree  naturali
protette. (29) 
  ((3-bis. Restano ferme le disposizioni in materia di sicurezza  nei
luoghi di lavoro di cui all'articolo 67  del  decreto  legislativo  9
aprile 2008, n. 81.)) 
  4. COMMA ABROGATO DAL D.L. 22 GIUGNO 2012, N. 83,  CONVERTITO,  CON
MODIFICAZIONI, DALLA L. 7 AGOSTO 2012, N. 134. (29) 
  4-bis. Lo sportello unico per l'edilizia  accetta  le  domande,  le
dichiarazioni,  le  segnalazioni,  le  comunicazioni  e  i   relativi
elaborati tecnici o allegati presentati dal richiedente con modalita'
telematica e provvede  all'inoltro  telematico  della  documentazione
alle altre amministrazioni  che  intervengono  nel  procedimento,  le
quali adottano modalita' telematiche di ricevimento e di trasmissione
in  conformita'  alle  modalita'  tecniche   individuate   ai   sensi
dell'articolo 34-quinquies del decreto-legge 10 gennaio 2006,  n.  4,
convertito, con modificazioni, dalla legge 9 marzo 2006, n. 80.  Tali
modalita'  assicurano  l'interoperabilita'  con  le  regole  tecniche
definite dal regolamento ai sensi  dell'articolo  38,  comma  3,  del
decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con  modificazioni,
dalla legge 6 agosto 2008, n. 133,  e  successive  modificazioni.  Ai
predetti adempimenti si provvede  nell'ambito  delle  risorse  umane,
strumentali e finanziarie disponibili a legislazione  vigente,  senza
nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (29) 
  Il D.L. 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla
L. 7 agosto 2012, n. 134 ha disposto (con l'art.13, comma 2-bis)  che
"Le amministrazioni comunali sono tenute ad applicare le disposizioni
di cui al comma 2 entro sei mesi dalla  data  di  entrata  in  vigore
della legge di conversione del presente decreto". 

Titolo II
TITOLI ABILITATIVI
Capo I
Disposizioni generali

                             Art. 6. (L) 
                    (Attivita' edilizia libera). 
 
  1.  Fatte  salve  le  prescrizioni  degli   strumenti   urbanistici
comunali, e comunque nel rispetto delle altre  normative  di  settore
aventi incidenza  sulla  disciplina  dell'attivita'  edilizia  e,  in
particolare, delle norme  antisismiche,  di  sicurezza,  antincendio,
igienicosanitarie, di quelle relative all'efficienza  energetica,  di
tutela  dal  rischio  idrogeologico,   nonche'   delle   disposizioni
contenute nel codice dei beni culturali e del paesaggio,  di  cui  al
decreto legislativo 22 gennaio 2004, n.  42,  i  seguenti  interventi
sono eseguiti senza alcun titolo abilitativo: 
    a) gli interventi di manutenzione ordinaria di  cui  all'articolo
3, comma 1, lettera a); 
    a-bis) gli interventi di  installazione  delle  pompe  di  calore
aria-aria di potenza termica utile nominale inferiore a 12 Kw; 
    b)   gli   interventi   volti   all'eliminazione   di    barriere
architettoniche che non  comportino  la  realizzazione  di  ascensori
esterni, ovvero di manufatti che alterino la sagoma dell'edificio; 
    c) le opere temporanee per attivita' di  ricerca  nel  sottosuolo
che abbiano carattere geognostico,  ad  esclusione  di  attivita'  di
ricerca di idrocarburi, e che  siano  eseguite  in  aree  esterne  al
centro edificato; 
    d) i movimenti di  terra  strettamente  pertinenti  all'esercizio
dell'attivita' agricola e le pratiche agro-silvo-pastorali,  compresi
gli interventi su impianti idraulici agrari; 
    e)  le  serre  mobili  stagionali,  sprovviste  di  strutture  in
muratura, funzionali allo svolgimento dell'attivita' agricola. 
    e-bis)  le  opere  dirette  a   soddisfare   obiettive   esigenze
contingenti e  temporanee  e  ad  essere  immediatamente  rimosse  al
cessare della necessita' e, comunque, entro un termine non  superiore
a   novanta   giorni,   previa   comunicazione   di   avvio    lavori
all'amministrazione comunale; 
    e-ter) le opere di pavimentazione e di finitura di spazi esterni,
anche per aree di  sosta,  che  siano  contenute  entro  l'indice  di
permeabilita', ove stabilito dallo  strumento  urbanistico  comunale,
ivi compresa la realizzazione di intercapedini interamente  interrate
e non accessibili, vasche di raccolta delle acque, locali tombati; 
    e-quater) i  pannelli  solari,  fotovoltaici,  a  servizio  degli
edifici, da realizzare al di fuori della zona A) di  cui  al  decreto
del Ministro per i lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444; 
    e-quinquies) le aree ludiche senza fini di lucro e  gli  elementi
di arredo delle aree pertinenziali degli edifici. 
  2. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 25 NOVEMBRE 2016, N. 222. 
  3. COMMA ABROGATO DAL D.L. 22 GIUGNO 2012, N. 83,  CONVERTITO,  CON
MODIFICAZIONI, DALLA L. 7 AGOSTO 2012, N. 134. 
  4. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 25 NOVEMBRE 2016, N. 222. 
  ((5.  Riguardo  agli  interventi  di  cui  al  presente   articolo,
l'interessato provvede, nei casi previsti dalle vigenti disposizioni,
alla presentazione degli atti di  aggiornamento  catastale  ai  sensi
dell'articolo 34-quinquies, comma 2, lettera b), del decreto-legge 10
gennaio 2006, n. 4, convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge  9
marzo 2006, n. 80)). 
  6. Le regioni a statuto ordinario: 
    a) possono estendere la disciplina di cui al presente articolo  a
interventi edilizi ulteriori rispetto a quelli previsti dal comma  1,
esclusi gli interventi di cui all'articolo 10, comma  1,  soggetti  a
permesso di costruire  e  gli  interventi  di  cui  all'articolo  23,
soggetti a segnalazione certificata di inzio attivita' in alternativa
al permesso di costruire; 
    b) disciplinano con legge le modalita'  per  l'effettuazione  dei
controlli. 
    c) LETTERA NON PIU' PREVISTA DAL D.L. 12 SETTEMBRE 2014, N.  133,
CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA L. 11 NOVEMBRE 2014, N. 164. 
  7. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 25 NOVEMBRE 2016, N. 222. 
  8. COMMA ABROGATO DAL D.P.R. 1 AGOSTO 2011, N. 151. 
                             Art. 6-bis. 
((  (Interventi  subordinati  a  comunicazione   di   inizio   lavori
                           asseverata). )) 
 
  ((1. Gli  interventi  non  riconducibili  all'elenco  di  cui  agli
articoli 6, 10 e 22, sono realizzabili  previa  comunicazione,  anche
per via telematica, dell'inizio dei lavori da parte  dell'interessato
all'amministrazione competente, fatte  salve  le  prescrizioni  degli
strumenti urbanistici, dei regolamenti  edilizi  e  della  disciplina
urbanistico-edilizia vigente, e comunque  nel  rispetto  delle  altre
normative di settore aventi incidenza sulla disciplina dell'attivita'
edilizia e, in particolare, delle norme antisismiche,  di  sicurezza,
antincendio, igienico-sanitarie, di  quelle  relative  all'efficienza
energetica,  di  tutela  dal  rischio  idrogeologico,  nonche'  delle
disposizioni contenute nel codice dei beni culturali e del paesaggio,
di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42. 
  2. L'interessato trasmette all'amministrazione comunale l'elaborato
progettuale e la comunicazione di inizio dei lavori asseverata da  un
tecnico   abilitato,   il   quale   attesta,   sotto    la    propria
responsabilita',  che  i  lavori   sono   conformi   agli   strumenti
urbanistici approvati e ai regolamenti edilizi vigenti,  nonche'  che
sono compatibili con la normativa in materia sismica e con quella sul
rendimento energetico nell'edilizia e che non  vi  e'  interessamento
delle parti strutturali  dell'edificio;  la  comunicazione  contiene,
altresi', i dati identificativi dell'impresa alla  quale  si  intende
affidare la realizzazione dei lavori. 
  3. Per gli interventi soggetti a CILA, ove la comunicazione di fine
lavori  sia  accompagnata  dalla  prescritta  documentazione  per  la
variazione catastale, quest'ultima e'  tempestivamente  inoltrata  da
parte dell'amministrazione comunale ai competenti uffici dell'Agenzia
delle entrate. 
  4.Le regioni a statuto ordinario: 
    a) possono estendere la disciplina di cui al presente articolo  a
interventi edilizi ulteriori rispetto a quelli previsti dal comma 1; 
    b) disciplinano le  modalita'  di  effettuazione  dei  controlli,
anche a campione e prevedendo sopralluoghi in loco. 
  5. La  mancata  comunicazione  asseverata  dell'inizio  dei  lavori
comporta la sanzione pecuniaria pari a 1.000 euro. Tale  sanzione  e'
ridotta di due terzi se la comunicazione e' effettuata spontaneamente
quando l'intervento e' in corso di esecuzione.)) 
                             Art. 7 (L) 
         Attivita' edilizia delle pubbliche amministrazioni 
(legge 17 agosto 1942, n. 1150, art. 31, comma 3; decreto legislativo
18 agosto 2000,  n.  267,  art.  34;  decreto  del  Presidente  della
Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, art. 81;  decreto  del  Presidente
della Repubblica 18 aprile 1994,  n.  383;  decreto-legge  5  ottobre
1993, n. 398, art. 4, comma 16, convertito, con modificazioni,  dalla
                   legge 4 dicembre 1993, n. 493) 
 
  1. Non si applicano le disposizioni del presente titolo per: 
    a) opere  e  interventi  pubblici  che  richiedano  per  la  loro
realizzazione l'azione integrata e coordinata di  una  pluralita'  di
amministrazioni  pubbliche   allorche'   l'accordo   delle   predette
amministrazioni, raggiunto con l'assenso del comune interessato,  sia
pubblicato  ai  sensi  dell'articolo  34,  comma   4,   del   decreto
legislativo 18 agosto 2000, n. 267; 
    b) opere pubbliche, da eseguirsi  da  amministrazioni  statali  o
comunque insistenti su aree del demanio statale e opere pubbliche  di
interesse  statale,  da  realizzarsi  dagli  enti   istituzionalmente
competenti, ovvero  da  concessionari  di  servizi  pubblici,  previo
accertamento di  conformita'  con  le  prescrizioni  urbanistiche  ed
edilizie ai sensi del decreto  del  Presidente  della  Repubblica  18
aprile 1994, n. 383, e successive modificazioni; 
    c) opere pubbliche dei comuni deliberate dal consiglio  comunale,
ovvero  dalla  giunta  comunale,  assistite  dalla  validazione   del
progetto, ai sensi dell'articolo 47 del decreto del Presidente  della
Repubblica 21 dicembre 1999, n. 554. 
                             Art. 8 (L)
          Attivita' edilizia dei privati su aree demaniali
(legge 17 agosto 1942, n. 1150, art. 31, comma 3)

  1.  La  realizzazione  da parte di privati di interventi edilizi su
aree demaniali e' disciplinata dalle norme del presente testo unico.
                             Art. 9 (L) 
     Attivita' edilizia in assenza di pianificazione urbanistica 
            (legge n. 10 del 1977, art. 4, ultimo comma; 
            legge n. 457 del 1978, art. 27, ultimo comma) 
 
  1. Salvi i piu' restrittivi limiti fissati dalle leggi regionali  e
nel rispetto delle norme previste dal decreto legislativo 29  ottobre
1999, n. 490, nei comuni sprovvisti  di  strumenti  urbanistici  sono
consentiti: 
    a) gli interventi previsti dalle lettere a), b) e  c)  del  primo
comma dell'articolo 3 che riguardino  singole  unita'  immobiliari  o
parti di esse; 
    b) fuori dal perimetro dei  centri  abitati,  gli  interventi  di
nuova edificazione nel limite della  densita'  massima  fondiaria  di
0,03  metri  cubi  per  metro  quadro;  in  caso  di   interventi   a
destinazione produttiva, la  superficie  coperta  non  puo'  comunque
superare un decimo dell'area di proprieta'. 
  2. Nelle aree nelle quali non siano stati approvati  gli  strumenti
urbanistici attuativi previsti dagli strumenti  urbanistici  generali
come presupposto per l'edificazione, oltre agli  interventi  indicati
al comma 1, lettera a), sono consentiti gli interventi  di  cui  alla
lettera d) del primo comma dell'articolo 3 del presente  testo  unico
che riguardino singole unita'  immobiliari  o  parti  di  esse.  Tali
ultimi interventi sono consentiti anche se riguardino globalmente uno
o piu' edifici e modifichino fino al 25 per cento delle  destinazioni
preesistenti, purche' il titolare del permesso si impegni,  con  atto
trascritto a favore del comune e a cura e spese  dell'interessato,  a
praticare,  limitatamente   alla   percentuale   mantenuta   ad   uso
residenziale, prezzi di vendita e canoni di locazione concordati  con
il comune ed a concorrere negli oneri di urbanizzazione di  cui  alla
sezione II del capo II del presente titolo. 
                             Art. 9-bis 
               (( (Documentazione amministrativa). )) 
 
  ((1. Ai fini della presentazione, del rilascio o  della  formazione
dei  titoli  abilitativi  previsti  dal  presente  testo  unico,   le
amministrazioni sono tenute ad acquisire d'ufficio  i  documenti,  le
informazioni e i  dati,  compresi  quelli  catastali,  che  siano  in
possesso delle pubbliche amministrazioni  e  non  possono  richiedere
attestazioni, comunque denominate,  o  perizie  sulla  veridicita'  e
sull'autenticita' di tali documenti, informazioni e dati)). ((29)) 
------------- 
AGGIORNAMENTO (29) 
  Il D.L. 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla
L. 7 agosto 2012, n. 134 ha disposto (con l'art.13, comma 2-bis)  che
"Le amministrazioni comunali sono tenute ad applicare le disposizioni
di cui al comma 2 entro sei mesi dalla  data  di  entrata  in  vigore
della legge di conversione del presente decreto". 

Capo II
Permesso di costruire
Sezione I
Nozione e caratteristiche

                             Art. 10 (L) 
           Interventi subordinati a permesso di costruire 
                   (legge n. 10 del 1977, art. 1; 
          legge 28 febbraio 1985, n. 47, art. 25, comma 4) 
 
  1.  Costituiscono  interventi  di  trasformazione  urbanistica   ed
edilizia del territorio e sono subordinati a permesso di costruire: 
    a) gli interventi di nuova costruzione; 
    b) gli interventi di ristrutturazione urbanistica; 
    c) gli interventi di ristrutturazione edilizia che portino ad  un
organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente  e  che
comportino ((modifiche della volumetria complessiva degli  edifici  o
dei prospetti,)) ovvero che,  limitatamente  agli  immobili  compresi
nelle zone omogenee A, comportino mutamenti della destinazione d'uso,
nonche' gli interventi che comportino modificazioni della  sagoma  di
immobili sottoposti a vincoli ai sensi  del  decreto  legislativo  22
gennaio 2004, n. 42 e successive modificazioni. 
  2. Le regioni stabiliscono con legge quali  mutamenti,  connessi  o
non connessi a trasformazioni fisiche, dell'uso di immobili o di loro
parti, sono subordinati a permesso di costruire  o  a  ((segnalazione
certificata di inizio attivita')). 
  3. Le regioni possono  altresi'  individuare  con  legge  ulteriori
interventi che, in  relazione  all'incidenza  sul  territorio  e  sul
carico  urbanistico,  sono  sottoposti  al  preventivo  rilascio  del
permesso di costruire. La  violazione  delle  disposizioni  regionali
emanate ai sensi del presente comma non comporta l'applicazione delle
sanzioni di cui all'articolo 44. 
                             Art. 11 (L) 
              Caratteristiche del permesso di costruire 
(legge 28 gennaio 1977, n. 10, art. 4, commi  1,  2  e  6;  legge  23
dicembre 1994, n. 724, art. 39, comma 2, come sostituito dall'art. 2,
           comma 37, della legge 23 dicembre 1996, n. 662) 
 
  1.  Il  permesso  di  costruire  e'  rilasciato   al   proprietario
dell'immobile o a chi abbia titolo per richiederlo. 
  2. Il permesso di costruire e' trasferibile, insieme  all'immobile,
ai successori o aventi causa. Esso non incide sulla titolarita' della
proprieta' o di altri diritti reali relativi agli immobili realizzati
per effetto del suo rilascio. E' irrevocabile ed e' oneroso ai  sensi
dell'articolo 16. 
  3. Il rilascio del permesso di costruire non  comporta  limitazione
dei diritti dei terzi. 
                             Art. 12 (L)
        Presupposti per il rilascio del permesso di costruire
               (art. 4, comma 1, legge n. 10 del 1977;
              art. 31, comma 4, legge n. 1150 del 1942;
           articolo unico legge 3 novembre 1952, n. 1902)

  1.  Il  permesso  di  costruire  e'  rilasciato in conformita' alle
previsioni  degli  strumenti  urbanistici,  dei regolamenti edilizi e
della disciplina urbanistico-edilizia vigente.
  2.  Il permesso di costruire e' comunque subordinato alla esistenza
delle opere di urbanizzazione primaria o alla previsione da parte del
comune  dell'attuazione  delle stesse nel successivo triennio, ovvero
all'impegno  degli  interessati  di  procedere  all'attuazione  delle
medesime   contemporaneamente   alla   realizzazione  dell'intervento
oggetto del permesso.
  3.  In  caso  di contrasto dell'intervento oggetto della domanda di
permesso  di  costruire  con  le  previsioni di strumenti urbanistici
adottati,  e'  sospesa ogni determinazione in ordine alla domanda. La
misura  di  salvaguardia non ha efficacia decorsi tre anni dalla data
di   adozione   dello   strumento  urbanistico,  ovvero  cinque  anni
nell'ipotesi  in  cui  lo  strumento urbanistico sia stato sottoposto
all'amministrazione  competente  all'approvazione entro un anno dalla
conclusione della fase di pubblicazione.
  4.  A richiesta del sindaco, e per lo stesso periodo, il presidente
della  giunta  regionale,  con  provvedimento  motivato da notificare
all'interessato,  puo'  ordinare  la  sospensione  di  interventi  di
trasformazione  urbanistica ed edilizia del territorio che siano tali
da  compromettere o rendere piu' onerosa l'attuazione degli strumenti
urbanistici.
                             Art. 13 (L) 
          Competenza al rilascio del permesso di costruire 
           (legge 28 gennaio 1977, n. 10, art. 4, comma 1; 
   decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, articoli 107 e 109; 
           legge 17 agosto 1942, n. 1150, art. 41-quater) 
 
  1.  Il  permesso  di  costruire  e'  rilasciato  dal  dirigente   o
responsabile ((dello sportello unico)) nel rispetto delle leggi,  dei
regolamenti e degli strumenti urbanistici. ((29)) 
  2. La regione disciplina l'esercizio dei poteri sostitutivi di  cui
all'articolo 21, comma  2,  per  il  caso  di  mancato  rilascio  del
permesso di costruire entro i termini stabiliti. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (29) 
  Il D.L. 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla
L. 7 agosto 2012, n. 134 ha disposto (con l'art.13, comma 2-bis)  che
"Le amministrazioni comunali sono tenute ad applicare le disposizioni
di cui al comma 2 entro sei mesi dalla  data  di  entrata  in  vigore
della legge di conversione del presente decreto". 
                             Art. 14 (L) 
     Permesso di costruire in deroga agli strumenti urbanistici 
           (legge 17 agosto 1942, n. 1150, art. 41-quater, 
     introdotto dall'art. 16 della legge 6 agosto 1967, n. 765; 
 decreto legislativo n. 267 del 2000, art. 42, comma 2, lettera b); 
              legge 21 dicembre 1955, n. 1357, art. 3) 
 
  1. Il permesso di costruire in deroga  agli  strumenti  urbanistici
generali  e'  rilasciato  esclusivamente  per  edifici  ed   impianti
pubblici o di interesse pubblico, previa deliberazione del  consiglio
comunale, nel rispetto  comunque  delle  disposizioni  contenute  nel
decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, e delle altre  normative
di settore aventi incidenza sulla disciplina dell'attivita' edilizia. 
  ((1-bis. Per gli interventi di ristrutturazione  edilizia,  attuati
anche in aree  industriali  dismesse,  e'  ammessa  la  richiesta  di
permesso di costruire anche in deroga alle destinazioni d'uso, previa
deliberazione del  Consiglio  comunale  che  ne  attesta  l'interesse
pubblico, a condizione che il mutamento  di  destinazione  d'uso  non
comporti un aumento della superficie coperta prima dell'intervento di
ristrutturazione,  fermo   restando,   nel   caso   di   insediamenti
commerciali,  quanto  disposto  dall'articolo  31,   comma   2,   del
decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni,
dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e successive modificazioni.)) 
  2.  Dell'avvio  del  procedimento  viene  data  comunicazione  agli
interessati ai sensi dell'articolo 7 della legge 7  agosto  1990,  n.
241. 
  3. La deroga, nel rispetto delle norme igieniche,  sanitarie  e  di
sicurezza,  puo'  riguardare  esclusivamente  i  limiti  di  densita'
edilizia, di altezza e di distanza tra i fabbricati di cui alle norme
di attuazione degli  strumenti  urbanistici  generali  ed  esecutivi,
((nonche', nei casi di cui al comma 1-bis, le  destinazioni  d'uso,))
fermo restando in ogni caso il rispetto  delle  disposizioni  di  cui
agli articoli 7, 8 e 9 del decreto ministeriale  2  aprile  1968,  n.
1444. 
                             Art. 15 (R) 
      Efficacia temporale e decadenza del permesso di costruire 
       (legge 28 gennaio 1977, n. 10, art. 4, commi 3, 4 e 5; 
          legge 17 agosto 1942, n. 1150, art. 31, comma 11) 
 
  1. Nel permesso di costruire sono indicati i termini di inizio e di
ultimazione dei lavori. 
  ((2. Il termine per l'inizio dei lavori non puo'  essere  superiore
ad un anno dal rilascio del titolo; quello di ultimazione,  entro  il
quale l'opera deve essere completata,  non  puo'  superare  tre  anni
dall'inizio dei lavori. Decorsi tali termini il  permesso  decade  di
diritto per la parte non eseguita,  tranne  che,  anteriormente  alla
scadenza,  venga  richiesta  una  proroga.  La  proroga  puo'  essere
accordata,  con  provvedimento  motivato,  per  fatti   sopravvenuti,
estranei  alla  volonta'  del  titolare  del  permesso,   oppure   in
considerazione  della  mole  dell'opera  da  realizzare,  delle   sue
particolari caratteristiche  tecnico-costruttive,  o  di  difficolta'
tecnico-esecutive  emerse  successivamente  all'inizio  dei   lavori,
ovvero quando si tratti di opere pubbliche il cui  finanziamento  sia
previsto in piu' esercizi finanziari)). 
  ((2-bis. La proroga dei termini per l'inizio  e  l'ultimazione  dei
lavori e' comunque accordata qualora  i  lavori  non  possano  essere
iniziati   o   conclusi   per   iniziative   dell'amministrazione   o
dell'autorita' giudiziaria rivelatesi poi infondate.)) 
  3. La realizzazione della parte dell'intervento  non  ultimata  nel
termine stabilito e' subordinata al rilascio di nuovo permesso per le
opere ancora da eseguire, salvo  che  le  stesse  non  rientrino  tra
quelle realizzabili mediante  ((segnalazione  certificata  di  inizio
attivita')) ai sensi  dell'articolo  22.  Si  procede  altresi',  ove
necessario, al ricalcolo del contributo di costruzione. 
  4. Il permesso decade  con  l'entrata  in  vigore  di  contrastanti
previsioni urbanistiche, salvo che i lavori  siano  gia'  iniziati  e
vengano completati entro il termine di tre anni dalla data di inizio. 
                                                                 (30) 
 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (30) 
  Il D.L. 21 giugno 2013, n. 69, convertito con  modificazioni  dalla
L. 9 agosto 2013, n. 98, ha disposto (con l'art.  30,  comma  3)  che
"Salva  diversa  disciplina  regionale,  previa   comunicazione   del
soggetto interessato, sono prorogati di due anni i termini di  inizio
e di ultimazione dei lavori di cui all'articolo 15  del  decreto  del
Presidente della Repubblica del 6 giugno 2001, n. 380, come  indicati
nei   titoli   abilitativi   rilasciati    o    comunque    formatisi
antecedentemente all'entrata in vigore del presente decreto,  purche'
i  suddetti  termini  non  siano  gia'  decorsi  al   momento   della
comunicazione dell'interessato e sempre che i titoli abilitativi  non
risultino   in   contrasto,   al    momento    della    comunicazione
dell'interessato,  con  nuovi  strumenti  urbanistici   approvati   o
adottati."; 
  Ha inoltre disposto (con l'art. 30, comma 4) che  "La  disposizione
di cui al comma 3 si applica anche alle denunce di inizio attivita' e
alle segnalazioni certificate di inizio attivita' presentate entro lo
stesso termine.". 

Sezione II
Contributo di costruzione

                             Art. 16 (L) 
Contributo per il  rilascio  del  permesso  di  costruire  (legge  28
gennaio 1977, n. 10, articoli 3; 5, comma 1; 6, commi 1, 4 e  5;  11;
legge 5 agosto 1978, n. 457, art. 47; legge 24 dicembre 1993, n. 537,
art. 7; legge 29 settembre 1964, n. 847, articoli 1, comma 1, lettere
b) e c), e 4; legge 22 ottobre 1971, n. 865, art. 44; legge 11  marzo
1988, n. 67, art. 17; decreto legislativo 5  febbraio  1997,  n.  22,
 art. 58, comma 1; legge 23 dicembre 1998, n. 448, art. 61, comma 2) 
 
  1. Salvo quanto disposto dall'articolo 17, comma 3, il rilascio del
permesso di costruire comporta la  corresponsione  di  un  contributo
commisurato all'incidenza degli oneri di  urbanizzazione  nonche'  al
costo di costruzione, secondo  le  modalita'  indicate  nel  presente
articolo. 
  2. La quota di contributo relativa agli oneri di urbanizzazione  e'
corrisposta al comune all'atto del rilascio del permesso di costruire
e, su richiesta dell'interessato, puo' essere rateizzata. A  scomputo
totale o parziale della quota dovuta, il titolare del  permesso  puo'
obbligarsi a realizzare direttamente le opere di urbanizzazione,  nel
rispetto dell'articolo 2, comma 5, della legge 11 febbraio  1994,  n.
109, e successive modificazioni,  con  le  modalita'  e  le  garanzie
stabilite  dal  comune,  con  conseguente  acquisizione  delle  opere
realizzate al patrimonio indisponibile del comune. 
  2-bis.  Nell'ambito  degli  strumenti  attuativi   e   degli   atti
equivalenti comunque denominati nonche' degli interventi  in  diretta
attuazione dello strumento urbanistico generale, l'esecuzione diretta
delle opere di urbanizzazione primaria di cui al comma 7, di  importo
inferiore alla soglia di cui all'articolo 28, comma  1,  lettera  c),
del  decreto  legislativo  12  aprile  2006,   n.   163,   funzionali
all'intervento di trasformazione urbanistica  del  territorio,  e'  a
carico  del  titolare  del  permesso  di  costruire   e   non   trova
applicazione il decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163. 
  3. La  quota  di  contributo  relativa  al  costo  di  costruzione,
determinata all'atto del rilascio, e' corrisposta in  corso  d'opera,
con le modalita' e  le  garanzie  stabilite  dal  comune,  non  oltre
sessanta giorni dalla ultimazione della costruzione. 
  4. L'incidenza degli oneri di urbanizzazione primaria e  secondaria
e' stabilita con deliberazione del consiglio comunale  in  base  alle
tabelle parametriche che la regione definisce per classi di comuni in
relazione: 
    a) all'ampiezza ed all'andamento demografico dei comuni; 
    b) alle caratteristiche geografiche dei comuni; 
    c) alle destinazioni di zona previste negli strumenti urbanistici
vigenti; 
    d)  ai  limiti  e  rapporti  minimi   inderogabili   fissati   in
applicazione dall'articolo 41-quinquies, penultimo  e  ultimo  comma,
della legge 17  agosto  1942,  n.  1150,  e  successive  modifiche  e
integrazioni, nonche' delle leggi regionali; 
    ((d-bis) alla differenziazione tra  gli  interventi  al  fine  di
incentivare, in modo particolare nelle aree a maggiore  densita'  del
costruito, quelli di ristrutturazione edilizia di cui all'articolo 3,
comma 1, lettera d), anziche' quelli di nuova costruzione; 
    d-ter) alla valutazione del maggior valore generato da interventi
su aree o immobili in variante urbanistica, in deroga o con cambio di
destinazione    d'uso.     Tale     maggior     valore,     calcolato
dall'amministrazione comunale, e' suddiviso in misura  non  inferiore
al 50 per cento tra il comune e la parte privata  ed  e'  erogato  da
quest'ultima   al   comune   stesso   sotto   forma   di   contributo
straordinario,  che  attesta  l'interesse  pubblico,  in   versamento
finanziario,  vincolato  a  specifico  centro   di   costo   per   la
realizzazione di opere pubbliche e servizi da realizzare nel contesto
in cui ricade l'intervento, cessione di aree o immobili da  destinare
a servizi di pubblica  utilita',  edilizia  residenziale  sociale  od
opere pubbliche)). 
  ((4-bis. Con riferimento a  quanto  previsto  dal  secondo  periodo
della lettera d-ter)  del  comma  4,  sono  fatte  salve  le  diverse
disposizioni  delle  legislazioni   regionali   e   degli   strumenti
urbanistici generali comunali)). 
  5. Nel caso di mancata definizione delle  tabelle  parametriche  da
parte della regione e fino alla definizione delle tabelle  stesse,  i
comuni  provvedono,  in  via  provvisoria,  con   deliberazione   del
consiglio comunale ((, secondo i parametri di cui al comma  4,  fermo
restando quanto previsto dal comma 4-bis)). 
  6. Ogni cinque anni i comuni provvedono ad aggiornare gli oneri  di
urbanizzazione primaria e secondaria, in  conformita'  alle  relative
disposizioni regionali, in relazione ai riscontri e prevedibili costi
delle opere di urbanizzazione primaria, secondaria e generale. 
  7. Gli oneri di urbanizzazione primaria sono relativi  ai  seguenti
interventi: strade residenziali, spazi  di  sosta  o  di  parcheggio,
fognature, rete idrica, rete di distribuzione dell'energia  elettrica
e del gas, pubblica illuminazione, spazi di verde attrezzato. 
  7-bis. Tra gli interventi di  urbanizzazione  primaria  di  cui  al
comma 7  rientrano  i  cavedi  multiservizi  e  i  cavidotti  per  il
passaggio di reti di telecomunicazioni, salvo nelle aree  individuate
dai comuni sulla base dei criteri definiti dalle regioni. 
  8. Gli oneri di urbanizzazione secondaria sono relativi ai seguenti
interventi: asili nido e scuole materne, scuole dell'obbligo  nonche'
strutture e complessi per l'istruzione superiore all'obbligo, mercati
di quartiere, delegazioni comunali, chiese e altri edifici religiosi,
impianti sportivi di  quartiere,  aree  verdi  di  quartiere,  centri
sociali e attrezzature  culturali  e  sanitarie.  Nelle  attrezzature
sanitarie sono ricomprese le opere, le  costruzioni  e  gli  impianti
destinati allo smaltimento, al riciclaggio  o  alla  distruzione  dei
rifiuti urbani, speciali, pericolosi, solidi e liquidi, alla bonifica
di aree inquinate. 
  9. Il costo di costruzione  per  i  nuovi  edifici  e'  determinato
periodicamente  dalle  regioni  con  riferimento  ai  costi   massimi
ammissibili per l'edilizia agevolata, definiti dalle stesse regioni a
norma della lettera g) del primo comma dell'articolo 4 della legge  5
agosto  1978,  n.  457.  Con  lo  stesso  provvedimento  le   regioni
identificano classi di edifici con caratteristiche superiori a quelle
considerate  nelle  vigenti  disposizioni  di  legge  per  l'edilizia
agevolata, per le quali  sono  determinate  maggiorazioni  del  detto
costo di costruzione in misura non superiore al  50  per  cento.  Nei
periodi intercorrenti tra  le  determinazioni  regionali,  ovvero  in
eventuale assenza di tali determinazioni, il costo di costruzione  e'
adeguato annualmente, ed autonomamente, in  ragione  dell'intervenuta
variazione dei costi di costruzione accertata dall'Istituto nazionale
di  statistica  (ISTAT).  Il  contributo  afferente  al  permesso  di
costruire comprende una quota di detto costo,  variabile  dal  5  per
cento al 20  per  cento,  che  viene  determinata  dalle  regioni  in
funzione delle caratteristiche e delle tipologie delle costruzioni  e
della loro destinazione ed ubicazione. 
  10. Nel caso  di  interventi  su  edifici  esistenti  il  costo  di
costruzione e' determinato in relazione  al  costo  degli  interventi
stessi, cosi'  come  individuati  dal  comune  in  base  ai  progetti
presentati per ottenere  il  permesso  di  costruire.  ((Al  fine  di
incentivare il recupero del patrimonio edilizio  esistente,  per  gli
interventi di ristrutturazione edilizia di cui all'articolo 3,  comma
1, lettera d), i comuni hanno comunque la facolta' di deliberare  che
i costi di costruzione ad essi relativi  siano  inferiori  ai  valori
determinati per le nuove costruzioni.)) 
                             Art. 17 (L) 
          Riduzione o esonero dal contributo di costruzione 
       (legge 28 gennaio 1977, n. 10, articoli 7, comma 1; 9; 
 decreto-legge 23 gennaio 1982, n. 9, articoli 7 e 9, convertito in 
  legge 25 marzo 1982, n. 94; legge 24 marzo 1989, n. 122, art. 11; 
           legge 9 gennaio 1991, n. 10, art. 26, comma 1; 
              legge n. 662 del 1996, art. 2, comma 60) 
 
  1. Nei casi di edilizia abitativa convenzionata, relativa anche  ad
edifici esistenti, il contributo afferente al permesso  di  costruire
e' ridotto alla sola quota degli oneri di urbanizzazione  qualora  il
titolare del permesso si impegni, a mezzo di una convenzione  con  il
comune,  ad  applicare  prezzi  di  vendita  e  canoni  di  locazione
determinati ai sensi della  convenzione-tipo  prevista  dall'articolo
18. 
  2. Il contributo per la realizzazione  della  prima  abitazione  e'
pari a quanto stabilito per la corrispondente  edilizia  residenziale
pubblica, purche' sussistano i requisiti indicati dalla normativa  di
settore. 
  3. Il contributo di costruzione non e' dovuto: 
    a) per gli interventi da  realizzare  nelle  zone  agricole,  ivi
comprese le residenze, in funzione della conduzione del fondo e delle
esigenze dell'imprenditore agricolo a  titolo  principale,  ai  sensi
dell'articolo 12 della legge 9 maggio 1975, n. 153; 
    b) per gli interventi di ristrutturazione e  di  ampliamento,  in
misura non superiore al 20%, di edifici unifamiliari; 
    c) per gli impianti, le attrezzature, le  opere  pubbliche  o  di
interesse generale realizzate dagli enti istituzionalmente competenti
nonche' per le opere di urbanizzazione, eseguite anche da privati, in
attuazione di strumenti urbanistici; 
    d) per gli interventi da realizzare in attuazione di norme  o  di
provvedimenti emanati a seguito di pubbliche calamita'; 
    e) per i nuovi impianti, lavori, opere, modifiche, installazioni,
relativi alle fonti rinnovabili di energia,  alla  conservazione,  al
risparmio e all'uso razionale dell'energia, nel rispetto delle  norme
urbanistiche,    di    tutela     ((dell'assetto     idrogeologico,))
artistico-storica e ambientale. 
  4. Per gli interventi da realizzare su immobili di proprieta' dello
Stato, nonche' per gli interventi di  manutenzione  straordinaria  di
cui all'articolo 6, comma 2, lettera a), qualora comportanti  aumento
del carico urbanistico, il contributo di costruzione  e'  commisurato
alla incidenza delle sole opere di urbanizzazione, purche' ne  derivi
un aumento della superficie calpestabile. 
  4-bis. Al  fine  di  agevolare  gli  interventi  di  densificazione
edilizia, per la ristrutturazione,  il  recupero  e  il  riuso  degli
immobili  dismessi  o  in  via  di  dismissione,  il  contributo   di
costruzione e' ridotto in misura non inferiore  al  venti  per  cento
rispetto a quello previsto per le  nuove  costruzioni  nei  casi  non
interessati da varianti urbanistiche, deroghe o cambi di destinazione
d'uso  comportanti  maggior   valore   rispetto   alla   destinazione
originaria. I comuni definiscono, entro novanta  giorni  dall'entrata
in vigore della presente  disposizione,  i  criteri  e  le  modalita'
applicative per l'applicazione della relativa riduzione. 
                             Art. 18 (L)
                          Convenzione-tipo
               (legge 28 gennaio 1977, n. 10, art. 8;
          legge 17 febbraio 1992, n. 179, art. 23, comma 6)

  1.  Ai  fini  del  rilascio del permesso di costruire relativo agli
interventi  di edilizia abitativa di cui all'articolo 17, comma 1, la
regione  approva  una convenzione-tipo, con la quale sono stabiliti i
criteri  nonche'  i  parametri, definiti con meccanismi tabellari per
classi  di  comuni,  ai  quali  debbono  uniformarsi  le  convenzioni
comunali nonche' gli atti di obbligo in ordine essenzialmente a:
    a)  l'indicazione delle caratteristiche tipologiche e costruttive
degli alloggi;
    b)  la determinazione dei prezzi di cessione degli alloggi, sulla
base  del costo delle aree, cosi' come definito dal comma successivo,
della  costruzione  e  delle  opere  di urbanizzazione, nonche' delle
spese generali, comprese quelle per la progettazione e degli oneri di
preammortamento e di finanziamento;
    c)  la  determinazione dei canoni di locazione in percentuale del
valore desunto dai prezzi fissati per la cessione degli alloggi;
    d)  la durata di validita' della convenzione non superiore a 30 e
non inferiore a 20 anni.
  2.  La regione stabilisce criteri e parametri per la determinazione
del  costo delle aree, in misura tale che la sua incidenza non superi
il  20  per  cento  del  costo  di costruzione come definito ai sensi
dell'articolo 16.
  3.  Il titolare del permesso puo' chiedere che il costo delle aree,
ai  fini  della convenzione, sia determinato in misura pari al valore
definito  in  occasione  di  trasferimenti di proprieta' avvenuti nel
quinquennio anteriore alla data della convenzione.
  4.  I prezzi di cessione ed i canoni di locazione determinati nelle
convenzioni  ai sensi del primo comma sono suscettibili di periodiche
variazioni, con frequenza non inferiore al biennio, in relazione agli
indici  ufficiali  ISTAT dei costi di costruzione intervenuti dopo la
stipula delle convenzioni medesime.
  5.  Ogni pattuizione stipulata in violazione dei prezzi di cessione
e dei canoni di locazione e' nulla per la parte eccedente.
                             Art. 19 (L)
           Contributo di costruzione per opere o impianti
                    non destinati alla residenza
               (legge 28 gennaio 1977, n. 10, art. 10)

  1.  Il  permesso  di  costruire  relativo  a costruzioni o impianti
destinati   ad  attivita'  industriali  o  artigianali  dirette  alla
trasformazione  di  beni  ed  alla prestazione di servizi comporta la
corresponsione  di  un  contributo pari alla incidenza delle opere di
urbanizzazione,   di   quelle   necessarie   al  trattamento  e  allo
smaltimento  dei  rifiuti  solidi,  liquidi  e  gassosi  e  di quelle
necessarie  alla  sistemazione  dei  luoghi  ove ne siano alterate le
caratteristiche.   La  incidenza  di  tali  opere  e'  stabilita  con
deliberazione  del  consiglio  comunale  in  base  a parametri che la
regione  definisce  con  i criteri di cui al comma 4, lettere a) e b)
dell'articolo   16,   nonche'  in  relazione  ai  tipi  di  attivita'
produttiva.
  2.  Il  permesso  di  costruire  relativo  a costruzioni o impianti
destinati  ad  attivita' turistiche, commerciali e direzionali o allo
svolgimento  di  servizi  comporta la corresponsione di un contributo
pari  all'incidenza  delle  opere  di  urbanizzazione, determinata ai
sensi  dell'articolo  16,  nonche'  una quota non superiore al 10 per
cento   del  costo  documentato  di  costruzione  da  stabilirsi,  in
relazione  ai  diversi  tipi  di  attivita',  con  deliberazione  del
consiglio comunale.
  3.  Qualora  la  destinazione  d'uso delle opere indicate nei commi
precedenti,   nonche'   di   quelle   nelle  zone  agricole  previste
dall'articolo 17, venga comunque modificata nei dieci anni successivi
all'ultimazione  dei  lavori,  il contributo di costruzione e' dovuto
nella   misura   massima   corrispondente  alla  nuova  destinazione,
determinata con riferimento al momento dell'intervenuta variazione.

Sezione III
Procedimento

                             Art. 20 (R) 
      (Procedimento per il rilascio del permesso di costruire). 
 
  1.  La  domanda  per  il  rilascio  del  permesso   di   costruire,
sottoscritta da uno dei soggetti legittimati ai  sensi  dell'articolo
11, va presentata allo sportello unico corredata  da  un'attestazione
concernente il titolo di legittimazione, dagli elaborati  progettuali
richiesti, e quando ne ricorrano i presupposti, dagli altri documenti
previsti  dalla  parte  II.  La  domanda  e'  accompagnata   da   una
dichiarazione del progettista abilitato che asseveri  la  conformita'
del progetto agli strumenti urbanistici  approvati  ed  adottati,  ai
regolamenti edilizi vigenti, e alle altre normative di settore aventi
incidenza sulla disciplina dell'attivita' edilizia e, in particolare,
alle    norme    antisismiche,     di     sicurezza,     antincendio,
igienico-sanitarie  ((...)),  alle  norme   relative   all'efficienza
energetica. (29) 
  ((1-bis. Con decreto  del  Ministro  della  salute,  da  adottarsi,
previa intesa in Conferenza unificata, entro 90  giorni  dall'entrata
in vigore della presente  disposizione,  sono  definiti  i  requisiti
igienico-sanitari di carattere prestazionale degli edifici.)) 
  2. Lo sportello unico comunica entro dieci giorni al richiedente il
nominativo del responsabile del procedimento ai sensi degli  articoli
4 e 5 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive  modificazioni.
L'esame delle domande  si  svolge  secondo  l'ordine  cronologico  di
presentazione. 
  3. Entro sessanta giorni  dalla  presentazione  della  domanda,  il
responsabile del procedimento cura l'istruttoria ((e)),  formula  una
proposta di provvedimento, corredata da  una  dettagliata  relazione,
con la qualificazione  tecnico-giuridica  dell'intervento  richiesto.
Qualora sia necessario acquisire ulteriori atti di assenso,  comunque
denominati, resi da amministrazioni  diverse,  si  procede  ai  sensi
degli articoli 14 e seguenti della legge 7 agosto 1990, n. 241. (29) 
  4. Il responsabile del procedimento, qualora ritenga  che  ai  fini
del rilascio del  permesso  di  costruire  sia  necessario  apportare
modifiche di modesta entita' rispetto al progetto  originario,  puo',
nello stesso termine di cui al comma 3,  richiedere  tali  modifiche,
illustrandone le ragioni. L'interessato si pronuncia sulla  richiesta
di modifica entro il termine fissato  e,  in  caso  di  adesione,  e'
tenuto ad integrare la documentazione nei successivi quindici giorni.
La richiesta di cui al presente  comma  sospende,  fino  al  relativo
esito, il decorso del termine di cui al comma 3. 
  5. Il termine di cui al comma 3 puo'  essere  interrotto  una  sola
volta dal responsabile del procedimento, entro  trenta  giorni  dalla
presentazione della domanda, esclusivamente per la motivata richiesta
di documenti che integrino o completino la documentazione  presentata
e che non siano gia' nella disponibilita' dell'amministrazione o  che
questa non possa acquisire autonomamente. In  tal  caso,  il  termine
ricomincia a decorrere dalla data di ricezione  della  documentazione
integrativa. 
  5-bis. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 30 GIUGNO 2016, N. 127. 
  6. Il provvedimento finale,  che  lo  sportello  unico  provvede  a
notificare  all'interessato,  e'  adottato  dal   dirigente   o   dal
responsabile dell'ufficio, entro il termine di  trenta  giorni  dalla
proposta di cui al comma 3. Qualora  sia  indetta  la  conferenza  di
servizi di cui al  medesimo  comma,  la  determinazione  motivata  di
conclusione  del  procedimento,  assunta  nei  termini  di  cui  agli
articoli 14  e  seguenti  della  legge  7  agosto  1990,  n.  241,  e
successive  modificazioni,  e',  ad  ogni  effetto,  titolo  per   la
realizzazione dell'intervento. Il termine di cui al primo periodo  e'
fissato in quaranta giorni con  la  medesima  decorrenza  qualora  il
dirigente  o  il  responsabile  del  procedimento  abbia   comunicato
all'istante i motivi che ostano all'accoglimento  della  domanda,  ai
sensi dell'articolo 10-bis della citata legge  n.  241  del  1990,  e
successive modificazioni.  Dell'avvenuto  rilascio  del  permesso  di
costruire e' data notizia al pubblico  mediante  affissione  all'albo
pretorio. Gli estremi del permesso di  costruire  sono  indicati  nel
cartello esposto presso il cantiere, secondo le  modalita'  stabilite
dal regolamento edilizio. (29) 
  7. I termini di cui ai commi 3 e 5 sono raddoppiati nei  soli  casi
di progetti particolarmente complessi secondo la motivata risoluzione
del responsabile del procedimento. 
  8.  (L)  Decorso  inutilmente  il  termine   per   l'adozione   del
provvedimento  conclusivo,  ove  il  dirigente  o   il   responsabile
dell'ufficio non abbia opposto motivato  diniego,  sulla  domanda  di
permesso di costruire si intende formato il  silenzio-assenso,  fatti
salvi  i  casi  in  cui  sussistano  vincoli   relativi   all'assetto
idrogeologico, ambientali, paesaggistici o culturali, per i quali  si
applicano le disposizioni di cui agli articoli 14  e  seguenti  della
legge 7 agosto 1990, n. 241. 
  9. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 30 GIUGNO 2016, N. 127. 
  10. COMMA ABROGATO DAL D.L. 21 GIUGNO 2013, N. 69,  CONVERTITO  CON
MODIFICAZIONI DALLA L. 9 AGOSTO 2013, N. 98. 
  11. Il termine per il rilascio del permesso di  costruire  per  gli
interventi di cui all'articolo 22,  comma  7,  e'  di  settantacinque
giorni dalla data di presentazione della domanda. 
  12. Fermo restando  quanto  previsto  dalla  vigente  normativa  in
relazione  agli  adempimenti  di  competenza  delle   amministrazioni
statali coinvolte, sono fatte salve le disposizioni  contenute  nelle
leggi regionali che prevedano misure di ulteriore  semplificazione  e
ulteriori riduzioni di termini procedimentali. 
  13. Ove il fatto non costituisca piu' grave reato, chiunque,  nelle
dichiarazioni o attestazioni o  asseverazioni  di  cui  al  comma  1,
dichiara  o  attesta  falsamente  l'esistenza  dei  requisiti  o  dei
presupposti di cui al medesimo comma e' punito con la  reclusione  da
uno a tre anni.  In  tali  casi,  il  responsabile  del  procedimento
informa il competente ordine professionale  per  l'irrogazione  delle
sanzioni disciplinari. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (29) 
  Il D.L. 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla
L. 7 agosto 2012, n. 134 ha disposto (con l'art.13, comma 2-bis)  che
"Le amministrazioni comunali sono tenute ad applicare le disposizioni
di cui al comma 2 entro sei mesi dalla  data  di  entrata  in  vigore
della legge di conversione del presente decreto". 
                             Art. 21 (R) 
              (( (Intervento sostitutivo regionale). )) 
 
  ((1. Le regioni, con proprie leggi, determinano forme  e  modalita'
per  l'eventuale  esercizio  del  potere  sostitutivo  nei  confronti
dell'ufficio dell'amministrazione comunale competente per il rilascio
del permesso di costruire.)) 

Capo III
((Segnalazione certificata
di inizio di attivita’))

                             Art. 22 (L) 
(( (Interventi subordinati a segnalazione certificata  di  inizio  di
                           attivita'). )) 
 
  ((1. Sono realizzabili  mediante  la  segnalazione  certificata  di
inizio di attivita' di cui all'articolo 19 della legge 7 agosto 1990,
n. 241,  nonche'  in  conformita'  alle  previsioni  degli  strumenti
urbanistici,   dei   regolamenti   edilizi   e    della    disciplina
urbanistico-edilizia vigente: 
    a)  gli  interventi  di   manutenzione   straordinaria   di   cui
all'articolo 3, comma 1, lettera  b),  qualora  riguardino  le  parti
strutturali dell'edificio; 
    b) gli interventi di restauro e di  risanamento  conservativo  di
cui all'articolo 3, comma 1, lettera c), qualora riguardino le  parti
strutturali dell'edificio; 
    c)  gli  interventi   di   ristrutturazione   edilizia   di   cui
all'articolo 3, comma 1,  lettera  d),  diversi  da  quelli  indicati
nell'articolo 10, comma 1, lettera c.)) 
  2. Sono, altresi', realizzabili mediante  segnalazione  certificata
di inizio attivita' le varianti  a  permessi  di  costruire  che  non
incidono sui  parametri  urbanistici  e  sulle  volumetrie,  che  non
modificano  la  destinazione  d'uso  e  la  categoria  edilizia,  non
alterano la sagoma dell'edificio  qualora  sottoposto  a  vincolo  ai
sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004,  n.  42  e  successive
modificazioni, e non violano le eventuali prescrizioni contenute  nel
permesso  di  costruire.  Ai   fini   dell'attivita'   di   vigilanza
urbanistica ed edilizia, nonche' ai  fini  ((dell'agibilita')),  tali
segnalazioni certificate  di  inizio  attivita'  costituiscono  parte
integrante del  procedimento  relativo  al  permesso  di  costruzione
dell'intervento principale e possono essere  presentate  prima  della
dichiarazione di ultimazione dei lavori. 
  2-bis. Sono realizzabili mediante segnalazione certificata d'inizio
attivita'  e  comunicate  a  fine   lavori   con   attestazione   del
professionista,  le  varianti  a  permessi  di  costruire   che   non
configurano  una  variazione  essenziale,  a  condizione  che   siano
conformi alle prescrizioni urbanistico-edilizie e siano attuate  dopo
l'acquisizione degli  eventuali  atti  di  assenso  prescritti  dalla
normativa sui vincoli paesaggistici,  idrogeologici,  ambientali,  di
tutela del patrimonio storico,  artistico  ed  archeologico  e  dalle
altre normative di settore. 
  3. ((COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 25 NOVEMBRE 2016, N. 222)). 
  4. Le regioni a statuto ordinario  con  legge  possono  ampliare  o
ridurre l'ambito applicativo  delle  disposizioni  di  cui  ai  commi
precedenti. Restano, comunque,  ferme  le  sanzioni  penali  previste
all'articolo 44. 
  5. ((COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 25 NOVEMBRE 2016, N. 222)). 
  6. La realizzazione degli interventi ((di cui  al  presente  Capo))
che  riguardino  immobili  sottoposti  a  tutela   storico-artistica,
paesaggistico-ambientale o dell'assetto idrogeologico, e' subordinata
al preventivo rilascio del  parere  o  dell'autorizzazione  richiesti
dalle relative  previsioni  normative.  Nell'ambito  delle  norme  di
tutela rientrano, in particolare, le disposizioni di cui  al  decreto
legislativo 29 ottobre 1999, n. 490. 
  7. E' comunque salva la facolta' dell'interessato  di  chiedere  il
rilascio  di  permesso  di  costruire  per  la  realizzazione   degli
interventi ((di cui al presente Capo)), senza obbligo  del  pagamento
del contributo di costruzione di cui all'articolo  16,  salvo  quanto
previsto ((dall'ultimo periodo del comma  1  dell'articolo  23)).  In
questo caso la violazione della disciplina  urbanistico-edilizia  non
comporta l'applicazione delle sanzioni di cui all'articolo 44  ed  e'
soggetta all'applicazione delle sanzioni di cui all'articolo 37. 
                               Art. 23 
              (L comma 3 e 4 - R comma 1, 2, 5, 6 e 7) 
((Interventi subordinati a  segnalazione  certificata  di  inizio  di
         attivita' in alternativa al permesso di costruire)) 
 
  ((01. In alternativa  al  permesso  di  costruire,  possono  essere
realizzati mediante segnalazione certificata di inizio di attivita': 
    a) gli interventi di ristrutturazione  di  cui  all'articolo  10,
comma 1, lettera c); 
    b) gli interventi di  nuova  costruzione  o  di  ristrutturazione
urbanistica qualora siano disciplinati da  piani  attuativi  comunque
denominati, ivi compresi gli accordi negoziali aventi valore di piano
attuativo, che contengano  precise  disposizioni  plano-volumetriche,
tipologiche, formali e costruttive,  la  cui  sussistenza  sia  stata
esplicitamente dichiarata dal competente organo comunale in  sede  di
approvazione degli stessi piani o di ricognizione di quelli  vigenti;
qualora  i  piani   attuativi   risultino   approvati   anteriormente
all'entrata in vigore della  legge  21  dicembre  2001,  n.  443,  il
relativo atto di ricognizione deve avvenire entro trenta giorni dalla
richiesta degli interessati; in mancanza si  prescinde  dall'atto  di
ricognizione, purche' il progetto di costruzione  venga  accompagnato
da  apposita  relazione  tecnica   nella   quale   venga   asseverata
l'esistenza  di  piani  attuativi  con   le   caratteristiche   sopra
menzionate; 
    c) gli interventi di nuova costruzione qualora siano  in  diretta
esecuzione  di  strumenti  urbanistici   generali   recanti   precise
disposizioni plano-volumetriche. 
  Gli interventi di cui alle  lettere  precedenti  sono  soggetti  al
contributo di costruzione  ai  sensi  dell'articolo  16.  Le  regioni
possono  individuare  con  legge  gli  altri  interventi  soggetti  a
segnalazione certificata di inizio attivita', diversi  da  quelli  di
cui  alle  lettere  precedenti,   assoggettati   al   contributo   di
costruzione  definendo  criteri   e   parametri   per   la   relativa
determinazione.)) 
  1. Il proprietario dell'immobile o chi abbia titolo per  presentare
la ((segnalazione certificata di inizio  attivita')),  almeno  trenta
giorni  prima  dell'effettivo  inizio  dei  lavori,   presenta   allo
sportello unico la ((segnalazione)), accompagnata da una  dettagliata
relazione a firma di  un  progettista  abilitato  e  dagli  opportuni
elaborati progettuali, che asseveri la  conformita'  delle  opere  da
realizzare agli strumenti urbanistici approvati e  non  in  contrasto
con quelli adottati ed ai regolamenti  edilizi  vigenti,  nonche'  il
rispetto delle norme di sicurezza e di quelle igienico-sanitarie. 
  1-bis. Nei casi in cui la normativa vigente prevede  l'acquisizione
di atti o pareri di organi o enti appositi,  ovvero  l'esecuzione  di
verifiche  preventive,  con  la  sola  esclusione  dei  casi  in  cui
sussistano vincoli relativi  all'assetto  idrogeologico,  ambientali,
paesaggistici   o   culturali   e   degli   atti   rilasciati   dalle
amministrazioni  preposte  alla  difesa  nazionale,   alla   pubblica
sicurezza,   all'immigrazione,    all'asilo,    alla    cittadinanza,
all'amministrazione  della   giustizia,   all'amministrazione   delle
finanze, ivi compresi gli atti concernenti le  reti  di  acquisizione
del gettito, anche derivante dal gioco, nonche'  di  quelli  previsti
dalla normativa per le costruzioni  in  zone  sismiche  e  di  quelli
imposti dalla normativa comunitaria, essi  sono  comunque  sostituiti
dalle   autocertificazioni,   attestazioni    e    asseverazioni    o
certificazioni di tecnici abilitati  relative  alla  sussistenza  dei
requisiti e dei presupposti previsti  dalla  legge,  dagli  strumenti
urbanistici approvati  o  adottati  e  dai  regolamenti  edilizi,  da
produrre a corredo della documentazione di cui al comma 1,  salve  le
verifiche successive degli organi e delle amministrazioni competenti.
(29) 
  1-ter. La denuncia, corredata delle dichiarazioni,  attestazioni  e
asseverazioni nonche' dei relativi  elaborati  tecnici,  puo'  essere
presentata mediante posta raccomandata con avviso di ricevimento,  ad
eccezione dei procedimenti per cui e' previsto  l'utilizzo  esclusivo
della modalita' telematica; in tal  caso  la  denuncia  si  considera
presentata al momento della ricezione da parte  dell'amministrazione.
PERIODO ABROGATO DAL D.LGS. 22 GENNAIO 2016, N. 10. (29) 
  2. La ((segnalazione certificata di inizio attivita')) e' corredata
dall'indicazione dell'impresa cui si intende affidare i lavori ed  e'
sottoposta al termine massimo  di  efficacia  pari  a  tre  anni.  La
realizzazione della parte non ultimata dell'intervento e' subordinata
a  nuova  ((segnalazione)).  L'interessato  e'  comunque   tenuto   a
comunicare allo sportello unico la data di ultimazione dei lavori. 
  3. Nel caso dei vincoli e delle materie oggetto dell'esclusione  di
cui al comma 1-bis, qualora l'immobile  oggetto  dell'intervento  sia
sottoposto ad un vincolo la cui  tutela  compete,  anche  in  via  di
delega, alla stessa amministrazione comunale, il  termine  di  trenta
giorni di cui al comma 1 decorre dal rilascio del  relativo  atto  di
assenso. Ove tale atto non sia favorevole, la denuncia  e'  priva  di
effetti. (29) 
  4. Nel caso dei vincoli e delle materie oggetto dell'esclusione  di
cui al comma 1-bis, qualora l'immobile  oggetto  dell'intervento  sia
sottoposto   ad   un   vincolo   la   cui    tutela    non    compete
all'amministrazione comunale, ove il parere favorevole  del  soggetto
preposto alla tutela  non  sia  allegato  alla  ((segnalazione)),  il
competente ufficio comunale convoca  una  conferenza  di  servizi  ai
sensi degli articoli 14, 14-bis, 14-ter,  14-quater,  della  legge  7
agosto 1990, n. 241. Il termine di trenta giorni di cui  al  comma  1
decorre dall'esito della conferenza. In caso di esito non favorevole,
la ((segnalazione)) e' priva di effetti. (29) 
  5. La  sussistenza  del  titolo  e'  provata  con  la  copia  della
((segnalazione certificata di inizio attivita')) da  cui  risulti  la
data  di  ricevimento  della  ((segnalazione)),  l'elenco  di  quanto
presentato a corredo del progetto, l'attestazione del  professionista
abilitato, nonche' gli atti di assenso eventualmente necessari. 
  6. Il dirigente o il responsabile del competente ufficio  comunale,
ove entro il termine indicato al comma 1 sia riscontrata l'assenza di
una o  piu'  delle  condizioni  stabilite,  notifica  all'interessato
l'ordine motivato di non effettuare il previsto intervento e, in caso
di  falsa  attestazione   del   professionista   abilitato,   informa
l'autorita' giudiziaria e il consiglio dell'ordine  di  appartenenza.
E' comunque salva la facolta' di ripresentare la denuncia  di  inizio
attivita', con le modifiche o le integrazioni necessarie per renderla
conforme alla normativa urbanistica ed edilizia. 
  7. Ultimato l'intervento, il progettista  o  un  tecnico  abilitato
rilascia un certificato di collaudo finale, che  va  presentato  allo
sportello unico, con il quale si attesta la conformita' dell'opera al
progetto presentato  con  la  ((segnalazione  certificata  di  inizio
attivita')).   Contestualmente   presenta   ricevuta    dell'avvenuta
presentazione della variazione  catastale  con  seguente  alle  opere
realizzate ovvero dichiarazione che le stesse  non  hanno  comportato
modificazioni del classamento. In assenza di tale  documentazione  si
applica la sanzione di cui all'articolo 37, comma 5. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (29) 
  Il D.L. 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla
L. 7 agosto 2012, n. 134 ha disposto (con l'art.13, comma 2-bis)  che
"Le amministrazioni comunali sono tenute ad applicare le disposizioni
di cui al comma 2 entro sei mesi dalla  data  di  entrata  in  vigore
della legge di conversione del presente decreto". 
                             Art. 23-bis 
(Autorizzazioni preliminari alla segnalazione certificata  di  inizio
       attivita' e alla comunicazione dell'inizio dei lavori) 
 
  1. Nei casi in cui si  applica  la  disciplina  della  segnalazione
certificata di inizio attivita' di cui all'articolo 19 della legge  7
agosto 1990, n. 241, prima della  presentazione  della  segnalazione,
l'interessato puo' richiedere  allo  sportello  unico  di  provvedere
all'acquisizione di tutti gli atti di assenso,  comunque  denominati,
necessari  per  l'intervento  edilizio,  o  presentare   istanza   di
acquisizione  dei  medesimi  atti  di  assenso  contestualmente  alla
segnalazione.   Lo   sportello   unico    comunica    tempestivamente
all'interessato l'avvenuta acquisizione degli  atti  di  assenso.  Se
tali atti non vengono acquisiti entro il termine di cui  all'articolo
20, comma 3, si applica quanto previsto dal comma 5-bis del  medesimo
articolo. 
  2.  In  caso  di  presentazione  contestuale   della   segnalazione
certificata di inizio attivita' e  dell'istanza  di  acquisizione  di
tutti  gli  atti  di  assenso,  comunque  denominati,  necessari  per
l'intervento edilizio, l'interessato puo' dare inizio ai lavori  solo
dopo la comunicazione da parte dello  sportello  unico  dell'avvenuta
acquisizione dei medesimi atti di assenso o dell'esito positivo della
conferenza di servizi. 
  3. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 , si applicano anche  alla
comunicazione dell'inizio dei lavori di cui  all'((articolo  6-bis)),
qualora siano necessari atti di assenso, comunque denominati, per  la
realizzazione dell'intervento edilizio. 
  4. All'interno delle  zone  omogenee  A)  di  cui  al  decreto  del
Ministro dei lavori pubblici 2 aprile 1968,  n.  1444,  e  in  quelle
equipollenti secondo l'eventuale diversa denominazione adottata dalle
leggi  regionali,   i   comuni   devono   individuare   con   propria
deliberazione, da adottare entro il 30 giugno  2014,  le  aree  nelle
quali non  e'  applicabile  la  segnalazione  certificata  di  inizio
attivita' per  interventi  di  demolizione  e  ricostruzione,  o  per
varianti a permessi di costruire, comportanti modifiche della sagoma.
Senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, decorso
tale termine e in mancanza di intervento sostitutivo della regione ai
sensi della normativa vigente,  la  deliberazione  di  cui  al  primo
periodo e' adottata da un Commissario  nominato  dal  Ministro  delle
infrastrutture e dei trasporti. Nelle restanti aree interne alle zone
omogenee A) e a quelle equipollenti di  cui  al  primo  periodo,  gli
interventi cui e' applicabile la segnalazione certificata  di  inizio
attivita' non possono in ogni  caso  avere  inizio  prima  che  siano
decorsi trenta giorni dalla data di presentazione della segnalazione.
Nelle more dell'adozione della deliberazione di cui al primo  periodo
e comunque in sua assenza, non trova  applicazione  per  le  predette
zone omogenee A) la segnalazione certificata di inizio attivita'  con
modifica della sagoma. 
                             Art. 23-ter 
         (( (Mutamento d'uso urbanisticamente rilevante) )) 
 
  ((1. Salva diversa  previsione  da  parte  delle  leggi  regionali,
costituisce mutamento rilevante della destinazione d'uso  ogni  forma
di utilizzo dell'immobile o della singola unita' immobiliare  diversa
da quella originaria, ancorche' non accompagnata  dall'esecuzione  di
opere   edilizie,   purche'   tale   da   comportare   l'assegnazione
dell'immobile o dell'unita' immobiliare considerati  ad  una  diversa
categoria funzionale tra quelle sotto elencate: 
    a) residenziale; 
    a-bis) turistico-ricettiva; 
    b) produttiva e direzionale; 
    c) commerciale; 
    d) rurale. 
  2.  La  destinazione  d'uso  di  un  fabbricato  o  di  una  unita'
immobiliare e' quella prevalente in termini di superficie utile. 
  3. Le regioni adeguano la propria legislazione ai principi  di  cui
al presente articolo  entro  novanta  giorni  dalla  data  della  sua
entrata in vigore. Decorso tale termine, trovano applicazione diretta
le disposizioni del presente articolo. Salva  diversa  previsione  da
parte delle leggi regionali e degli strumenti  urbanistici  comunali,
il  mutamento  della  destinazione  d'uso  all'interno  della  stessa
categoria funzionale e' sempre consentito.)) 

Titolo III
AGIBILITA’ DEGLI EDIFICI
Capo I
Certificato di agibilita’

                             Art. 24 (L) 
                          (((Agibilita').)) 
 (regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265, articoli 220; 221, comma 2, 
come modificato dall'art. 70, decreto legislativo 30 dicembre 1999, 
n. 507; decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, articoli 107 e 
        109; legge 28 febbraio 1985, n. 47, art. 52, comma 1) 
 
  ((1.  La  sussistenza  delle  condizioni  di   sicurezza,   igiene,
salubrita', risparmio energetico degli edifici e degli impianti negli
stessi installati,  valutate  secondo  quanto  dispone  la  normativa
vigente, nonche' la conformita' dell'opera al progetto  presentato  e
la sua agibilita' sono attestati mediante segnalazione certificata. 
  2. Ai fini dell'agibilita', entro quindici giorni  dall'ultimazione
dei lavori di finitura  dell'intervento,  il  soggetto  titolare  del
permesso  di  costruire,  o  il  soggetto  che   ha   presentato   la
segnalazione certificata di inizio di attivita', o i loro  successori
o aventi causa, presenta  allo  sportello  unico  per  l'edilizia  la
segnalazione certificata, per i seguenti interventi: 
    a) nuove costruzioni; 
    b) ricostruzioni o sopraelevazioni, totali o parziali; 
    c) interventi sugli edifici esistenti che possano influire  sulle
condizioni di cui al comma 1. 
  3. La mancata presentazione della segnalazione, nei  casi  indicati
al comma 2, comporta  l'applicazione  della  sanzione  amministrativa
pecuniaria da euro 77 a euro 464. 
  4.  Ai  fini  dell'agibilita',  la  segnalazione  certificata  puo'
riguardare anche: 
    a) singoli edifici o singole porzioni della costruzione,  purche'
funzionalmente autonomi, qualora siano state realizzate e  collaudate
le opere di urbanizzazione primaria  relative  all'intero  intervento
edilizio e siano state completate e collaudate le  parti  strutturali
connesse, nonche' collaudati e certificati gli impianti relativi alle
parti comuni; 
    b)  singole  unita'  immobiliari,  purche'  siano  completate   e
collaudate le  opere  strutturali  connesse,  siano  certificati  gli
impianti  e  siano  completate  le  parti  comuni  e  le   opere   di
urbanizzazione primaria dichiarate funzionali  rispetto  all'edificio
oggetto di agibilita' parziale. 
  5. La segnalazione certificata  di  cui  ai  commi  da  1  a  4  e'
corredata dalla seguente documentazione: 
    a) attestazione del direttore dei lavori o, qualora non nominato,
di un professionista abilitato  che  assevera  la  sussistenza  delle
condizioni di cui al comma 1; 
    b) certificato di collaudo statico di cui all'articolo 67 ovvero,
per gli interventi di cui  al  comma  8-bis  del  medesimo  articolo,
dichiarazione di regolare esecuzione resa dal direttore dei lavori; 
    c) dichiarazione  di  conformita'  delle  opere  realizzate  alla
normativa vigente in materia di accessibilita'  e  superamento  delle
barriere architettoniche di cui all'articolo 77, nonche' all'articolo
82; 
    d)  gli  estremi  dell'avvenuta  dichiarazione  di  aggiornamento
catastale; 
    e)  dichiarazione  dell'impresa  installatrice,  che  attesta  la
conformita' degli impianti installati negli edifici  alle  condizioni
di sicurezza, igiene,  salubrita',  risparmio  energetico  prescritte
dalla  disciplina  vigente  ovvero,  ove  previsto,  certificato   di
collaudo degli stessi. 
  6. L'utilizzo delle costruzioni di cui ai commi 2 e 4  puo'  essere
iniziato dalla data  di  presentazione  allo  sportello  unico  della
segnalazione corredata della documentazione di cui  al  comma  5.  Si
applica l'articolo 19, commi 3 e 6-bis, della legge 7 agosto 1990, n.
241. 
  7.  Le  Regioni,  le  Province  autonome,  i  Comuni  e  le  Citta'
metropolitane, nell'ambito delle proprie competenze, disciplinano  le
modalita'  di  effettuazione  dei  controlli,  anche  a  campione   e
comprensivi dell'ispezione delle opere realizzate.)) 
                               Art. 25 
 
      ((ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 25 NOVEMBRE 2016, N. 222)) 
                             Art. 26 (L) 
                    Dichiarazione di inagibilita' 
          (regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265, art. 222) 
 
  1.  ((La  presentazione   della   segnalazione   certificata))   di
agibilita' non impedisce l'esercizio del potere di  dichiarazione  di
inagibilita' di un edificio o di parte di esso ai sensi dell'articolo
222 del regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265. 

Titolo IV
VIGILANZA SULL’ATTIVITA’ URBANISTICO EDILIZIA, RESPONSABILITA’ E SANZIONI
Capo I
Vigilanza sull’attivita’ urbanistico-edilizia e responsabilita’

                             Art. 27 (L)
            Vigilanza sull'attivita' urbanistico-edilizia
               (legge 28 febbraio 1985, n. 47, art. 4;
   decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, articoli 107 e 109)

  1.  Il  dirigente o il responsabile del competente ufficio comunale
esercita,  anche  secondo  le modalita' stabilite dallo statuto o dai
regolamenti      dell'ente,      la      vigilanza     sull'attivita'
urbanistico-edilizia  nel  territorio  comunale  per  assicurarne  la
rispondenza  alle  norme di legge e di regolamento, alle prescrizioni
degli  strumenti  urbanistici ed alle modalita' esecutive fissate nei
titoli abilitativi.
  2.  Il  dirigente  o  il  responsabile,  quando  accerti l'inizio o
l'esecuzione  di opere eseguite senza titolo su aree assoggettate, da
leggi  statali,  regionali  o  da  altre norme urbanistiche vigenti o
adottate, a vincolo di inedificabilita', o destinate ad opere e spazi
pubblici  ovvero  ad  interventi di edilizia residenziale pubblica di
cui  alla legge 18 aprile 1962, n. 167, e successive modificazioni ed
integrazioni,  nonche'  in  tutti  i  casi di difformita' dalle norme
urbanistiche   e   alle  prescrizioni  degli  strumenti  urbanistici,
provvede  alla  demolizione  e  al ripristino dello stato dei luoghi.
Qualora  si  tratti  di aree assoggettate alla tutela di cui al regio
decreto   30   dicembre   1923,  n.  3267,  o  appartenenti  ai  beni
disciplinati  dalla legge 16 giugno 1927, n. 1766, nonche' delle aree
di  cui  al decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, il dirigente
provvede  alla  demolizione  ed al ripristino dello stato dei luoghi,
previa comunicazione alle amministrazioni competenti le quali possono
eventualmente  intervenire,  ai  fini  della  demolizione,  anche  di
propria  iniziativa. Per le opere abusivamente realizzate su immobili
dichiarati  monumento  nazionale  con  provvedimenti  aventi forza di
legge  o  dichiarati di interesse particolarmente importante ai sensi
degli articoli 6 e 7 del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490,
o   su   beni   di  interesse  archeologico,  nonche'  per  le  opere
abusivamente   realizzate   su  immobili  soggetti  a  vincolo  o  di
inedificabilita'  assoluta  in  applicazione  delle  disposizioni del
titolo  II  del  decreto  legislativo  29  ottobre  1999,  n. 490, il
Soprintendente,  su richiesta della regione, del comune o delle altre
autorita'  preposte  alla  tutela,  ovvero  decorso il termine di 180
giorni  dall'accertamento  dell'illecito,  procede  alla demolizione,
anche  avvalendosi  delle modalita' operative di cui ai commi 55 e 56
dell'articolo 2 della legge 23 dicembre 1996, n. 662.
  3.  Ferma  rimanendo  l'ipotesi  prevista  dal  precedente comma 2,
qualora sia constatata, dai competenti uffici comunali d'ufficio o su
denuncia  dei  cittadini,  l'inosservanza delle norme, prescrizioni e
modalita'  di  cui  al  comma  1,  il  dirigente  o  il  responsabile
dell'ufficio,  ordina  l'immediata  sospensione  dei  lavori,  che ha
effetto  fino  all'adozione  dei  provvedimenti  definitivi di cui ai
successivi  articoli,  da  adottare e notificare entro quarantacinque
giorni  dall'ordine  di  sospensione dei lavori. ((Entro i successivi
quindici  giorni  dalla  notifica  il  dirigente  o  il  responsabile
dell'ufficio,  su  ordinanza del sindaco, puo' procedere al sequestro
del cantiere)).
  4.  Gli  ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria, ove nei luoghi
in  cui  vengono  realizzate  le opere non sia esibito il permesso di
costruire,  ovvero  non sia apposto il prescritto cartello, ovvero in
tutti  gli altri casi di presunta violazione urbanistico-edilizia, ne
danno   immediata   comunicazione   all'autorita'   giudiziaria,   al
competente  organo  regionale  e  al dirigente del competente ufficio
comunale,  il quale verifica entro trenta giorni la regolarita' delle
opere e dispone gli atti conseguenti.
                             Art. 28 (L) 
            Vigilanza su opere di amministrazioni statali 
               (legge 28 febbraio 1985, n. 47, art. 5; 
   decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, articoli 107 e 109) 
 
  1. Per  le  opere  eseguite  da  amministrazioni  statali,  qualora
ricorrano le ipotesi di cui all'articolo  27,  il  dirigente  o  ((il
responsabile del competente ufficio comunale  informa  immediatamente
la regione e il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti)),  al
quale compete, d'intesa con il presidente della giunta regionale,  la
adozione dei provvedimenti previsti dal richiamato articolo 27. 
                            Art. 28-bis. 
             (( (Permesso di costruire convenzionato) )) 
 
  ((1.  Qualora  le  esigenze  di   urbanizzazione   possano   essere
soddisfatte con una modalita' semplificata, e' possibile il  rilascio
di un permesso di costruire convenzionato 
  2. La convenzione, approvata con delibera del  consiglio  comunale,
salva  diversa  previsione   regionale,   specifica   gli   obblighi,
funzionali al  soddisfacimento  di  un  interesse  pubblico,  che  il
soggetto attuatore si assume ai fini di poter conseguire il  rilascio
del titolo edilizio, il quale resta la  fonte  di  regolamento  degli
interessi. 
  3. Sono, in particolare, soggetti alla stipula di convenzione: 
    a) la cessione di aree anche al  fine  dell'utilizzo  di  diritti
edificatori; 
    b) la realizzazione di opere  di  urbanizzazione  fermo  restando
quanto previsto dall'articolo 32, comma 1, lettera  g),  del  decreto
legislativo 12 aprile 2006, n.163; 
    c) le caratteristiche morfologiche degli interventi; 
    d)  la  realizzazione  di  interventi  di  edilizia  residenziale
sociale. 
  4. La  convenzione  puo'  prevedere  modalita'  di  attuazione  per
stralci funzionali,  cui  si  collegano  gli  oneri  e  le  opere  di
urbanizzazione da eseguire e le relative garanzie. 
  5. Il termine di validita' del permesso di costruire  convenzionato
puo' essere modulato in relazione agli  stralci  funzionali  previsti
dalla convenzione. 
  6.  Il  procedimento  di  formazione  del  permesso  di   costruire
convenzionato e' quello previsto dal Capo  II  del  Titolo  II  della
presente parte. Alla convenzione si applica  altresi'  la  disciplina
dell'articolo 11 della legge 7 agosto 1990, n. 241.)) 
                             Art. 29 (L) 
Responsabilita'  del  titolare  del  permesso   di   costruire,   del
committente, del costruttore e  del  direttore  dei  lavori,  nonche'
anche del progettista  per  le  opere  subordinate  a  ((segnalazione
                  certificata di inizio attivita')) 
(legge 28 febbraio 1985, n. 47, art. 6; decreto-legge 23 aprile 1985,
 n.146, art. 5-bis, convertito con modificazioni, in legge 21 giugno 
1985, n. 298; decreto-legge 5 ottobre 1993, n. 398, art. 4, comma 12,
convertito con modificazioni dalla legge 4 dicembre 1993, n. 493; 
   decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, articoli 107 e 109) 
 
  1. Il titolare del permesso  di  costruire,  il  committente  e  il
costruttore sono responsabili, ai fini e per gli effetti delle  norme
contenute nel presente  capo,  della  conformita'  delle  opere  alla
normativa urbanistica, alle previsioni di piano  nonche',  unitamente
al direttore dei lavori, a  quelle  del  permesso  e  alle  modalita'
esecutive stabilite dal medesimo.  Essi  sono,  altresi',  tenuti  al
pagamento delle sanzioni pecuniarie e  solidalmente  alle  spese  per
l'esecuzione  in  danno,  in  caso   di   demolizione   delle   opere
abusivamente  realizzate,  salvo  che  dimostrino   di   non   essere
responsabili dell'abuso. 
  2. Il direttore  dei  lavori  non  e'  responsabile  qualora  abbia
contestato agli altri soggetti la violazione delle  prescrizioni  del
permesso  di  costruire,  con  esclusione  delle  varianti  in  corso
d'opera, fornendo al dirigente o responsabile del competente  ufficio
comunale contemporanea  e  motivata  comunicazione  della  violazione
stessa. Nei casi di totale difformita'  o  di  variazione  essenziale
rispetto al permesso di  costruire,  il  direttore  dei  lavori  deve
inoltre rinunziare all'incarico  contestualmente  alla  comunicazione
resa  al  dirigente.  In  caso  contrario  il  dirigente  segnala  al
consiglio dell'ordine professionale di appartenenza la violazione  in
cui  e'  incorso  il  direttore  dei  lavori,  che  e'  passibile  di
sospensione dall'albo professionale da tre mesi a due anni. 
  3. Per le opere realizzate dietro presentazione  di  ((segnalazione
certificata di inizio attivita')), il progettista assume la  qualita'
di persona esercente un servizio  di  pubblica  necessita'  ai  sensi
degli articoli 359 e 481 del codice penale. In caso di  dichiarazioni
non veritiere nella  relazione  di  cui  all'articolo  23,  comma  1,
l'amministrazione  ne  da'   comunicazione   al   competente   ordine
professionale per l'irrogazione delle sanzioni disciplinari. 

Capo II
Sanzioni

                             Art. 30 (L) 
                        Lottizzazione abusiva 
              (legge 28 febbraio 1985, n. 47, art. 18; 
  decreto-legge 23 aprile 1985, n. 146, articoli 1, comma 3-bis, e 
 7-bis; decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, art. 107 e 109) 
 
  1. Si ha lottizzazione abusiva  di  terreni  a  scopo  edificatorio
quando  vengono  iniziate   opere   che   comportino   trasformazione
urbanistica od  edilizia  dei  terreni  stessi  in  violazione  delle
prescrizioni degli  strumenti  urbanistici,  vigenti  o  adottati,  o
comunque stabilite  dalle  leggi  statali  o  regionali  o  senza  la
prescritta autorizzazione; nonche' quando tale  trasformazione  venga
predisposta  attraverso  il  frazionamento  e  la  vendita,  o   atti
equivalenti, del terreno in lotti che, per  le  loro  caratteristiche
quali la dimensione in relazione alla natura del terreno e  alla  sua
destinazione  secondo   gli   strumenti   urbanistici,   il   numero,
l'ubicazione o la eventuale previsione di opere di urbanizzazione  ed
in rapporto ad elementi riferiti agli acquirenti, denuncino  in  modo
non equivoco la destinazione a scopo edificatorio. 
  2. Gli atti tra vivi, sia in forma pubblica sia in  forma  privata,
aventi ad oggetto trasferimento o costituzione o  scioglimento  della
comunione di diritti reali  relativi  a  terreni  sono  nulli  e  non
possono  essere  stipulati  ne'  trascritti  nei  pubblici   registri
immobiliari ove agli atti stessi non sia allegato il  certificato  di
destinazione  urbanistica  contenente  le  prescrizioni  urbanistiche
riguardanti l'area interessata. Le disposizioni di  cui  al  presente
comma non si applicano quando i terreni costituiscano  pertinenze  di
edifici  censiti  nel  nuovo  catasto  edilizio  urbano,  purche'  la
superficie complessiva dell'area di pertinenza medesima sia inferiore
a 5.000 metri quadrati. 
  3.  Il  certificato  di  destinazione   urbanistica   deve   essere
rilasciato  dal  dirigente  o  responsabile  del  competente  ufficio
comunale  entro  il  termine  perentorio  di  trenta   giorni   dalla
presentazione della relativa domanda. Esso conserva validita' per  un
anno dalla data di rilascio se, per dichiarazione dell'alienante o di
uno dei  condividenti,  non  siano  intervenute  modificazioni  degli
strumenti urbanistici. 
  4. In caso di mancato rilascio del suddetto certificato nel termine
previsto,  esso  puo'  essere   sostituito   da   una   dichiarazione
dell'alienante  o  di  uno  dei  condividenti  attestante  l'avvenuta
presentazione della domanda, nonche' la destinazione urbanistica  dei
terreni secondo gli strumenti urbanistici vigenti o adottati,  ovvero
l'inesistenza di  questi  ovvero  la  prescrizione,  da  parte  dello
strumento urbanistico generale approvato, di strumenti attuativi. 
  4-bis. Gli atti di cui  al  comma  2,  ai  quali  non  siano  stati
allegati  certificati  di  destinazione  urbanistica,   o   che   non
contengano la  dichiarazione  di  cui  al  comma  3,  possono  essere
confermati o integrati anche da una  sola  delle  parti  o  dai  suoi
aventi causa, mediante atto pubblico  o  autenticato,  al  quale  sia
allegato  un  certificato  contenente  le  prescrizioni  urbanistiche
riguardanti le aree interessate al giorno in cui e'  stato  stipulato
l'atto da confermare o contenente la dichiarazione omessa. 
  5.  I  frazionamenti  catastali  dei  terreni  non  possono  essere
approvati dall'agenzia del territorio se non e'  allegata  copia  del
tipo dal quale risulti, per attestazione degli uffici  comunali,  che
il tipo medesimo e' stato depositato presso il comune. 
  6. ((COMMA ABROGATO DAL D.P.R. 9 NOVEMBRE 2005, N. 304)). 
  7. Nel caso in cui il dirigente o il  responsabile  del  competente
  ufficio  comunale  accerti  l'effettuazione  di  lottizzazione   di
  terreni a scopo edificatorio senza  la  prescritta  autorizzazione,
  con ordinanza da notificare ai proprietari delle aree ed agli altri
  soggetti indicati nel comma  1  dell'articolo  29,  ne  dispone  la
  sospensione. Il  provvedimento  comporta  l'immediata  interruzione
  delle opere in corso ed il divieto di disporre dei  suoli  e  delle
  opere stesse con atti tra vivi, e deve essere trascritto a tal fine
  nei registri immobiliari. 
    8. Trascorsi novanta giorni, ove non intervenga la revoca del 
  provvedimento di cui al comma 7, le aree lottizzate sono  acquisite
  di diritto al patrimonio disponibile del comune il cui dirigente  o
  responsabile  del   competente   ufficio   deve   provvedere   alla
  demolizione delle  opere.  In  caso  di  inerzia  si  applicano  le
  disposizioni concernenti i poteri sostitutivi di  cui  all'articolo
  31, comma 8. 
    9. Gli atti aventi per oggetto lotti di terreno, per i quali sia 
  stato emesso il provvedimento previsto dal comma 7,  sono  nulli  e
  non possono essere stipulati, ne' in forma pubblica  ne'  in  forma
  privata, dopo la trascrizione di cui  allo  stesso  comma  e  prima
  della sua eventuale cancellazione o della sopravvenuta  inefficacia
  del provvedimento del dirigente o del responsabile  del  competente
  ufficio comunale. 
    10. Le disposizioni di cui sopra si applicano agli atti stipulati 
  ed ai frazionamenti presentati ai  competenti  uffici  del  catasto
  dopo il 17 marzo 1985, e non si applicano comunque  alle  divisioni
  ereditarie, alle donazioni fra coniugi e fra parenti in linea retta
  ed ai testamenti, nonche' agli atti  costitutivi,  modificativi  od
  estintivi di diritti reali di garanzia e di servitu'. 
                              Art. 31 (L) 
      Interventi eseguiti in assenza di permesso di costruire, 
           in totale difformita' o con variazioni essenziali 
                (legge 28 febbraio 1985, n. 47, art. 7; 
             decreto-legge 23 aprile 1985, n. 146, art. 2, 
    convertito, con modificazioni, in legge 21 giugno 1985, n. 298; 
    decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, articoli 107 e 109) 
 
    1. Sono interventi eseguiti in totale difformita' dal permesso di
costruire quelli che comportano  la  realizzazione  di  un  organismo
edilizio  integralmente  diverso  per  caratteristiche   tipologiche,
planovolumetriche o di utilizzazione da quello oggetto  del  permesso
stesso, ovvero l'esecuzione di volumi edilizi oltre i limiti indicati
nel progetto e tali da costituire un organismo edilizio  o  parte  di
esso con specifica rilevanza ed autonomamente utilizzabile. 
    2.  Il  dirigente  o  il  responsabile  del  competente   ufficio
comunale,  accertata  l'esecuzione  di  interventi  in   assenza   di
permesso, in totale difformita' dal medesimo, ovvero  con  variazioni
essenziali,  determinate  ai  sensi  dell'articolo  32,  ingiunge  al
proprietario  e  al  responsabile  dell'abuso  la  rimozione   o   la
demolizione, indicando nel provvedimento l'area che  viene  acquisita
di diritto, ai sensi del comma 3. 
    3. Se il responsabile dell'abuso non provvede alla demolizione  e
al ripristino dello stato dei luoghi nel termine  di  novanta  giorni
dall'ingiunzione,  il  bene  e  l'area  di  sedime,  nonche'   quella
necessaria,  secondo  le  vigenti  prescrizioni  urbanistiche,   alla
realizzazione di opere analoghe a quelle abusive  sono  acquisiti  di
diritto gratuitamente al patrimonio del comune. L'area acquisita  non
puo'  comunque  essere  superiore  a  dieci  volte   la   complessiva
superficie utile abusivamente costruita. 
    4.  L'accertamento   dell'inottemperanza   alla   ingiunzione   a
demolire,  nel  termine  di  cui  al   comma   3,   previa   notifica
all'interessato, costituisce titolo per l'immissione nel  possesso  e
per  la  trascrizione  nei  registri  immobiliari,  che  deve  essere
eseguita gratuitamente. 
    4-bis.  L'autorita'  competente,   constatata   l'inottemperanza,
irroga una sanzione amministrativa pecuniaria di importo compreso tra
2.000 euro e 20.000 euro, salva  l'applicazione  di  altre  misure  e
sanzioni previste da norme vigenti. La sanzione,  in  caso  di  abusi
realizzati sulle aree e sugli edifici di cui al comma 2 dell'articolo
27, ivi comprese le aree soggette a rischio idrogeologico  elevato  o
molto elevato, e' sempre irrogata nella misura massima. La mancata  o
tardiva emanazione del provvedimento sanzionatorio,  fatte  salve  le
responsabilita' penali, costituisce  elemento  di  valutazione  della
performance individuale nonche'  di  responsabilita'  disciplinare  e
amministrativo-contabile   del   dirigente    e    del    funzionario
inadempiente. 
    4-ter. I proventi delle sanzioni di cui al comma  4-bis  spettano
al  comune  e  sono  destinati  esclusivamente  alla  demolizione   e
rimessione in pristino  delle  opere  abusive  e  all'acquisizione  e
attrezzatura di aree destinate a verde pubblico. 
    4-quater. Ferme restando le competenze delle  regioni  a  statuto
speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano, le regioni
a  statuto  ordinario  possono  aumentare  l'importo  delle  sanzioni
amministrative pecuniarie previste dal comma 4-bis  e  stabilire  che
siano periodicamente reiterabili  qualora  permanga  l'inottemperanza
all'ordine di demolizione. 
    5. L'opera acquisita e' demolita con ordinanza  del  dirigente  o
del  responsabile  del  competente  ufficio  comunale  a  spese   dei
responsabili dell'abuso, salvo che con deliberazione  consiliare  non
si dichiari l'esistenza di prevalenti interessi pubblici e sempre che
l'opera non contrasti con rilevanti interessi urbanistici, ambientali
o di rispetto dell'assetto idrogeologico. 
    6.  Per  gli  interventi   abusivamente   eseguiti   su   terreni
sottoposti, in base  a  leggi  statali  o  regionali,  a  vincolo  di
inedificabilita', l'acquisizione gratuita, nel caso di inottemperanza
all'ingiunzione di demolizione, si verifica di diritto a favore delle
amministrazioni cui compete la vigilanza sull'osservanza del vincolo.
Tali amministrazioni provvedono alla demolizione delle opere  abusive
ed al ripristino dello stato dei  luoghi  a  spese  dei  responsabili
dell'abuso. Nella ipotesi di concorso dei vincoli, l'acquisizione  si
verifica a favore del patrimonio del comune. 
    7. Il segretario comunale redige e pubblica mensilmente, mediante
affissione nell'albo comunale, i dati relativi agli immobili  e  alle
opere realizzati abusivamente, oggetto dei rapporti  degli  ufficiali
ed agenti di  polizia  giudiziaria  e  delle  relative  ordinanze  di
sospensione e trasmette i dati  anzidetti  all'autorita'  giudiziaria
competente, al presidente della giunta regionale e, tramite l'ufficio
territoriale del governo, al  Ministro  delle  infrastrutture  e  dei
trasporti. 
    8. In caso d'inerzia, protrattasi per quindici giorni dalla  data
di constatazione della inosservanza  delle  disposizioni  di  cui  al
comma  1  dell'articolo  27,  ovvero  protrattasi  oltre  il  termine
stabilito dal comma 3 del medesimo articolo 27, il competente  organo
regionale, nei  successivi  trenta  giorni,  adotta  i  provvedimenti
eventualmente  necessari  dandone  contestuale   comunicazione   alla
competente autorita' giudiziaria ai fini  dell'esercizio  dell'azione
penale. 
    9. Per le opere abusive di cui al presente articolo, il  giudice,
con la sentenza di condanna per il  reato  di  cui  all'articolo  44,
ordina la demolizione delle opere stesse  se  ancora  non  sia  stata
altrimenti eseguita. 
    9-bis. Le disposizioni del presente articolo si  applicano  anche
agli interventi edilizi di cui ((all'articolo 23, comma 01)). 
                              Art. 32 (L) 
             Determinazione delle variazioni essenziali 
                (legge 28 febbraio 1985, n. 47, art. 8) 
 
    1. Fermo restando quanto disposto dal comma 1 dell'articolo 31, 
  le regioni stabiliscono quali siano  le  variazioni  essenziali  al
  progetto  approvato,  tenuto  conto  che  l'essenzialita'   ricorre
  esclusivamente  quando  si  verifica  una  o  piu'  delle  seguenti
  condizioni: 
      a) mutamento della destinazione d'uso che implichi variazione 
  degli standards previsti dal decreto ministeriale  2  aprile  1968,
  pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 97 del 16 aprile 1968; 
      b) aumento consistente della cubatura o della superficie di 
  solaio da valutare in relazione al progetto approvato; 
      c) modifiche sostanziali di parametri urbanistico-edilizi del 
  progetto  approvato  ovvero  della   localizzazione   dell'edificio
  sull'area di pertinenza; 
      d) mutamento delle caratteristiche dell'intervento edilizio 
  assentito; 
      e) violazione delle norme vigenti in materia di edilizia 
  antisismica, quando non attenga a fatti procedurali. 
    2. Non possono ritenersi comunque variazioni essenziali quelle 
  che incidono sulla entita' delle cubature  accessorie,  sui  volumi
  tecnici  e  sulla  distribuzione  interna  delle   singole   unita'
  abitative. 
    3. Gli interventi di cui  al  comma  1,  effettuati  su  immobili
sottoposti   a   vincolo    storico,    artistico,    architettonico,
archeologico, paesistico ((, ambientale e idrogeologico)), nonche' su
immobili  ricadenti  sui  parchi  o  in  aree  protette  nazionali  e
regionali, sono considerati in totale difformita'  dal  permesso,  ai
sensi e per gli effetti degli articoli  31  e  44.  Tutti  gli  altri
interventi  sui  medesimi  immobili   sono   considerati   variazioni
essenziali. 
                              Art. 33 (L) 
Interventi di ristrutturazione edilizia in  assenza  di  permesso  di
                  costruire o in totale difformita' 
                (legge 28 febbraio 1985, n. 47, art. 9; 
    decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, articoli 107 e 109) 
 
  1. Gli interventi e le opere di ristrutturazione  edilizia  di  cui
all'articolo 10, comma 1, eseguiti in assenza di permesso o in totale
difformita' da esso, sono rimossi ovvero demoliti e gli edifici  sono
resi conformi alle prescrizioni degli  strumenti  urbanistico-edilizi
entro il congruo termine stabilito dal dirigente o  del  responsabile
del competente ufficio comunale con  propria  ordinanza,  decorso  il
quale l'ordinanza stessa e' eseguita a cura del comune e a spese  dei
responsabili dell'abuso. 
  2.  Qualora,  sulla  base  di  motivato  accertamento  dell'ufficio
tecnico comunale, il  ripristino  dello  stato  dei  luoghi  non  sia
possibile, il dirigente o il  responsabile  dell'ufficio  irroga  una
sanzione  pecunaria   pari   al   doppio   dell'aumento   di   valore
dell'immobile,   conseguente   alla   realizzazione   delle    opere,
determinato, con riferimento alla data di ultimazione dei lavori,  in
base ai criteri previsti dalla legge 27 luglio 1978, n.  392,  e  con
riferimento all'ultimo costo di produzione  determinato  con  decreto
ministeriale, aggiornato alla data di  esecuzione  dell'abuso,  sulla
base dell'indice ISTAT del costo di costruzione, con  la  esclusione,
per i comuni non tenuti all'applicazione della  legge  medesima,  del
parametro  relativo  all'ubicazione  e   con   l'equiparazione   alla
categoria A/1 delle categorie non  comprese  nell'articolo  16  della
medesima legge. Per gli edifici adibiti ad uso diverso da  quello  di
abitazione la sanzione e' pari  al  doppio  dell'aumento  del  valore
venale dell'immobile, determinato a cura dell'agenzia del territorio. 
  3. Qualora le opere siano state eseguite su immobili  vincolati  ai
sensi  del   decreto   legislativo   29   ottobre   1999,   n.   490,
l'amministrazione competente a vigilare sull'osservanza del  vincolo,
salva l'applicazione di altre misure e  sanzioni  previste  da  norme
vigenti, ordina la restituzione  in  pristino  a  cura  e  spese  del
responsabile dell'abuso, indicando  criteri  e  modalita'  diretti  a
ricostituire l'originario organismo edilizio, ed irroga una  sanzione
pecuniaria da 516 euro a 5164 euro. 
  4. Qualora le opere siano state eseguite su immobili, anche se  non
vincolati,  compresi  nelle  zone  omogenee  A,  di  cui  al  decreto
ministeriale 2 aprile 1968, n. 1444, il dirigente o  il  responsabile
dell'ufficio richiede all'amministrazione competente alla tutela  dei
beni culturali ed ambientali  apposito  parere  vincolante  circa  la
restituzione in pristino o la irrogazione della  sanzione  pecuniaria
di cui al precedente comma. Qualora il parere non  venga  reso  entro
novanta  giorni  dalla  richiesta  il  dirigente  o  il  responsabile
provvede autonomamente. 
  5.  In  caso  di  inerzia,  si  applica  la  disposizione  di   cui
all'articolo 31, comma 8. 
  6. E' comunque dovuto il contributo  di  costruzione  di  cui  agli
articoli 16 e 19. 
  6-bis. Le disposizioni del presente  articolo  si  applicano  anche
agli interventi di ristrutturazione edilizia  di  cui  ((all'articolo
23, comma 01)), eseguiti in assenza di  segnalazione  certificata  di
inizio attivita' o in totale difformita' dalla stessa. 
                              Art. 34 (L) 
  Interventi eseguiti in parziale difformita' dal permesso di 
                               costruire 
              (legge 28 febbraio 1985, n. 47, art. 12; 
    decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, articoli 107 e 109) 
 
  1. Gli interventi e le opere realizzati in parziale difformita' dal
permesso di costruire sono rimossi o demoliti  a  cura  e  spese  dei
responsabili  dell'abuso  entro  il  termine  congruo  fissato  dalla
relativa ordinanza del dirigente  o  del  responsabile  dell'ufficio.
Decorso tale termine sono rimossi o demoliti a cura del  comune  e  a
spese dei medesimi responsabili dell'abuso. 
  2. Quando la demolizione non puo' avvenire senza pregiudizio  della
parte  eseguita  in  conformita',  il  dirigente  o  il  responsabile
dell'ufficio applica  una  sanzione  pari  al  doppio  del  costo  di
produzione, stabilito in base alla legge  27  luglio  1978,  n.  392,
della parte dell'opera realizzata  in  difformita'  dal  permesso  di
costruire, se ad uso  residenziale,  e  pari  al  doppio  del  valore
venale, determinato a cura della agenzia del territorio, per le opere
adibite ad usi diversi da quello residenziale. 
  2-bis. Le disposizioni del presente  articolo  si  applicano  anche
agli interventi edilizi di cui all'articolo 23, comma 01, eseguiti in
parziale  difformita'  dalla  segnalazione  certificata   di   inizio
attivita'. 
  2-ter. Ai fini dell'applicazione del presente articolo, non  si  ha
parziale difformita' del titolo abilitativo in presenza di violazioni
di altezza, distacchi, cubatura o superficie coperta che non eccedano
per  singola  unita'  immobiliare  il  2  per  cento   delle   misure
progettuali. ((37)) 
 
------------- 
AGGIORNAMENTO (37) 
  Il D.L. 29 maggio 2018, n. 55, convertito con modificazioni,  dalla
L. 24 luglio 2018, n. 89, ha disposto (con l'art. 1-sexies, comma  2)
che "Ai fini dell'applicazione del comma 1, la percentuale di cui  al
comma 2-ter dell'articolo 34 del citato decreto del Presidente  della
Repubblica n. 380 del 2001 e' elevata al 5 per cento". 
                              Art. 35 (L) 
Interventi abusivi realizzati su suoli di proprieta' dello Stato o di
                            enti pubblici 
              (legge 28 febbraio 1985, n. 47, art. 14; 
         decreto legge 13 maggio 1991, n. 152, art. 17-bis, 
              convertito in legge 12 luglio 1991, n. 203; 
    decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, articoli 107 e 109) 
 
  1. Qualora sia accertata la realizzazione,  da  parte  di  soggetti
diversi da quelli di cui all'articolo 28, di interventi in assenza di
permesso di costruire, ovvero in totale o  parziale  difformita'  dal
medesimo, su suoli del demanio o del patrimonio dello Stato o di enti
pubblici, il dirigente o il responsabile dell'ufficio, previa diffida
non rinnovabile, ordina al responsabile dell'abuso la demolizione  ed
il ripristino dello stato dei luoghi, dandone comunicazione  all'ente
proprietario del suolo. 
  2. La demolizione e' eseguita a cura del  comune  ed  a  spese  del
responsabile dell'abuso. 
  3. Resta fermo il potere di autotutela dello  Stato  e  degli  enti
pubblici  territoriali,  nonche'  quello  di  altri  enti   pubblici,
previsto dalla normativa vigente. 
  3-bis. Le disposizioni del presente  articolo  si  applicano  anche
agli  interventi  edilizi  di  cui  ((all'articolo  23,  comma  01)),
eseguiti in assenza di segnalazione certificata di inizio  attivita',
ovvero in totale o parziale difformita' dalla stessa. 
                              Art. 36 (L) 
                      Accertamento di conformita' 
              (legge 28 febbraio 1985, n. 47, art. 13) 
 
  1. In caso di interventi  realizzati  in  assenza  di  permesso  di
costruire,  o  in  difformita'  da  esso,  ovvero   in   assenza   di
segnalazione certificata di inizio attivita'  nelle  ipotesi  di  cui
((all'articolo 23, comma 01)), o in difformita' da  essa,  fino  alla
scadenza dei termini di cui agli articoli 31, comma 3, 33,  comma  1,
34,  comma  1,  e  comunque  fino  all'irrogazione   delle   sanzioni
amministrative, il responsabile dell'abuso, o l'attuale  proprietario
dell'immobile,  possono  ottenere  il  permesso   in   sanatoria   se
l'intervento risulti conforme alla disciplina urbanistica ed edilizia
vigente sia al momento  della  realizzazione  dello  stesso,  sia  al
momento della presentazione della domanda. 
  2.  Il  rilascio  del  permesso  in  sanatoria  e'  subordinato  al
pagamento, a titolo di oblazione, del contributo  di  costruzione  in
misura doppia, ovvero, in caso di gratuita'  a  norma  di  legge,  in
misura pari a  quella  prevista  dall'articolo  16.  Nell'ipotesi  di
intervento  realizzato  in  parziale  difformita',   l'oblazione   e'
calcolata con riferimento alla parte di opera difforme dal permesso. 
  3. Sulla richiesta di permesso  in  sanatoria  il  dirigente  o  il
responsabile  del  competente  ufficio  comunale  si  pronuncia   con
adeguata motivazione,  entro  sessanta  giorni  decorsi  i  quali  la
richiesta si intende rifiutata. 
                              Art. 37 (L) 
         Interventi eseguiti in assenza o in difformita' dalla 
((segnalazione certificata di inizio attivita'))  e  accertamento  di
                             conformita' 
        (art. 4, comma 13 del decreto-legge n. 398 del 1993; 
                  art. 10 della legge n. 47 del 1985) 
 
  1. La realizzazione di interventi edilizi di cui  all'articolo  22,
commi 1 e 2, in assenza della o in difformita'  dalla  ((segnalazione
certificata di inizio attivita'))  comporta  la  sanzione  pecuniaria
pari  al  doppio  dell'aumento  del   valore   venale   dell'immobile
conseguente alla realizzazione degli interventi stessi e comunque  in
misura non inferiore a 516 euro. 
  2.  Quando  le  opere  realizzate  in  assenza  di   ((segnalazione
certificata  di  inizio  attivita'))  consistono  in  interventi   di
restauro e di  risanamento  conservativo,  di  cui  alla  lettera  c)
dell'articolo 3, eseguiti su immobili comunque vincolati  in  base  a
leggi statali e regionali, nonche'  dalle  altre  norme  urbanistiche
vigenti,  l'autorita'  competente  a  vigilare  sull'osservanza   del
vincolo, salva l'applicazione di altre misure e sanzioni previste  da
norme vigenti, puo' ordinare la restituzione in  pristino  a  cura  e
spese del responsabile ed irroga una sanzione  pecuniaria  da  516  a
10329 euro. 
  3. Qualora gli interventi di  cui  al  comma  2  sono  eseguiti  su
immobili, anche non vincolati, compresi  nelle  zone  indicate  nella
lettera A dell'articolo 2 del decreto ministeriale 2 aprile 1968,  il
dirigente o il responsabile dell'ufficio richiede al Ministero per  i
beni e le attivita' culturali apposito  parere  vincolante  circa  la
restituzione in pristino o la irrogazione della  sanzione  pecuniaria
di cui al comma 1. Se il parere non viene reso entro sessanta  giorni
dalla richiesta, il dirigente o il responsabile dell'ufficio provvede
autonomamente. In  tali  casi  non  trova  applicazione  la  sanzione
pecuniaria da 516 a 10329 euro di cui al comma 2. 
  4. Ove l'intervento realizzato  risulti  conforme  alla  disciplina
urbanistica ed edilizia vigente sia al  momento  della  realizzazione
dell'intervento, sia al momento della presentazione della domanda, il
responsabile  dell'abuso  o  il  proprietario  dell'immobile  possono
ottenere  la  sanatoria  dell'intervento  versando  la   somma,   non
superiore a 5164 euro e non inferiore a  516  euro  ,  stabilita  dal
responsabile del procedimento  in  relazione  all'aumento  di  valore
dell'immobile valutato dall'agenzia del territorio. 
  5. Fermo restando quanto previsto dall'articolo  23,  comma  6,  la
((segnalazione  certificata  di  inizio  attivita'))   spontaneamente
effettuata quando l'intervento e' in corso di esecuzione, comporta il
pagamento, a titolo di sanzione, della somma di 516 euro . 
  6. La mancata ((segnalazione certificata di inizio attivita'))  non
comporta l'applicazione delle  sanzioni  previste  dall'articolo  44.
Resta comunque salva, ove ne ricorrano  i  presupposti  in  relazione
all'intervento realizzato, l'applicazione delle sanzioni di cui  agli
articoli 31, 33, 34, 35 e 44 e dell'accertamento  di  conformita'  di
cui all'articolo 36. 
                              Art. 38 (L) 
          Interventi eseguiti in base a permesso annullato 
              (legge 28 febbraio 1985, n. 47, art. 11; 
    decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, articoli 107 e 109) 
 
    1. In caso di annullamento del permesso di costruire, qualora non 
  sia possibile, in base a motivata  valutazione,  la  rimozione  dei
  vizi delle procedure amministrative o la restituzione in  pristino,
  il dirigente o il  responsabile  del  competente  ufficio  comunale
  applica una sanzione pecuniaria pari al valore venale delle opere o
  loro  parti  abusivamente  eseguite,  valutato   dall'agenzia   del
  territorio, anche sulla base di accordi stipulati tra  quest'ultima
  e  l'amministrazione  comunale.  La  valutazione  dell'agenzia   e'
  notificata all'interessato dal dirigente o dal responsabile 
  dell'ufficio e diviene definitiva decorsi i termini di impugnativa. 
    2. L'integrale corresponsione della sanzione pecuniaria irrogata 
  produce i medesimi effetti del permesso di costruire  in  sanatoria
  di cui all'articolo 36. 
    2-bis. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche 
  agli interventi edilizi di cui ((all'articolo 23,  comma  01)),  in
  caso  di  accertamento  dell'inesistenza  dei  presupposti  per  la
  formazione del titolo. 
                              Art. 39 (L) 
     Annullamento del permesso di costruire da parte della regione 
      (legge 17 agosto 1942, n. 1150, art. 27, come sostituito 
         dall'art. 7, legge 6 agosto 1967, n. 765; decreto del 
     Presidente della Repubblica 15 gennaio 1972, n. 8, art. 1) 
 
  1. Entro dieci anni dalla  loro  adozione  le  deliberazioni  ed  i
provvedimenti comunali che  autorizzano  interventi  non  conformi  a
prescrizioni degli strumenti urbanistici o dei regolamenti edilizi  o
comunque in contrasto con la normativa  urbanistico-edilizia  vigente
al momento  della  loro  adozione,  possono  essere  annullati  dalla
regione. 
  2. Il provvedimento di annullamento e' emesso entro  diciotto  mesi
dall'accertamento delle violazioni di cui al comma 1, ed e' preceduto
dalla contestazione delle violazioni stesse al titolare del permesso,
al proprietario della costruzione, al progettista, e al  comune,  con
l'invito a  presentare  controdeduzioni  entro  un  termine  all'uopo
prefissato. 
  3. In pendenza delle procedure  di  annullamento  la  regione  puo'
ordinare la sospensione dei lavori, con provvedimento da notificare a
mezzo di ufficiale  giudiziario,  nelle  forme  e  con  le  modalita'
previste dal codice di procedura civile, ai soggetti di cui al  comma
2 e da comunicare al comune. L'ordine di sospensione cessa  di  avere
efficacia se, entro sei mesi dalla sua notificazione, non  sia  stato
emesso il decreto di annullamento di cui al comma 1. 
  4. Entro sei mesi dalla  data  di  adozione  del  provvedimento  di
annullamento,  deve  essere  ordinata  la  demolizione  delle   opere
eseguite in base al titolo annullato. 
  5. I provvedimenti di sospensione  dei  lavori  e  di  annullamento
vengono  resi  noti  al  pubblico  mediante  l'affissione   nell'albo
pretorio del comune dei dati relativi  agli  immobili  e  alle  opere
realizzate. 
  5-bis. Le disposizioni del presente  articolo  si  applicano  anche
agli interventi edilizi di cui ((all'articolo  23,  comma  01)),  non
conformi a prescrizioni degli strumenti urbanistici o dei regolamenti
edilizi o comunque in contrasto con la normativa urbanistico-edilizia
vigente al momento della scadenza del  termine  di  30  giorni  dalla
presentazione della segnalazione certificata di inizio attivita'. 
                              Art. 40 (L) 
                    Sospensione o demolizione di 
               interventi abusivi da parte della regione 
      (legge 17 agosto 1942, n. 1150, art. 26, come sostituito 
         dall'art. 6, legge 6 agosto 1967, n. 765; decreto del 
     Presidente della Repubblica 15 gennaio 1972, n. 8, art. 1) 
 
  1. In caso  di  interventi  eseguiti  in  assenza  di  permesso  di
costruire o in contrasto con  questo  o  con  le  prescrizioni  degli
strumenti urbanistici o della normativa urbanistico-edilizia, qualora
il comune non abbia provveduto entro i termini stabiliti, la  regione
puo' disporre la sospensione o la demolizione delle  opere  eseguite.
Il provvedimento di demolizione e' adottato entro cinque  anni  dalla
dichiarazione di agibilita' dell'intervento. 
  2. Il provvedimento di sospensione o di demolizione  e'  notificato
al titolare del permesso o, in mancanza di questo, al committente, al
costruttore e al direttore dei lavori.  Lo  stesso  provvedimento  e'
comunicato inoltre al comune. 
  3. La sospensione non puo' avere una durata superiore  a  tre  mesi
dalla data della notifica entro  i  quali  sono  adottate  le  misure
necessarie per eliminare le ragioni della  difformita',  ovvero,  ove
non sia possibile, per la rimessa in pristino. 
  4. Con il provvedimento che dispone la modifica dell'intervento, la
rimessa in pristino o la demolizione  delle  opere  e'  assegnato  un
termine entro  il  quale  il  responsabile  dell'abuso  e'  tenuto  a
procedere, a proprie spese e senza pregiudizio delle sanzioni penali,
alla esecuzione del provvedimento stesso.  Scaduto  inutilmente  tale
termine, la regione dispone l'esecuzione in danno dei lavori. 
    4-bis. Le disposizioni del presente articolo si  applicano  anche
agli  interventi  edilizi  di  cui  ((all'articolo  23,  comma  01)),
realizzati in assenza di segnalazione certificata di inizio attivita'
o in contrasto con questa  o  con  le  prescrizioni  degli  strumenti
urbanistici o della normativa urbanistico-edilizia vigente al momento
della scadenza del termine di 30  giorni  dalla  presentazione  della
segnalazione certificata di inizio attivita'. 
                              Art. 41 (L)
                 (( (Demolizione di opere abusive). ))

    ((  1.  Entro  il mese di dicembre di ogni anno il dirigente o il
  responsabile  del  servizio  trasmette  al  prefetto l'elenco delle
  opere  non  sanabili per le quali il responsabile dell'abuso non ha
  provveduto  nel  termine  previsto alla demolizione e al ripristino
  dei  luoghi e indica lo stato dei procedimenti relativi alla tutela
  del  vincolo  di  cui  al  comma  6  dell'articolo 31. Nel medesimo
  termine le amministrazioni statali e regionali preposte alla tutela
  trasmettono al prefetto l'elenco delle demolizioni da eseguire. Gli
  elenchi  contengono,  tra  l'altro, il nominativo dei proprietari e
  dell'eventuale  occupante  abusivo,  gli estremi di identificazione
  catastale,   il  verbale  di  consistenza  delle  opere  abusive  e
  l'eventuale titolo di occupazione dell'immobile.
    2. Il prefetto, entro trenta giorni dalla ricezione degli elenchi
  di   cui   al   comma  1,  provvede  agli  adempimenti  conseguenti
  all'intervenuto  trasferimento  della  titolarita' dei beni e delle
  aree    interessate,   notificando   l'avvenuta   acquisizione   al
  proprietario e al responsabile dell'abuso.
    3.  L'esecuzione  della demolizione delle opere abusive, compresa
  la rimozione delle macerie e gli interventi a tutela della pubblica
  incolumita',  e'  disposta  dal  prefetto.  I  relativi lavori sono
  affidati,   anche   a   trattativa  privata  ove  ne  sussistano  i
  presupposti,  ad imprese tecnicamente e finanziariamente idonee. Il
  prefetto  puo'  anche  avvalersi, per il tramite dei provveditorati
  alle   opere   pubbliche,  delle  strutture  tecnico-operative  del
  Ministero   della   difesa,  sulla  base  di  apposita  convenzione
  stipulata  d'intesa  tra  il  Ministro  delle  infrastrutture e dei
  trasporti ed il Ministro della difesa. )) ((10))
---------------
AGGIORNAMENTO (10)
    Successivamente  La  Corte  costituzionale,  con  sentenza  24-28
  giugno  2004, n. 196 (in G.U. 1a s.s.7/7/2004, n. 26) ha dichiarato
  l'illegittimita'  costituzionale  del comma 49-ter dell'art. 32 del
  decreto-legge  30  settembre  2003,  n.  269  (che  ha  disposto la
  sostituzione del presente articolo).
                              Art. 42 (L) 
    Ritardato od omesso versamento del contributo di costruzione 
                (legge 28 febbraio 1985, n. 47, art. 3) 
 
    1. Le regioni determinano le sanzioni per il ritardato o mancato 
  versamento del contributo di costruzione in misura non inferiore a 
  quanto previsto nel presente articolo e non superiore al doppio. 
    2. Il mancato versamento, nei termini stabiliti, del contributo 
  di costruzione di cui all'articolo 16 comporta: 
      ((a)l'aumento del contributo in misura pari  al  10  per  cento
qualora il versamento del contributo sia  effettuato  nei  successivi
centoventi giorni; 
      b) l'aumento del contributo in misura  pari  al  20  per  cento
quando, superato il termine di cui alla lettera  a),  il  ritardo  si
protrae non oltre i successivi sessanta giorni; 
      c) l'aumento del contributo in misura  pari  al  40  per  cento
quando, superato il termine di cui alla lettera  b),  il  ritardo  si
protrae non oltre i successivi sessanta giorni)). 
    3. Le misure di cui alle lettere precedenti non si cumulano. 
    4. Nel caso di pagamento rateizzato le norme di cui al secondo 
  comma si applicano ai ritardi nei pagamenti delle singole rate. 
    5. Decorso inutilmente il termine di cui alla lettera c) del 
  comma  2,  il  comune  provvede  alla  riscossione   coattiva   del
  complessivo credito nei modi previsti dall'articolo 43. 
    6. In mancanza di leggi regionali che determinino la misura delle 
  sanzioni di cui al  presente  articolo,  queste  saranno  applicate
  nelle misure indicate nel comma 2. 
                              Art. 43 (L)
                              Riscossione
              (legge 28 febbraio 1985, n. 47, art. 16)

    1.  I contributi, le sanzioni e le spese di cui ai titoli II e IV
  della  parte  I  del  presente testo unico sono riscossi secondo le
  norme  vigenti  in  materia  di  riscossione coattiva delle entrate
  dell'ente procedente.
                              Art. 44 (L) 
                            Sanzioni penali 
           (legge 28 febbraio 1985, n. 47, articoli 19 e 20; 
       decreto-legge 23 aprile 1985, n. 146, art. 3, convertito, 
          con modificazioni, in legge 21 giugno 1985, n. 298) 
 
  1. Salvo che il fatto costituisca piu' grave reato e ferme le 
sanzioni amministrative, si applica: 
    a) l'ammenda fino a 10329 euro per  l'inosservanza  delle  norme,
prescrizioni e modalita' esecutive previste dal presente  titolo,  in
quanto applicabili, nonche' dai regolamenti edilizi, dagli strumenti 
urbanistici e dal permesso di costruire; 
    b) l'arresto fino a due anni e l'ammenda da 5164 a 51645 euro nei
casi di esecuzione dei lavori in totale  difformita'  o  assenza  del
permesso o di prosecuzione degli stessi nonostante l'ordine di 
sospensione; 
    c) l'arresto fino a due anni e l'ammenda da 15493  a  51645  euro
nel caso di lottizzazione abusiva di terreni a scopo  edilizio,  come
previsto dal primo comma dell'articolo 30. La stessa pena si  applica
anche nel caso di interventi edilizi nelle zone sottoposte a  vincolo
storico,  artistico,   archeologico,   paesistico,   ambientale,   in
variazione essenziale, in totale difformita' o in assenza del 
permesso. 
  2. La sentenza definitiva del giudice penale che accerta che vi  e'
stata  lottizzazione  abusiva,  dispone  la  confisca  dei   terreni,
abusivamente lottizzati e delle  opere  abusivamente  costruite.  Per
effetto  della  confisca  i  terreni  sono  acquisiti  di  diritto  e
gratuitamente al patrimonio del comune nel cui territorio e' avvenuta
la lottizzazione. La sentenza definitiva e' titolo per la immediata 
trascrizione nei registri immobiliari. 
  2-bis. Le disposizioni del presente  articolo  si  applicano  anche
agli  interventi  edilizi  suscettibili  di  realizzazione   mediante
segnalazione certificata di inizio attivita' ai  sensi  dell'articolo
22, comma 3, eseguiti  in  assenza  o  in  totale  difformita'  dalla
stessa. (10)((31)) 
 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (10) 
  Il D.L. 30 settembre 2003, n.  269,  convertito  con  modificazioni
dalla L. 24 novembre 2003, n. 326, ha disposto (con l'art. 32,  comma
47) che "Le sanzioni pecuniarie di cui all'articolo  44  del  decreto
del  Presidente  della  Repubblica  6  giugno  2001,  n.  380,   sono
incrementate del cento per cento". 
-------------- 
AGGIORNAMENTO (31) 
  Il D.Lgs. 25 novembre 2016, n. 222 ha disposto (con l'art. 3, comma
1,  lettera  t))  che  "all'articolo  44,  comma  2-bis,  le   parole
«all'articolo  22,  comma  3»   sono   sostituite   dalle   seguenti:
«all'articolo 23, comma 01»". 
                              Art. 45 (L)
                  Norme relative all'azione penale
              (legge 28 febbraio 1985, n. 47, art. 22)

    1.  L'azione  penale  relativa  alle  violazioni  edilizie rimane
  sospesa   finche'   non   siano   stati   esauriti  i  procedimenti
  amministrativi di sanatoria di cui all'articolo 36.
    2. ((COMMA ABROGATO DAL D. LGS. 2 LUGLIO 2010, N. 104)).
    3.  Il rilascio in sanatoria del permesso di costruire estingue i
  reati contravvenzionali previsti dalle norme urbanistiche vigenti.
                              Art. 46 (L) 
           Nullita' degli atti giuridici relativi ad edifici 
     la cui costruzione abusiva sia iniziata dopo il 17 marzo 1985 
              (legge 28 febbraio 1985, n. 47, art. 17; 
             decreto-legge 23 aprile 1985, n. 146, art. 8) 
 
  1. Gli atti tra vivi, sia in forma pubblica, sia in forma  privata,
aventi per oggetto trasferimento o costituzione o scioglimento  della
comunione di diritti reali, relativi ad edifici, o loro parti, la cui
costruzione e' iniziata dopo il 17  marzo  1985,  sono  nulli  e  non
possono essere stipulati ove da essi non risultino, per dichiarazione
dell'alienante, gli estremi del permesso di costruire o del  permesso
in  sanatoria.  Tali  disposizioni  non  si   applicano   agli   atti
costitutivi, modificativi o estintivi di diritti reali di garanzia  o
di servitu'. 
  2. Nel caso  in  cui  sia  prevista,  ai  sensi  dell'articolo  38,
l'irrogazione di una sanzione soltanto pecuniaria, ma non il rilascio
del permesso in sanatoria, agli atti di cui al comma  1  deve  essere
allegata la prova dell'integrale pagamento della sanzione medesima. 
  3. La sentenza che accerta la nullita' degli atti di cui al comma 1
non pregiudica i diritti di garanzia o di servitu' acquisiti in  base
ad un atto iscritto  o  trascritto  anteriormente  alla  trascrizione
della domanda diretta a far accertare la nullita' degli atti. 
  4. Se la mancata indicazione in atto degli estremi non  sia  dipesa
dalla insussistenza del permesso di costruire al  tempo  in  cui  gli
atti medesimi sono stati stipulati, essi  possono  essere  confermati
anche da una sola delle parti mediante atto successivo, redatto nella
stessa forma del precedente, che contenga la menzione omessa. 
  5. Le nullita' di cui al presente articolo non  si  applicano  agli
atti derivanti da  procedure  esecutive  immobiliari,  individuali  o
concorsuali. L'aggiudicatario,  qualora  l'immobile  si  trovi  nelle
condizioni previste per il rilascio  del  permesso  di  costruire  in
sanatoria, dovra' presentare domanda di permesso in  sanatoria  entro
centoventi giorni dalla notifica del decreto emesso  dalla  autorita'
giudiziaria. 
  5-bis. Le disposizioni del presente  articolo  si  applicano  anche
agli interventi edilizi realizzati mediante segnalazione  certificata
di inizio attivita' ai  sensi  dell'articolo  22,  comma  3,  qualora
nell'atto non siano indicati gli estremi della stessa. 
((31)) 
------------- 
AGGIORNAMENTO (31) 
  Il D.Lgs. 25 novembre 2016, n. 222 ha disposto (con l'art. 3, comma
1,  lettera  u))  che  "all'articolo  46,  comma  5-bis,  le   parole
«all'articolo  22,  comma  3»   sono   sostituite   dalle   seguenti:
«all'articolo 23, comma 01»". 
                                Art. 47 (L) 
                        Sanzioni a carico dei notai 
               (legge 28 febbraio 1985, n. 47, art. 21) 
 
    1. Il ricevimento e l'autenticazione da parte dei notai di atti 
  nulli  previsti  dagli  articoli  46  e  30  e  non   convalidabili
  costituisce violazione dell'articolo 28  della  legge  16  febbraio
  1913, n. 89, e successive modificazioni, e comporta  l'applicazione
  delle sanzioni previste dalla legge medesima. 
    2. Tutti i pubblici ufficiali, ottemperando a quanto disposto 
  dall'articolo 30, sono esonerati  da  responsabilita'  inerente  al
  trasferimento o alla divisione dei terreni; ((PERIODO SOPPRESSO DAL
  D.P.R. 9 NOVEMBRE 2005, N. 304)). 
                              Art. 48 (L) 
               Aziende erogatrici di servizi pubblici 
              (legge 28 febbraio 1985, n. 47, art. 45) 
 
  1. E' vietato a tutte le aziende  erogatrici  di  servizi  pubblici
somministrare le loro forniture per l'esecuzione di  opere  prive  di
permesso di costruire, nonche' ad opere in assenza di titolo iniziate
dopo il 30 gennaio 1977 e per le  quali  non  siano  stati  stipulati
contratti di somministrazione anteriormente al 17 marzo 1985. 
  2. Il richiedente il servizio e' tenuto ad  allegare  alla  domanda
una dichiarazione sostitutiva di atto notorio, ai  sensi  e  per  gli
effetti dell'articolo 47 del decreto del Presidente della  Repubblica
28 dicembre 2000, n. 445, recante il Testo unico  delle  disposizioni
legislative   e   regolamentari   in   materia   di    documentazione
amministrativa, indicante gli estremi del permesso di  costruire,  o,
per le opere abusive, gli estremi del permesso in  sanatoria,  ovvero
copia della domanda di permesso in sanatoria  corredata  della  prova
del pagamento delle somme dovute a titolo  di  oblazione  per  intero
nell'ipotesi dell'articolo 36 e limitatamente  alle  prime  due  rate
nell'ipotesi dell'articolo 35 della legge 28 febbraio 1985, n. 47. Il
contratto stipulato in difetto di tali dichiarazioni e'  nullo  e  il
funzionario  della  azienda  erogatrice,  cui   sia   imputabile   la
stipulazione del  contratto  stesso,  e'  soggetto  ad  una  sanzione
pecuniaria da 2582 a 7746 euro. Per le opere che gia' usufruiscono di
un servizio  pubblico,  in  luogo  della  documentazione  di  cui  al
precedente comma, puo' essere prodotta copia di una  fattura,  emessa
dall'azienda erogante il servizio, dalla quale  risulti  che  l'opera
gia' usufruisce di un pubblico servizio. 
  3. Per le opere iniziate anteriormente al 30 gennaio 1977, in luogo
degli  estremi  della  licenza  edilizia  puo'  essere  prodotta  una
dichiarazione sostitutiva di atto notorio rilasciata dal proprietario
o altro avente titolo, ai sensi e per gli  effetti  dell'articolo  47
del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445,
recante il Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari
in materia di documentazione amministrativa, attestante  che  l'opera
e' stata  iniziata  in  data  anteriore  al  30  gennaio  1977.  Tale
dichiarazione puo' essere ricevuta e inserita nello stesso contratto,
ovvero in documento separato da allegarsi al contratto medesimo. 
  3-bis. Le disposizioni del presente  articolo  si  applicano  anche
agli  interventi  edilizi  suscettibili  di  realizzazione   mediante
segnalazione certificata di inizio attivita' ai  sensi  dell'articolo
22, comma 3, eseguiti in assenza della stessa.((31)) 
  3-ter.  Al  fine  di  consentire  una  piu'  penetrante   vigilanza
sull'attivita' edilizia, e' fatto obbligo alle aziende erogatrici  di
servizi pubblici ed ai funzionari cui sia imputabile la  stipulazione
dei relativi contratti di somministrazione di comunicare  al  sindaco
del comune ove e' ubicato l'immobile  le  richieste  di  allaccio  ai
pubblici servizi effettuate per gli immobili, con  indicazione  della
concessione edilizia ovvero della autorizzazione ovvero  degli  altri
titoli abilitativi, ovvero della istanza di concessione in  sanatoria
presentata, corredata dalla prova  del  pagamento  per  intero  delle
somme dovute a titolo di oblazione. L'inosservanza  di  tale  obbligo
comporta, per ciascuna violazione, la  sanzione  pecuniaria  da  euro
10.000 ad euro 50.000  nei  confronti  delle  aziende  erogatrici  di
servizi pubblici, nonche' la sanzione pecuniaria  da  euro  2.582  ad
euro 7.746 nei confronti del funzionario della azienda erogatrice cui
sia imputabile la stipulazione dei contratti. 
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AGGIORNAMENTO (31) 
  Il D.Lgs. 25 novembre 2016, n. 222 ha disposto (con l'art. 3, comma
1,  lettera  v))  che  "all'articolo  48,  comma  3-bis,  le   parole
«all'articolo  22,  comma  3»   sono   sostituite   dalle   seguenti:
«all'articolo 23, comma 01»". 

Capo III
Disposizioni fiscali

                              Art. 49 (L) 
                        Disposizioni fiscali 
            (legge 17 agosto 1942, n. 1150, art. 41-ter) 
 
  1.  Fatte  salve  le  sanzioni  di  cui  al  presente  titolo,  gli
interventi abusivi realizzati in assenza di titolo o in contrasto con
lo stesso, ovvero sulla base di un titolo successivamente  annullato,
non beneficiano  delle  agevolazioni  fiscali  previste  dalle  norme
vigenti, ne' di contributi o altre provvidenze dello Stato o di  enti
pubblici.  Il  contrasto  deve  riguardare  violazioni  di   altezza,
distacchi, cubatura o superficie coperta  che  eccedano  per  singola
unita' immobiliare il due per cento delle misure  prescritte,  ovvero
il mancato rispetto delle destinazioni e degli allineamenti  indicati
nel programma di fabbricazione, nel piano regolatore generale  e  nei
piani particolareggiati di esecuzione. 
  2. E' fatto obbligo  al  comune  di  segnalare  all'amministrazione
finanziaria, entro tre mesi dall'ultimazione  dei  lavori  o  ((dalla
segnalazione   certificata   di   cui   all'articolo   24)),   ovvero
dall'annullamento del titolo edilizio, ogni inosservanza  comportante
la decadenza di cui al comma precedente. 
  3. Il diritto  dell'amministrazione  finanziaria  a  recuperare  le
imposte dovute  in  misura  ordinaria  per  effetto  della  decadenza
stabilita dal presente articolo si prescrive col decorso di tre  anni
dalla data di ricezione della segnalazione del comune. 
  4.  In  caso  di  revoca  o  decadenza  dai  benefici  suddetti  il
committente e' responsabile dei  danni  nei  confronti  degli  aventi
causa. 
                              Art. 50 (L) 
            Agevolazioni tributarie in caso di sanatoria 
              (legge 28 febbraio 1985, n. 47, art. 46) 
 
    1. In deroga alle disposizioni di cui all'articolo 49, le 
  agevolazioni tributarie in materia di tasse  ed  imposte  indirette
  sugli affari si applicano agli atti  stipulati  dopo  il  17  marzo
  1985, qualora ricorrano tutti i requisiti  previsti  dalle  vigenti
  disposizioni agevolative ed a condizione  che  copia  conforme  del
  provvedimento  di  sanatoria  venga   presentata,   contestualmente
  all'atto  da  registrare,  all'amministrazione   cui   compete   la
  registrazione.  In  mancanza  del   provvedimento   definitivo   di
  sanatoria, per conseguire in via provvisoria le  agevolazioni  deve
  essere prodotta, al momento della  registrazione  dell'atto,  copia
  della domanda di permesso in sanatoria presentata al comune, con la
  relativa ricevuta rilasciata dal comune  stesso.  L'interessato,  a
  pena di decadenza dai benefici,  ((deve  presentare  al  competente
  ufficio dell'amministrazione finanziaria)) copia del  provvedimento
  definitivo di sanatoria entro sei mesi dalla sua  notifica  o,  nel
  caso che questo non  sia  intervenuto,  a  richiesta  dell'ufficio,
  dichiarazione del comune che attesti che la domanda non  ha  ancora
  ottenuto definizione. 
    2. In deroga alle disposizioni di cui all'articolo 49, per i 
  fabbricati costruiti senza permesso o in contrasto con  la  stesso,
  ovvero sulla base di permesso successivamente annullato, si applica
  ((la esenzione  dall'imposta  comunale  sugli  immobili)),  qualora
  ricorrano i requisiti tipologici  di  inizio  e  ultimazione  delle
  opere in virtu' dei quali sarebbe spettata, per il periodo di dieci
  anni a decorrere dal 17 marzo  1985.  ((L'esenzione  si  applica  a
  condizione  che  l'interessato  ne  faccia  richiesta   all'ufficio
  competente)) del  suo  domicilio  fiscale,  allegando  copia  della
  domanda indicata nel comma  precedente  con  la  relativa  ricevuta
  rilasciata dal comune. Alla scadenza di ogni anno dal giorno  della
  presentazione della domanda  suddetta,  l'interessato,  a  pena  di
  decadenza dai benefici, deve presentare, ((entro novanta giorni  da
  tale  scadenza,  all'ufficio  competente  copia  del  provvedimento
  definitivo  di  sanatoria))  o   in   mancanza   di   questo,   una
  dichiarazione del comune, ovvero una dichiarazione  sostitutiva  di
  atto notorio, attestante che la  domanda  non  ha  ancora  ottenuto
  definizione. 
    3. La omessa o tardiva presentazione del provvedimento di 
  sanatoria  comporta  ((il  pagamento  dell'imposta  comunale  sugli
  immobili)) e delle altre imposte  dovute  nella  misura  ordinaria,
  nonche' degli interessi di mora stabiliti per i singoli tributi. 
    4. Il rilascio del permesso in sanatoria, per le opere o le parti 
  di opere abusivamente realizzate, produce automaticamente,  qualora
  ricorrano tutti i requisiti  previsti  dalle  vigenti  disposizioni
  agevolative, la  cessazione  degli  effetti  dei  provvedimenti  di
  revoca o di decadenza previsti dall'articolo 49. 
    5. In attesa del provvedimento definitivo di sanatoria, per il 
  conseguimento in via provvisoria degli effetti previsti  dal  comma
  4,  deve   essere   prodotta   da   parte   dell'interessato   alle
  amministrazioni  finanziarie  competenti  copia  autenticata  della
  domanda  di  permesso  in  sanatoria,  corredata  della  prova  del
  pagamento delle somme dovute fino al  momento  della  presentazione
  della istanza di cui al presente comma. 
    6. Non si fa comunque luogo ((al rimborso  dell'imposta  comunale
sugli immobili)) e delle altre imposte eventualmente gia' pagate. 
                              Art. 51 (L)
                 Finanziamenti pubblici e sanatoria
         (legge 23 dicembre 1996, n. 662, art. 2, comma 50)

    1.  La  concessione  di  indennizzi,  ai sensi della legislazione
  sulle  calamita'  naturali, e' esclusa nei casi in cui gli immobili
  danneggiati siano stati eseguiti abusivamente in zone alluvionali;
  la  citata  concessione  di  indennizzi e' altresi' esclusa per gli
  immobili  edificati  in zone sismiche senza i prescritti criteri di
  sicurezza e senza che sia intervenuta sanatoria.

Parte II
NORMATIVA TECNICA PER L’EDILIZIA
Capo I
Disposizioni di carattere generale

                              Art. 52 (L) 
                 Tipo di strutture e norme tecniche 
      (legge 3 febbraio 1974, n. 64, articoli 1 e 32, comma 1) 
 
  1. In tutti i comuni della Repubblica le costruzioni sia  pubbliche
sia private debbono  essere  realizzate  in  osservanza  delle  norme
tecniche riguardanti i vari elementi costruttivi fissate con  decreti
del  Ministro  per  le  infrastrutture  e  i  trasporti,  sentito  il
Consiglio superiore dei lavori pubblici che  si  avvale  anche  della
collaborazione del Consiglio nazionale  delle  ricerche.  Qualora  le
norme tecniche riguardino costruzioni  in  zone  sismiche  esse  sono
adottate di concerto con  il  Ministro  per  l'interno.  Dette  norme
definiscono: 
      a) i criteri generali tecnico-costruttivi per la progettazione,
esecuzione e collaudo  degli  edifici  in  muratura  e  per  il  loro
consolidamento; 
      b) i carichi e sovraccarichi  e  loro  combinazioni,  anche  in
funzione del tipo e delle modalita' costruttive e della  destinazione
dell'opera, nonche' i criteri generali per la verifica  di  sicurezza
delle costruzioni; 
      c) le indagini sui terreni e sulle  rocce,  la  stabilita'  dei
pendii  naturali  e  delle  scarpate,  i  criteri   generali   e   le
precisazioni tecniche per la  progettazione,  esecuzione  e  collaudo
delle opere di sostegno delle terre e delle opere  di  fondazione;  i
criteri generali e le precisazioni  tecniche  per  la  progettazione,
esecuzione  e  collaudo  di  opere  speciali,  quali  ponti,   dighe,
serbatoi, tubazioni,  torri,  costruzioni  prefabbricate  in  genere,
acquedotti, fognature; 
      d) la protezione delle costruzioni dagli incendi. 
  ((2. Qualora vengano usati materiali o sistemi costruttivi  diversi
da quelli disciplinati  dalle  norme  tecniche  in  vigore,  la  loro
idoneita' deve essere comprovata da una dichiarazione rilasciata  dal
Presidente del Consiglio superiore dei lavori  pubblici  su  conforme
parere dello stesso Consiglio.)) 
  3. Le norme tecniche di cui  al  presente  articolo  e  i  relativi
aggiornamenti entrano in vigore trenta giorni dopo  la  pubblicazione
dei rispettivi decreti  nella  Gazzetta  Ufficiale  della  Repubblica
italiana. 
                              Art. 53 (L)
                              Definizioni
                  (legge 5 novembre 1971, n. 1086,
                 art. 1, primo, secondo e terzo comma)

    1. Ai fini del presente testo unico si considerano:
      a)  opere  in  conglomerato  cementizio  armato normale, quelle
  composte da un complesso di strutture in conglomerato cementizio ed
  armature che assolvono ad una funzione statica;
      b) opere in conglomerato cementizio armato precompresso, quelle
  composte  di strutture in conglomerato cementizio ed armature nelle
  quali  si  imprime  artificialmente  uno  stato  di  sollecitazione
  addizionale di natura ed entita' tali da assicurare permanentemente
  l'effetto statico voluto;
      c) opere a struttura metallica quelle nelle quali la statica e'
  assicurata in tutto o in parte da elementi strutturali in acciaio o
  in altri metalli.
                              Art. 54 (L)
                          Sistemi costruttivi
           (legge 2 febbraio 1974, n. 64, art. 5, art. 6,
       primo comma, art. 7, primo comma, art. 8, primo comma)

    1. Gli edifici possono essere costruiti con:
      a)   struttura   intelaiata   in   cemento   armato  normale  o
  precompresso, acciaio o sistemi combinati dei predetti materiali;
      b) struttura a pannelli portanti;
      c) struttura in muratura;
      d) struttura in legname.
    2. Ai fini di questo testo unico si considerano:
      a)  costruzioni  in muratura, quelle nelle quali la muratura ha
  funzione portante;
      b)   strutture   a   pannelli   portanti,  quelle  formate  con
  l'associazione  di  pannelli  verticali  prefabbricati  (muri),  di
  altezza pari ad un piano e di larghezza superiore ad un metro, resi
  solidali  a strutture orizzontali (solai) prefabbricate o costruite
  in opera;
      c) strutture intelaiate, quelle costituite da aste rettilinee o
  curvilinee, comunque vincolate fra loro ed esternamente.
                              Art. 55 (L)
                          Edifici in muratura
         (legge 3 febbraio 1974, n. 64, art. 6, secondo comma)

    1.   Le   costruzioni  in  muratura  devono  presentare  adeguate
  caratteristiche di solidarieta' fra gli elementi strutturali che le
  compongono, e di rigidezza complessiva secondo le indicazioni delle
  norme tecniche di cui all'articolo 83.
                              Art. 56 (L)
               Edifici con struttura a pannelli portanti
                   (legge 3 febbraio 1974, n. 64,
           art. 7, secondo, terzo, quarto e quinto comma)

    1.  Le  strutture a pannelli portanti devono essere realizzate in
  calcestruzzo  pieno  od  alleggerito,  semplice,  armato  normale o
  precompresso,   presentare   giunzioni   eseguite   in   opera  con
  calcestruzzo   o   malta   cementizia,   ed  essere  irrigidite  da
  controventamenti   opportuni,   costituiti  dagli  stessi  pannelli
  verticali  sovrapposti  o  da  lastre in calcestruzzo realizzate in
  opera;  i  controventamenti  devono essere orientati almeno secondo
  due direzioni distinte.
    2. Il complesso scatolare costituito dai pannelli deve realizzare
  un  organismo statico capace di assorbire le azioni sismiche di cui
  all'articolo 85.
    3. La trasmissione delle azioni mutue tra i diversi elementi deve
  essere assicurata da armature metalliche.
    4. L'idoneita' di tali sistemi costruttivi, anche in funzione del
  grado  di  sismicita',  deve essere comprovata da una dichiarazione
  rilasciata  dal  presidente  del  Consiglio  superiore  dei  lavori
  pubblici, su conforme parere dello stesso Consiglio.
                              Art. 57 (L)
                  Edifici con strutture intelaiate
               (legge 3 febbraio 1974, n. 64, art. 8,
    secondo periodo del primo comma, secondo, terzo e quarto comma)

    1.  Nelle  strutture  intelaiate possono essere compresi elementi
  irrigidenti costituiti da:
      a) strutture reticolate in acciaio, calcestruzzo armato normale
  o precompresso;
      b)  elementi-parete  in  acciaio, calcestruzzo armato normale o
  precompresso.
    2.   Gli   elementi   irrigidenti  devono  essere  opportunamente
  collegati  alle  intelaiature  della  costruzione  in  modo che sia
  assicurata la trasmissione delle azioni sismiche agli irrigidimenti
  stessi.
    3.  Il  complesso resistente deve essere proporzionato in modo da
  assorbire  le  azioni sismiche definite dalle norme tecniche di cui
  all'articolo 83.
    4.  Le murature di tamponamento delle strutture intelaiate devono
  essere  efficacemente  collegate  alle  aste della struttura stessa
  secondo  le  modalita'  specificate  dalle  norme  tecniche  di cui
  all'articolo 83.
                              Art. 58 (L) 
Produzione in serie in  stabilimenti  di  manufatti  in  conglomerato
     normale e precompresso e di manufatti complessi in metallo 
              (legge 5 novembre 1971, n. 1086, art. 9) 
 
    1. Le ditte che procedono alla costruzione di manufatti in 
  conglomerato  armato  normale  o  precompresso   ed   in   metallo,
  fabbricati in serie e che assolvono alle  funzioni  indicate  negli
  articoli 53, comma 1 e  64,  comma  1,  hanno  l'obbligo  di  darne
  preventiva  comunicazione  al   Servizio   tecnico   centrale   del
  ((Ministero delle infrastrutture e dei  trasporti)),  con  apposita
  relazione nella quale debbono: 
      a) descrivere ciascun tipo di struttura indicando le possibili 
  applicazioni e fornire i calcoli relativi, con particolare riguardo
  a quelli riferentisi a tutto il comportamento sotto carico  fino  a
  fessurazione e rottura; 
      b) precisare le caratteristiche dei materiali impiegati sulla 
  scorta  di  prove  eseguite  presso  uno  dei  laboratori  di   cui
  all'articolo 59; 
      c) indicare, in modo particolareggiato, i metodi costruttivi e 
  i procedimenti seguiti per la esecuzione delle strutture; 
      d) indicare i risultati delle prove eseguite presso uno dei 
  laboratori di cui all'articolo 59. 
    2. Tutti gli elementi precompressi debbono essere chiaramente e 
  durevolmente contrassegnati onde si possa individuare la  serie  di
  origine. 
    3. Per le ditte che costruiscono manufatti complessi in metallo 
  fabbricati in serie, i quali assolvono alle funzioni indicate negli
  articoli 53, comma 1 e 64, comma 1, la relazione di cui al comma  1
  del presente articolo deve descrivere ciascun tipo di struttura, 
  indicando le possibili applicazioni e fornire i calcoli relativi. 
    4. Le ditte produttrici di tutti i manufatti di cui ai commi 
  precedenti sono tenute a fornire  tutte  le  prescrizioni  relative
  alle operazioni di trasporto e di montaggio dei loro manufatti. 
    5. La responsabilita' della rispondenza dei prodotti rimane a 
  carico della ditta produttrice, che e'  obbligata  a  corredare  la
  fornitura con i disegni del manufatto  e  l'indicazione  delle  sue
  caratteristiche di impiego. 
    6. Il progettista delle strutture e' responsabile dell'organico 
  inserimento e della previsione di utilizzazione  dei  manufatti  di
  cui sopra nel progetto delle strutture dell'opera. 
                              Art. 59 (L) 
                             Laboratori 
              (legge 5 novembre 1971, n. 1086, art. 20) 
 
    1. Agli effetti del presente testo unico sono considerati 
  laboratori ufficiali: 
      a) i laboratori degli istituti universitari dei politecnici e 
  delle  facolta'  di  ingegneria  e  delle   facolta'   o   istituti
universitari di architettura; 
      b) il laboratorio di scienza delle costruzioni del centro studi
ed esperienze dei servizi antincendi e di protezione civile (Roma); 
      b-bis)  il  laboratorio  dell'Istituto  sperimentale  di   rete
ferroviaria italiana spa; 
      b-ter) il Centro sperimentale dell'Ente nazionale per le strade
(ANAS) di Cesano (Roma), autorizzando lo stesso ad  effettuare  prove
di crash test per le barriere metalliche. 
  ((2.  Il  Ministero  delle  infrastrutture  e  dei  trasporti  puo'
autorizzare, con proprio decreto, ai sensi del presente  capo,  altri
laboratori ad effettuare: 
    a) prove sui materiali da costruzione; 
    b) LETTERA SOPPRESSA DALLA L. 7 AGOSTO 2012, N. 134; 
    c) prove di laboratorio su terre e rocce.)) 
  3. L'attivita' dei  laboratori,  ai  fini  del  presente  capo,  e'
servizio di pubblica utilita'. 
                              Art. 60 (L)
                    Emanazione di norme tecniche
               (legge 5 novembre 1971, n. 1086, art. 21)

    1.  Il  Ministro  per le infrastrutture e i trasporti, sentito il
  Consiglio  superiore  dei lavori pubblici che si avvale anche della
  collaborazione  del Consiglio nazionale delle ricerche, predispone,
  modifica  ed aggiorna le norme tecniche alle quali si uniformano le
  costruzioni di cui al capo secondo.
                              Art. 61 (L)
                       Abitati da consolidare
               (legge 3 febbraio 1974, n. 64, art. 2)

    1.  In  tutti  i territori comunali o loro parti, nei quali siano
  intervenuti  od  intervengano  lo  Stato  o la regione per opere di
  consolidamento  di  abitato  ai sensi della legge 9 luglio 1908, n.
  445  e  successive  modificazioni  ed integrazioni, nessuna opera e
  nessun   lavoro,  salvo  quelli  di  manutenzione  ordinaria  o  di
  rifinitura,   possono   essere   eseguiti   senza   la   preventiva
  autorizzazione del competente ufficio tecnico della regione.
    2.  Le  opere di consolidamento, nei casi di urgenza riconosciuta
  con  ordinanza del competente ufficio tecnico regionale o comunale,
  possono   eccezionalmente   essere  intraprese  anche  prima  della
  predetta  autorizzazione, la quale comunque dovra' essere richiesta
  nel termine di cinque giorni dall'inizio dei lavori.
                              Art. 62 (L) 
                      Utilizzazione di edifici 
                (legge 3 febbraio 1974, n. 64, art. 28) 
 
  1. Il rilascio della licenza d'uso per  gli  edifici  costruiti  in
cemento  armato  ((da  parte  dei  comuni  e  l'attestazione  di  cui
all'articolo 24, comma 1, sono condizionati))  all'esibizione  di  un
certificato da rilasciarsi dall'ufficio tecnico  della  regione,  che
attesti la perfetta rispondenza dell'opera eseguita  alle  norme  del
capo quarto. 
                              Art. 63 (L)
                            Opere pubbliche

    1.  Quando  si  tratti  di  opere  eseguite  dai  soggetti di cui
  all'articolo 2 della legge 11 febbraio 1994, n. 109, le norme della
  presente   parte  si  applicano  solo  nel  caso  in  cui  non  sia
  diversamente  disposto  dalla  citata  legge  n.  109 del 1994, dal
  decreto  del  Presidente della Repubblica 21 dicembre 1999, n. 544,
  dal  decreto del Presidente della Repubblica 25 gennaio 2000, n. 34
  e dal d.m. 19 aprile 2000 n. 145.

Capo II
Disciplina delle opere di conglomerato cementizio armato, normale e precompresso ed a struttura metallica.
Sezione I
Adempimenti

                              Art. 64 (L)
         Progettazione, direzione, esecuzione, responsabilita'
           (legge n. 1086 del 1971, art. 1, quarto comma;
     art. 2, primo e secondo comma; art. 3, primo e secondo comma)

    1.  La  realizzazione  delle  opere  di  conglomerato  cementizio
  armato,  normale  e  precompresso  ed  a  struttura metallica, deve
  avvenire  in  modo  tale  da  assicurare  la  perfetta stabilita' e
  sicurezza  delle  strutture  e da evitare qualsiasi pericolo per la
  pubblica incolumita'.
    2.  La  costruzione  delle opere di cui all'articolo 53, comma 1,
  deve  avvenire  in  base  ad  un  progetto  esecutivo redatto da un
  tecnico  abilitato,  iscritto  nel  relativo albo, nei limiti delle
  proprie  competenze  stabilite  dalle  leggi sugli ordini e collegi
  professionali.
    3. L'esecuzione delle opere deve aver luogo sotto la direzione di
  un  tecnico abilitato, iscritto nel relativo albo, nei limiti delle
  proprie  competenze  stabilite  dalle  leggi sugli ordini e collegi
  professionali.
    4.   Il   progettista   ha   la   responsabilita'  diretta  della
  progettazione di tutte le strutture dell'opera comunque realizzate.
    5.  Il  direttore  dei  lavori  e il costruttore, ciascuno per la
  parte di sua competenza, hanno la responsabilita' della rispondenza
  dell'opera  al  progetto,  dell'osservanza  delle  prescrizioni  di
  esecuzione  del  progetto,  della qualita' dei materiali impiegati,
  nonche', per quanto riguarda gli elementi prefabbricati, della posa
  in opera.
                              Art. 65 (R)
    Denuncia dei lavori di realizzazione e relazione a struttura
  ultimata  di  opere  di  conglomerato  cementizio armato, normale e
  precompresso  ed  a  struttura  metallica  (legge n. 1086 del 1971,
  articoli 4 e 6)

    1.   Le  opere  di  conglomerato  cementizio  armato,  normale  e
  precompresso  ed  a  struttura  metallica,  prima  del loro inizio,
  ((devono  essere denunciate dal costruttore allo sportello unico)),
  che  provvede  a  trasmettere  tale  denuncia al competente ufficio
  tecnico regionale.
    2. Nella denuncia devono essere indicati i nomi ed i recapiti del
  committente,  del  progettista  delle  strutture, del direttore dei
  lavori e del costruttore.
    3. Alla denuncia devono essere allegati:
      a)  il  progetto  dell'opera  in  triplice  copia,  firmato dal
  progettista,  dal  quale  risultino in modo chiaro ed esauriente le
  calcolazioni  eseguite,  l'ubicazione, il tipo, le dimensioni delle
  strutture,  e  quanto  altro  occorre  per definire l'opera sia nei
  riguardi  dell'esecuzione  sia  nei riguardi della conoscenza delle
  condizioni di sollecitazione;
      b)  una  relazione  illustrativa  in triplice copia firmata dal
  progettista  e  dal  direttore dei lavori, dalla quale risultino le
  caratteristiche,  le  qualita'  e  le  dosature  dei  materiali che
  verranno impiegati nella costruzione.
    4  ((Lo  sportello  unico  restituisce al costruttore)), all'atto
  stesso   della  presentazione,  una  copia  del  progetto  e  della
  relazione con l'attestazione dell'avvenuto deposito.
    5.  Anche  le  varianti  che  nel  corso  dei lavori si intendano
  introdurre  alle  opere  di  cui  al comma 1, previste nel progetto
  originario,  devono  essere  denunciate,  prima di dare inizio alla
  loro  esecuzione,  allo  sportello  unico  nella  forma  e  con gli
  allegati previsti nel presente articolo.
    6.  A strutture ultimate, entro il termine di sessanta giorni, il
  direttore  dei  lavori  deposita  presso  lo  sportello  unico  una
  relazione,   redatta  in  triplice  copia,  sull'adempimento  degli
  obblighi di cui ai commi 1, 2 e 3, esponendo:
      a)  i certificati delle prove sui materiali impiegati emessi da
  laboratori di cui all'articolo 59;
      b)  per  le  opere  in  conglomerato  armato precompresso, ogni
  indicazione  inerente alla tesatura dei cavi ed ai sistemi di messa
  in coazione;
      c)  l'esito delle eventuali prove di carico, allegando le copie
  dei relativi verbali firmate per copia conforme.
    7.  Lo  sportello  unico  restituisce  al  direttore  dei lavori,
  all'atto  stesso  della presentazione, una copia della relazione di
  cui  al  comma  6  con  l'attestazione  dell'avvenuto  deposito,  e
  provvede  a  trasmettere  una copia di tale relazione al competente
  ufficio tecnico regionale.
    8. Il direttore dei lavori consegna al collaudatore la relazione,
  unitamente alla restante documentazione di cui al comma 6.
                              Art. 66 (L)
                         Documenti in cantiere
                  (legge n. 1086 del 1971, art. 5)

    1.  Nei  cantieri,  dal  giorno  di  inizio  delle  opere, di cui
  all'articolo  53,  comma  1,  a  quello  di ultimazione dei lavori,
  devono essere conservati gli atti indicati all'articolo 65, commi 3
  e  4,  datati  e  firmati anche dal costruttore e dal direttore dei
  lavori, nonche' un apposito giornale dei lavori.
    2.  Della  conservazione  e  regolare tenuta di tali documenti e'
  responsabile  il  direttore  dei lavori. Il direttore dei lavori e'
  anche tenuto a vistare periodicamente, ed in particolare nelle fasi
  piu' importanti dell'esecuzione, il giornale dei lavori.
       Art. 67 (L, comma 1, 2, 4 e 8; R, i commi 3, 5, 6 e 7) 
                          Collaudo statico 
          (legge 5 novembre 1971, n. 1086, articoli 7 e 8) 
 
  1. Tutte le costruzioni di cui all'articolo 53,  comma  1,  la  cui
sicurezza possa comunque interessare la pubblica  incolumita'  devono
essere sottoposte a collaudo statico ((, fatto salvo quanto  previsto
dal comma 8-bis)). 
  2. Il collaudo deve  essere  eseguito  da  un  ingegnere  o  da  un
architetto, iscritto all'albo da  almeno  dieci  anni,  che  non  sia
intervenuto in alcun modo nella progettazione, direzione,  esecuzione
dell'opera. 
  3. Contestualmente alla  denuncia  prevista  dall'articolo  65,  il
direttore dei lavori e' tenuto a presentare presso lo sportello unico
l'atto di  nomina  del  collaudatore  scelto  dal  committente  e  la
contestuale dichiarazione di accettazione dell'incarico, corredati da
certificazione attestante le condizioni di cui al comma 2. 
  4. Quando non esiste il committente ed  il  costruttore  esegue  in
proprio, e' fatto obbligo al costruttore di  chiedere,  anteriormente
alla presentazione della denuncia di inizio  dei  lavori,  all'ordine
provinciale  degli  ingegneri  o  a  quello  degli   architetti,   la
designazione di una terna  di  nominativi  fra  i  quali  sceglie  il
collaudatore. 
  5. Completata la  struttura  con  la  copertura  dell'edificio,  il
direttore dei lavori ne da' comunicazione allo sportello unico  e  al
collaudatore che ha 60 giorni di tempo per effettuare il collaudo. 
  6. In corso  d'opera  possono  essere  eseguiti  collaudi  parziali
motivati  da  difficolta'  tecniche  e  da   complessita'   esecutive
dell'opera, fatto salvo quanto previsto da specifiche disposizioni. 
  7. Il collaudatore redige, sotto  la  propria  responsabilita',  il
certificato di collaudo in tre copie che invia al competente  ufficio
tecnico regionale e al committente, dandone contestuale comunicazione
allo  sportello  unico.((Il  deposito  del  certificato  di  collaudo
statico equivale al certificato di rispondenza dell'opera alle  norme
tecniche per le costruzioni previsto dall'articolo 62.)) 
  8. ((La segnalazione certificata e' corredata da))  una  copia  del
certificato di collaudo. 
  ((8-bis. Per gli interventi di riparazione  e  per  gli  interventi
locali sulle costruzioni esistenti,  come  definiti  dalla  normativa
tecnica, il certificato di collaudo e' sostituito dalla dichiarazione
di regolare esecuzione resa dal direttore dei lavori.)) 

Sezione II
Vigilanza

                              Art. 68 (L) 
                               Controlli 
               (legge 5 novembre 1971, n. 1086, art. 10) 
 
    1. Il dirigente o il responsabile del competente ufficio 
  comunale, nel cui territorio vengono realizzate le  opere  indicate
  nell'articolo  53,   comma   1,   ha   il   compito   di   vigilare
  sull'osservanza degli ((adempimenti  preposti  dal  presente  testo
  unico)): a tal fine si avvale dei funzionari ed agenti comunali. 
    2. Le disposizioni del precedente comma non si applicano alle 
  opere costruite per conto dello Stato e per  conto  delle  regioni,
  delle province e dei comuni, aventi un ufficio tecnico con  a  capo
  un ingegnere. 
                              Art. 69 (L)
                     Accertamenti delle violazioni
               (legge 5 novembre 1971, n. 1086, art. 11)

    1.  I  funzionari  e agenti comunali che accertino l'inosservanza
  degli   adempimenti  previsti  nei  precedenti  articoli,  redigono
  processo  verbale  che,  a  cura  del  dirigente o responsabile del
  competente   ufficio   comunale,   verra'  inoltrato  all'Autorita'
  giudiziaria  competente  ed all'ufficio tecnico della regione per i
  provvedimenti di cui all'articolo 70.
                              Art. 70 (L)
                       Sospensione dei lavori
               (legge 5 novembre 1971, n. 1086, art. 12)

    1.  Il  dirigente  dell'ufficio  tecnico  regionale,  ricevuto il
  processo  verbale  redatto a norma dell'articolo 69 ed eseguiti gli
  opportuni  accertamenti,  ordina, con decreto notificato a mezzo di
  messo  comunale,  al  committente,  al  direttore  dei  lavori e al
  costruttore la sospensione dei lavori.
    2.  I  lavori  non  possono  essere  ripresi finche' il dirigente
  dell'ufficio  tecnico  regionale  non abbia accertato che sia stato
  provveduto agli adempimenti previsti dal presente capo.
    3.  Della disposta sospensione e' data comunicazione al dirigente
  del competente ufficio comunale perche' ne curi l'osservanza.

Sezione III
Norme penali

                              Art. 71 (L) 
                           Lavori abusivi 
               (legge 5 novembre 1971, n. 1086, art. 13) 
 
    1. Chiunque commette,  dirige  e,  in  qualita'  di  costruttore,
esegue le opere previste dal presente  capo,  o  parti  di  esse,  in
violazione dell'articolo 64, commi 2, 3 e 4, e' punito con  l'arresto
fino a tre mesi ((o con l'ammenda da 103 a 1032 euro.)) 
    2. E' soggetto alla  pena  dell'arresto  fino  ad  un  anno,  ((o
dell'ammenda da 1032 a 10329 euro)), chi produce in  serie  manufatti
in conglomerato armato normale o precompresso o  manufatti  complessi
in metalli senza osservare le disposizioni dell'articolo 58. 
                              Art. 72 (L) 
                     Omessa denuncia dei lavori 
               (legge 5 novembre 1971, n. 1086, art. 14) 
 
    1. Il costruttore che omette o ritarda la denuncia prevista 
  dall'articolo 65 e' punito con l'arresto fino a tre  mesi  ((o  con
  l'ammenda da 103 a 1032 euro.)) 
                              Art. 73 (L) 
               Responsabilita' del direttore dei lavori 
               (legge 5 novembre 1971, n. 1086, art. 15) 
 
    1. Il direttore dei lavori che non ottempera alle prescrizioni 
  indicate nell'articolo 66 ((e' punito con l'ammenda  da  41  a  206
  euro.)) 
    2. Alla stessa pena soggiace il direttore dei lavori che omette o 
  ritarda la presentazione al competente  ufficio  tecnico  regionale
  della relazione indicata nell'articolo 65, comma 6. 
                              Art. 74 (L) 
                  Responsabilita' del collaudatore 
               (legge 5 novembre 1971, n. 1086, art. 16) 
 
    1. Il collaudatore che non osserva gli obblighi di cui 
  all'articolo 67, comma 5, ((e' punito con l'ammenda  da  51  a  516
  euro.)) 
                              Art. 75 (L) 
                Mancanza del certificato di collaudo 
               (legge 5 novembre 1971, n. 1086, art. 17) 
 
    1. Chiunque consente l'utilizzazione delle costruzioni prima del 
  rilascio del certificato di collaudo e' punito con  l'arresto  fino
  ad un mese ((o con l'ammenda da 103 a 1032 euro.)) 
                              Art. 76 (L)
                    Comunicazione della sentenza
              (legge 5 novembre 1971, n. 1086, art. 8)

    1.  La  sentenza  irrevocabile,  emessa  in  base alle precedenti
  disposizioni, deve essere comunicata, a cura del cancelliere, entro
  quindici  giorni  da  quello  in  cui  e' divenuta irrevocabile, al
  comune  e  alla  regione  interessata  ed  al consiglio provinciale
  dell'ordine   professionale,   cui   eventualmente   sia   iscritto
  l'imputato.

Capo III
Disposizioni per favorire il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati, pubblici e privati aperti al pubblico
Sezione I
Eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati

                              Art. 77 (L)
                  Progettazione di nuovi edifici e
                 ristrutturazione di interi edifici
                 (legge 9 gennaio 1989, n. 13, art. 1)

    1. I progetti relativi alla costruzione di nuovi edifici privati,
  ovvero alla ristrutturazione di interi edifici, ivi compresi quelli
  di edilizia residenziale pubblica, sovvenzionata ed agevolata, sono
  redatti  in  osservanza  delle  prescrizioni  tecniche previste dal
  comma 2.
    2.  Il  Ministro  delle  infrastrutture e dei trasporti fissa con
  decreto,  adottato  ai  sensi  dell'articolo  52,  le  prescrizioni
  tecniche necessarie a garantire l'accessibilita', l'adattabilita' e
  la  visitabilita'  degli edifici privati e di edilizia residenziale
  pubblica, sovvenzionata ed agevolata.
    3. La progettazione deve comunque prevedere:
      a) accorgimenti tecnici idonei alla installazione di meccanismi
  per l'accesso ai piani superiori, ivi compresi i servoscala;
      b)  idonei  accessi  alle  parti  comuni  degli  edifici e alle
  singole unita' immobiliari;
      c)  almeno un accesso in piano, rampe prive di gradini o idonei
  mezzi di sollevamento;
      d)  l'installazione,  nel  caso  di  immobili  con  piu' di tre
  livelli  fuori  terra,  di  un  ascensore per ogni scala principale
  raggiungibile mediante rampe prive di gradini.
    4.  E' fatto obbligo di allegare al progetto la dichiarazione del
  professionista   abilitato  di  conformita'  degli  elaborati  alle
  disposizioni adottate ai sensi del presente capo.
    5. I progetti di cui al comma 1 che riguardano immobili vincolati
  ai  sensi  del  decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, devono
  essere  approvati  dalla  competente  autorita'  di tutela, a norma
  degli articoli 23 e 151 del medesimo decreto legislativo.
                              Art. 78 (L) 
   Deliberazioni sull'eliminazione delle barriere architettoniche 
                 (legge 9 gennaio 1989, n. 13, art. 2) 
 
    1. Le deliberazioni che hanno per oggetto le innovazioni da 
  attuare negli edifici privati  dirette  ad  eliminare  le  barriere
  architettoniche di cui all'articolo 27, primo comma, della legge 30
  marzo 1971, n. 118, ((ed all'articolo 1 del decreto del  Presidente
  della Repubblica 24 luglio 1996, n. 503)), nonche' la realizzazione
  di  percorsi  attrezzati  e  la  installazione  di  dispositivi  di
  segnalazione atti a favorire la mobilita'  dei  ciechi  all'interno
  degli  edifici   privati,   sono   approvate   dall'assemblea   del
  condominio, in prima o in seconda convocazione, con le  maggioranze
  previste dall'articolo 1136, secondo  e  terzo  comma,  del  codice
  civile. 
    2. Nel caso in cui il condominio rifiuti di assumere, o non 
  assuma entro tre  mesi  dalla  richiesta  fatta  per  iscritto,  le
  deliberazioni di cui al comma 1, i portatori  di  handicap,  ovvero
  chi ne esercita la tutela o la potesta' di cui  al  titolo  IX  del
  libro primo del codice civile, possono installare, a proprie spese,
  servoscala nonche'  strutture  mobili  e  facilmente  rimovibili  e
  possono anche modificare l'ampiezza delle porte d'accesso, al  fine
  di rendere piu' agevole l'accesso agli edifici,  agli  ascensori  e
  alle rampe delle autorimesse. 
    3. Resta fermo quanto disposto dagli articoli 1120, secondo 
  comma, e 1121, terzo comma, del codice civile. 
                              Art. 79 (L)
           Opere finalizzate all'eliminazione delle barriere
      architettoniche realizzate in deroga ai regolamenti edilizi
                 (legge 9 gennaio 1989, n. 13, art. 3)

    1.  Le  opere di cui all'articolo 78 possono essere realizzate in
  deroga  alle norme sulle distanze previste dai regolamenti edilizi,
  anche  per i cortili e le chiostrine interni ai fabbricati o comuni
  o di uso comune a piu' fabbricati.
    2.  E'  fatto  salvo  l'obbligo di rispetto delle distanze di cui
  agli  articoli  873 e 907 del codice civile nell'ipotesi in cui tra
  le  opere  da  realizzare  e i fabbricati alieni non sia interposto
  alcuno spazio o alcuna area di proprieta' o di uso comune.
                              Art. 80 (L)
                 Rispetto delle norme antisismiche,
            antincendio e di prevenzione degli infortuni
                 (legge 9 gennaio 1989, n. 13, art. 6)

    1.  Fermo  restando  l'obbligo  del  preavviso  e  dell'invio del
  progetto  alle  competenti  autorita'  a  norma  dell'articolo  94,
  l'esecuzione  delle  opere  edilizie  di  cui  all'articolo  78, da
  realizzare  in  ogni caso nel rispetto delle norme antisismiche, di
  prevenzione  degli  incendi e degli infortuni, non e' soggetta alla
  autorizzazione  di  cui  all'articolo 94. L'esecuzione non conforme
  alla  normativa  richiamata  al  comma 1 preclude il collaudo delle
  opere realizzate.
                              Art. 81 (L)
                           Certificazioni
                 (legge 9 gennaio 1989, n. 13, art. 8;
    decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, articoli 107 e 109)

    1.   Alle  domande  ovvero  alle  comunicazioni  al  dirigente  o
  responsabile   del   competente   ufficio  comunale  relative  alla
  realizzazione  di  interventi  di  cui al presente capo e' allegato
  certificato   medico   in  carta  libera  attestante  l'handicap  e
  dichiarazione   sostitutiva   dell'atto  di  notorieta',  ai  sensi
  dell'art.  47  del  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  28
  dicembre  2000,  n.  445, recante il testo unico delle disposizioni
  legislative   e   regolamentari   in   materia   di  documentazione
  amministrativa,  dalla  quale  risultino l'ubicazione della propria
  abitazione, nonche' le difficolta' di accesso.

Sezione II
Eliminazione o superamento delle barriere architettoniche negli edifici pubblici e privati aperti al pubblico

                              Art. 82 (L) 
       Eliminazione o superamento delle barriere architettoniche 
          negli edifici pubblici e privati aperti al pubblico 
              (legge 5 febbraio 1992, n. 104, art. 24; 
    decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, art. 62, comma 2; 
      decreto legislativo n. 267 del 2000, articoli 107 e 109) 
 
  1. Tutte le opere edilizie riguardanti edifici pubblici  e  privati
aperti al pubblico che sono suscettibili di limitare l'accessibilita'
e la visitabilita' di cui alla sezione prima del presente capo,  sono
eseguite in conformita' alle disposizioni di cui alla legge 30  marzo
1971, n. 118, e successive  modificazioni,  alla  sezione  prima  del
presente capo, al regolamento approvato con  decreto  del  Presidente
della  Repubblica  24  luglio  1996,  n.  503,  recante   norme   per
l'eliminazione delle  barriere  architettoniche,  e  al  decreto  del
Ministro dei lavori pubblici 14 giugno 1989, n. 236. 
  2. Per gli edifici pubblici e privati aperti al  pubblico  soggetti
ai vincoli di cui al decreto legislativo 29  ottobre  1999,  n.  490,
nonche' ai vincoli previsti da  leggi  speciali  aventi  le  medesime
finalita', nel caso di mancato rilascio del nulla osta da parte delle
autorita' competenti alla tutela del  vincolo,  la  conformita'  alle
norme vigenti in materia di accessibilita'  e  di  superamento  delle
barriere   architettoniche   puo'   essere   realizzata   con   opere
provvisionali,  come  definite  dall'articolo  7  del   decreto   del
Presidente della Repubblica 7 gennaio 1956, n. 164, sulle  quali  sia
stata acquisita l'approvazione delle predette autorita'. 
  3.  Alle  comunicazioni  allo  sportello  unico  dei  progetti   di
esecuzione dei  lavori  riguardanti  edifici  pubblici  e  aperti  al
pubblico, di cui al comma 1, rese ai  sensi  dell'articolo  22,  sono
allegate  una  documentazione  grafica   e   una   dichiarazione   di
conformita' alla normativa vigente in materia di accessibilita' e  di
superamento delle barriere architettoniche, anche ai sensi del  comma
2 del presente articolo. 
  4. Il rilascio del permesso di costruire per le  opere  di  cui  al
comma 1 e' subordinato alla verifica della conformita'  del  progetto
compiuta dall'ufficio tecnico o dal tecnico  incaricato  dal  comune.
((Il comune, nell'ambito dei controlli della segnalazione certificata
di cui all'articolo 24,)) per le  opere  di  cui  al  comma  1,  deve
accertare che le opere siano  state  realizzate  nel  rispetto  delle
disposizioni  vigenti  in  materia  di  eliminazione  delle  barriere
architettoniche. ((PERIODO SOPPRESSO DAL D.LGS. 25 NOVEMBRE 2016,  N.
222)). 
  5. La richiesta di modifica di destinazione  d'uso  di  edifici  in
luoghi  pubblici  o  aperti  al  pubblico   e'   accompagnata   dalla
dichiarazione di cui al comma 3.  ((I  controlli  della  segnalazione
certificata di cui all'articolo  24  prevedono  la  verifica))  della
dichiarazione allo stato dell'immobile. 
  6. Tutte le opere  realizzate  negli  edifici  pubblici  e  privati
aperti al pubblico  in  difformita'  dalle  disposizioni  vigenti  in
materia  di  accessibilita'  e   di   eliminazione   delle   barriere
architettoniche, nelle quali le difformita'  siano  tali  da  rendere
impossibile  l'utilizzazione  dell'opera  da  parte   delle   persone
handicappate, sono dichiarate inagibili. 
  7. Il progettista, il direttore dei lavori, il responsabile tecnico
degli accertamenti per l'agibilita' ed il collaudatore, ciascuno  per
la propria competenza, sono direttamente responsabili,  relativamente
ad opere eseguite dopo l'entrata in vigore  della  legge  5  febbraio
1992, n. 104, delle difformita' che siano tali da rendere impossibile
l'utilizzazione dell'opera da parte delle persone handicappate.  Essi
sono puniti con l'ammenda da 5164 a 25822 euro e con  la  sospensione
dai rispettivi albi professionali per un periodo compreso  da  uno  a
sei mesi. 
  8. I piani di cui all'articolo 32, comma 21, della legge n. 41  del
1986, sono modificati con  integrazioni  relative  all'accessibilita'
degli spazi urbani, con particolare riferimento all'individuazione  e
alla realizzazione  di  percorsi  accessibili,  all'installazione  di
semafori acustici per non vedenti, alla rimozione  della  segnaletica
installata in  modo  da  ostacolare  la  circolazione  delle  persone
handicappate. 
  9. I comuni adeguano i propri regolamenti edilizi alle disposizioni
di  cui  all'articolo  27  della  citata  legge  n.  118  del   1971,
all'articolo 2 del  citato  regolamento  approvato  con  decreto  del
Presidente della Repubblica n. 384 del 1978, alle disposizioni di cui
alla sezione prima  del  presente  capo,  e  al  citato  decreto  del
Ministro dei lavori pubblici 14 giugno 1989, n.  236.  Le  norme  dei
regolamenti edilizi comunali contrastanti  con  le  disposizioni  del
presente articolo perdono efficacia. 

Capo IV
Provvedimenti per le costruzioni con particolari prescrizioni per le
zone sismiche
Sezione I
Norme per le costruzioni in zone sismiche

                              Art. 83 (L)
              Opere disciplinate e gradi di sismicita'
    (legge 3 febbraio 1974, n. 64, art. 3; articoli 54, comma 1,
         lettera c), 93, comma 1, lettera g), e comma 4 del
                decreto legislativo n. 112 del 1998)

    1.   Tutte   le  costruzioni  la  cui  sicurezza  possa  comunque
  interessare   la  pubblica  incolumita',  da  realizzarsi  in  zone
  dichiarate sismiche ai sensi dei commi 2 e 3 del presente articolo,
  sono disciplinate, oltre che dalle disposizioni di cui all'articolo
  52,  da  specifiche  norme  tecniche  emanate,  anche  per  i  loro
  aggiornamenti,  con decreti del Ministro per le infrastrutture ed i
  trasporti,  di  concerto  con il Ministro per l'interno, sentiti il
  Consiglio  superiore  dei  lavori  pubblici, il Consiglio nazionale
  delle ricerche e la Conferenza unificata.
    2. Con decreto del Ministro per le infrastrutture ed i trasporti,
  di  concerto  con  il  Ministro per l'interno, sentiti il Consiglio
  superiore   dei  lavori  pubblici,  il  Consiglio  nazionale  delle
  ricerche  e  la  Conferenza  unificata,  sono  definiti  i  criteri
  generali  per  l'individuazione  delle zone sismiche e dei relativi
  valori differenziati del grado di sismicita' da prendere a base per
  la   determinazione   delle   azioni   sismiche  e  di  quant'altro
  specificato dalle norme tecniche.
    3.  Le  regioni,  sentite  le  province  e  i comuni interessati,
  provvedono  alla individuazione delle zone dichiarate sismiche agli
  effetti  del  presente  capo,  alla  formazione e all'aggiornamento
  degli  elenchi delle medesime zone e dei valori attribuiti ai gradi
  di sismicita', nel rispetto dei criteri generali di cui al comma 2.
                              Art. 84 (L)
                   Contenuto delle norme tecniche
               (legge 3 febbraio 1974, n. 64, art. 4)

    1.  Le  norme tecniche per le costruzioni in zone sismiche di cui
  all'articolo  83,  da  adottare  sulla  base  dei  criteri generali
  indicati  dagli articoli successivi e in funzione dei diversi gradi
  di sismicita', definiscono:
      a)  l'altezza  massima  degli  edifici  in relazione al sistema
  costruttivo,  al  grado  di sismicita' della zona ed alle larghezze
  stradali;
      b)  le  distanze  minime consentite tra gli edifici e giunzioni
  tra edifici contigui;
      c)  le  azioni  sismiche  orizzontali  e verticali da tenere in
  conto  del dimensionamento degli elementi delle costruzioni e delle
  loro giunzioni;
      d)  il  dimensionamento e la verifica delle diverse parti delle
  costruzioni;
      e)  le  tipologie  costruttive  per le fondazioni e le parti in
  elevazione.
    2.  Le caratteristiche generali e le proprieta' fisico-meccaniche
  dei  terreni  di  fondazione,  e  cioe'  dei terreni costituenti il
  sottosuolo fino alla profondita' alla quale le tensioni indotte dal
  manufatto  assumano valori significativi ai fini delle deformazioni
  e   della   stabilita'   dei   terreni   medesimi,   devono  essere
  esaurientemente accertate.
    3.  Per  le  costruzioni su pendii gli accertamenti devono essere
  convenientemente  estesi  al  di  fuori del-l'area edificatoria per
  rilevare  tutti  i fattori occorrenti per valutare le condizioni di
  stabilita' dei pendii medesimi.
    4.  Le  norme  tecniche  di  cui  al  comma  1 potranno stabilire
  l'entita'  degli  accertamenti in funzione della morfologia e della
  natura dei terreni e del grado di sismicita'.
                              Art. 85 (L)
                            Azioni sismiche
               (legge 3 febbraio 1974, n. 64, art. 9)

    1.  L'edificio deve essere progettato e costruito in modo che sia
  in  grado  di  resistere  alle  azioni  verticali e orizzontali, ai
  momenti   torcenti   e  ribaltanti  indicati  rispettivamente  alle
  successive  lettere a), b), c) e d) e definiti dalle norme tecniche
  di cui all'articolo 83.
      a)  azioni verticali: non si tiene conto in genere delle azioni
  sismiche   verticali;   per  le  strutture  di  grande  luce  o  di
  particolare   importanza,   agli  effetti  di  dette  azioni,  deve
  svolgersi una opportuna analisi dinamica teorica o sperimentale;
      b)  azioni  orizzontali:  le  azioni  sismiche  orizzontali  si
  schematizzano  attraverso  l'introduzione  di  due sistemi di forze
  orizzontali  agenti  non  contemporaneamente  secondo due direzioni
  ortogonali;
      c)  momenti  torcenti: ad ogni piano deve essere considerato il
  momento  torcente  dovuto  alle  forze  orizzontali agenti ai piani
  sovrastanti  e  in  ogni caso non minore dei valori da determinarsi
  secondo  le  indicazioni  riportate  dalle  norme  tecniche  di cui
  all'articolo 83;
      d)  momenti  ribaltanti:  per le verifiche dei pilastri e delle
  fondazioni  gli  sforzi  normali  provocati dall'effetto ribaltante
  delle azioni sismiche orizzontali devono essere valutati secondo le
  indicazioni delle norme tecniche di cui all'articolo 83.
                              Art. 86 (L)
                      Verifica delle strutture
                (legge 3 febbraio 1974, n. 64, art. 10)

    1.  L'analisi delle sollecitazioni dovute alle azioni sismiche di
  cui  all'articolo 85 e' effettuata tenendo conto della ripartizione
  di queste fra gli elementi resistenti dell'intera struttura.
    2.   Si  devono  verificare  detti  elementi  resistenti  per  le
  possibili  combinazioni  degli  effetti  sismici con tutte le altre
  azioni  esterne,  senza  alcuna riduzione dei sovraccarichi, ma con
  l'esclusione dell'azione del vento.
                              Art. 87 (L)
                       Verifica delle fondazioni
                (legge 3 febbraio 1974, n. 64, art. 11)

    1.  I  calcoli  di  stabilita'  del  complesso  terreno-opera  di
  fondazione  si  eseguono  con  i  metodi  ed  i  procedimenti della
  geotecnica,  tenendo  conto,  tra  le  forze  agenti,  delle azioni
  sismiche  orizzontali  applicate  alla  costruzione e valutate come
  specificato dalle norme tecniche di cui all'articolo 83.
                              Art. 88 (L)
                                Deroghe
                (legge 3 febbraio 1974, n. 64, art. 12)

    1.  Possono  essere  concesse  deroghe all'osservanza delle norme
  tecniche,  di  cui  al  precedente articolo 83, dal Ministro per le
  infrastrutture  e i trasporti, previa apposita istruttoria da parte
  dell'ufficio   periferico   competente   e  parere  favorevole  del
  Consiglio  superiore dei lavori pubblici, quando sussistano ragioni
  particolari,  che  ne impediscano in tutto o in parte l'osservanza,
  dovute  all'esigenza di salvaguardare le caratteristiche ambientali
  dei centri storici.
    2. La possibilita' di deroga deve essere prevista nello strumento
  urbanistico  generale e le singole deroghe devono essere confermate
  nei piani particolareggiati.
                              Art. 89 (L)
                 Parere sugli strumenti urbanistici
                (legge 3 febbraio 1974, n. 64, art. 13)

    1. Tutti i comuni nei quali sono applicabili le norme di cui alla
  presente sezione e quelli di cui all'articolo 61, devono richiedere
  il  parere del competente ufficio tecnico regionale sugli strumenti
  urbanistici  generali  e  particolareggiati prima della delibera di
  adozione  nonche'  sulle  lottizzazioni  convenzionate  prima della
  delibera  di  approvazione,  e loro varianti ai fini della verifica
  della  compatibilita' delle rispettive previsioni con le condizioni
  geomorfologiche del territorio.
    2.  Il  competente  ufficio  tecnico  regionale deve pronunciarsi
  entro    sessanta    giorni   dal   ricevimento   della   richiesta
  dell'amministrazione comunale.
    3.  In caso di mancato riscontro entro il termine di cui al comma
  2 il parere deve intendersi reso in senso negativo.
                             Art. 90 (L) 
                           Sopraelevazioni 
               (legge 3 febbraio 1974, n. 64, art. 14) 
 
  1. E' consentita, nel rispetto degli strumenti urbanistici vigenti:
a) la sopraelevazione di un piano negli edifici in muratura,  purche'
nel complesso la costruzione risponda alle  prescrizioni  di  cui  al
presente capo; 
  b) la sopraelevazione  di  edifici  in  cemento  armato  normale  e
precompresso, in acciaio o a pannelli portanti, purche' il  complesso
della struttura ((sia conforme alle norme del presente testo unico.)) 
  2.  L'autorizzazione  e'  consentita  previa   certificazione   del
competente ufficio tecnico regionale che specifichi il numero massimo
di piani che e' possibile realizzare in sopraelevazione e l'idoneita'
della struttura esistente a sopportare il nuovo carico. 
                              Art. 91 (L)
                              Riparazioni
                (legge 3 febbraio 1974, n. 64, art. 15)

    1.  Le  riparazioni degli edifici debbono tendere a conseguire un
  maggiore  grado  di  sicurezza  alle  azioni  sismiche  di  cui  ai
  precedenti articoli.
    2.   I   criteri   sono  fissati  nelle  norme  tecniche  di  cui
  all'articolo 83.
                              Art. 92 (L)
              Edifici di speciale importanza artistica
                (legge 3 febbraio 1974, n. 64, art. 16)

    1.  Per l'esecuzione di qualsiasi lavoro di natura antisismica in
  edifici  o  manufatti  di carattere monumentale o aventi, comunque,
  interesse  archeologico, storico o artistico, siano essi pubblici o
  di  privata  proprieta',  restano  ferme  le disposizioni di cui al
  decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490.

((Sezione II
VIGILANZA SULLE COSTRUZIONI IN ZONE SISMICHE))

                              Art. 93 (R)
                Denuncia dei lavori e presentazione dei
              progetti di costruzioni in zone sismiche
  (legge n. 64 del 1974, articoli 17 e 19)

    1.  Nelle  zone sismiche di cui all'articolo 83, chiunque intenda
  procedere a costruzioni, riparazioni e sopraelevazioni, e' tenuto a
  darne  preavviso  scritto  allo  sportello  unico,  che  provvede a
  trasmetterne  copia  al  competente  ufficio tecnico della regione,
  indicando  il  proprio  domicilio,  il  nome  e  la  residenza  del
  progettista, del direttore dei lavori e dell'appaltatore.
    2.  Alla  domanda  deve  essere  allegato  il progetto, in doppio
  esemplare  e  debitamente  firmato  da  un  ingegnere,  architetto,
  geometra  o  perito  edile  iscritto  nell'albo,  nei  limiti delle
  rispettive competenze, nonche' dal direttore dei lavori.
    3. Il contenuto minimo del progetto e' determinato dal competente
  ufficio tecnico della regione. In ogni caso il progetto deve essere
  esauriente   per   planimetria,  piante,  prospetti  e  sezioni  ed
  accompagnato  da  una  relazione tecnica, dal fascicolo dei calcoli
  delle  strutture  portanti,  sia in fondazione sia in elevazione, e
  dai disegni dei particolari esecutivi delle strutture.
    4.  Al  progetto deve inoltre essere allegata una relazione sulla
  fondazione,  nella quale devono essere illustrati i criteri seguiti
  nella  scelta del tipo di fondazione, le ipotesi assunte, i calcoli
  svolti nei riguardi del complesso terreno-opera di fondazione.
    5. La relazione sulla fondazione deve essere corredata da grafici
  o da documentazioni, in quanto necessari.
    6.  In  ogni comune deve essere tenuto un registro delle denunzie
  dei lavori di cui al presente articolo.
    7.  Il  registro deve essere esibito, costantemente aggiornato, a
  semplice  richiesta,  ai  funzionari,  ufficiali ed agenti indicati
  nell'articolo 103.
                              Art. 94 (L)
               Autorizzazione per l'inizio dei lavori
  (legge 3 febbraio 1974, n. 64, art. 18)

    1. Fermo restando l'obbligo del titolo abilitativo all'intervento
  edilizio,  nelle localita' sismiche, ad eccezione di quelle a bassa
  sismicita'  all'uopo  indicate  nei decreti di cui all'articolo 83,
  non  si  possono  iniziare  lavori  senza preventiva autorizzazione
  scritta del competente ufficio tecnico della regione.
    2.  L'autorizzazione  e'  rilasciata  entro sessanta giorni dalla
  richiesta  e  viene  comunicata al comune, subito dopo il rilascio,
  per i provvedimenti di sua competenza.
    3.   Avverso   il   provvedimento   relativo   alla   domanda  di
  autorizzazione,  o  nei  confronti  del  mancato  rilascio entro il
  termine  di  cui al comma 2, e' ammesso ricorso al presidente della
  giunta regionale che decide con provvedimento definitivo.
    4.  I  lavori  devono essere diretti da un ingegnere, architetto,
  geometra  o  perito  edile  iscritto  nell'albo,  nei  limiti delle
  rispettive competenze.

Sezione III
Repressione delle violazioni

                              Art. 95 (L)
                            Sanzioni penali
                (legge 3 febbraio 1974, n. 64, art. 20)

    1.  Chiunque  violi le prescrizioni contenute nel presente capo e
  nei  decreti  interministeriali  di  cui  agli  articoli 52 e 83 e'
  punito con l'ammenda da L. 400.000 a L. 20.000.000.
                              Art. 96 (L)
                     Accertamento delle violazioni
                (legge 3 febbraio 1974, n. 64, art. 21)

    1.  I  funzionari,  gli ufficiali ed agenti indicati all'articolo
  103,   appena  accertato  un  fatto  costituente  violazione  delle
  presenti   norme,   compilano   processo   verbale   trasmettendolo
  immediatamente al competente ufficio tecnico della regione.
    2.   Il   dirigente   dell'ufficio   tecnico   regionale,  previ,
  occorrendo,  ulteriori accertamenti di carattere tecnico, trasmette
  il processo verbale all'autorita' giudiziaria competente con le sue
  deduzioni.
                              Art. 97 (L) 
                       Sospensione dei lavori 
                (legge 3 febbraio 1974, n. 64, art. 22) 
 
    1. Il dirigente del competente ufficio tecnico della regione, 
  contemporaneamente agli adempimenti di cui all'articolo 96, ordina,
  con decreto motivato, notificato a  mezzo  di  messo  comunale,  al
  proprietario, nonche' al direttore o appaltatore od esecutore delle
  opere, la sospensione dei lavori. 
    2. Copia del decreto ((e' comunicata al dirigente o  responsabile
del competente ufficio comunale)) ai fini dell'osservanza dell'ordine
di sospensione. 
    3. L'ufficio territoriale del governo, su richiesta del dirigente 
  dell'ufficio di cui al comma 1, assicura l'intervento  della  forza
  pubblica, ove cio' sia necessario per l'esecuzione  dell'ordine  di
  sospensione. 
    4. L'ordine di sospensione produce i suoi effetti sino alla data 
  in   cui   la   pronuncia   dell'autorita'   giudiziaria    diviene
  irrevocabile. 
                              Art. 98 (L)
                          Procedimento penale
                (legge 3 febbraio 1974, n. 64, art. 23)

    1.  Se  nel  corso  del procedimento penale il pubblico ministero
  ravvisa la necessita' di ulteriori accertamenti tecnici, nomina uno
  o  piu'  consulenti,  scegliendoli  fra  i componenti del Consiglio
  superiore  dei  lavori pubblici o tra tecnici laureati appartenenti
  ai  ruoli  del  Ministero delle infrastrutture e dei trasporti o di
  altre amministrazioni statali.
    2.  Deve  essere  in  ogni  caso  citato  per  il dibattimento il
  dirigente  del  competente  ufficio tecnico della regione, il quale
  puo'  delegare  un  funzionario  dipendente che sia al corrente dei
  fatti.
    3. Con il decreto o con la sentenza di condanna il giudice ordina
  la  demolizione  delle  opere  o  delle  parti di esse costruite in
  difformita'   alle   norme   del   presente   capo  o  dei  decreti
  interministeriali  di  cui agli articoli 52 e 83, ovvero impartisce
  le prescrizioni necessarie per rendere le opere conformi alle norme
  stesse, fissando il relativo termine.
                              Art. 99 (L)
                        Esecuzione d'ufficio
                (legge 3 febbraio 1974, n. 64, art. 24)

    1.   Qualora  il  condannato  non  ottemperi  all'ordine  o  alle
  prescrizioni di cui all'articolo 98, dati con sentenza irrevocabile
  o  con  decreto  esecutivo,  il  competente  ufficio  tecnico della
  regione   provvede,  se  del  caso  con  l'assistenza  della  forza
  pubblica, a spese del condannato.
                             Art. 100 (L) 
        (( Competenza della Regione (legge 3 febbraio  1974,  n.  64,
art. 25) )) 
 
    1. Qualora il reato sia estinto per qualsiasi causa, ((la Regione
ordina )), con provvedimento  definitivo,  sentito  l'organo  tecnico
consultivo della regione, la demolizione delle opere o delle parti di
esse eseguite in violazione delle norme del  presente  capo  e  delle
norme tecniche di cui agli articoli 52 e 83, ovvero  l'esecuzione  di
modifiche idonee a renderle conformi alle norme stesse. 
    2. In caso di inadempienza si applica il disposto dell'articolo 
  99. 
                            Art. 101 (L)
                 Comunicazione del provvedimento al
              competente ufficio tecnico della regione
                (legge 3 febbraio 1974, n. 64, art. 26)

    1.  Copia  della  sentenza  irrevocabile  o del decreto esecutivo
  emessi in base alle precedenti disposizioni deve essere comunicata,
  a cura del cancelliere, al competente ufficio tecnico della regione
  entro  quindici  giorni  da  quello  in cui la sentenza e' divenuta
  irrevocabile o il decreto e' diventato esecutivo.
                            Art. 102 (L) 
                Modalita' per l'esecuzione d'ufficio 
                (legge 3 febbraio 1974, n. 64, art. 27) 
 
    1. Per gli adempimenti di cui all'articolo 99 le regioni 
  iscrivono annualmente in bilancio ((una somma non inferiore a 25822
  euro.)) 
    2. Al recupero delle somme erogate su tale fondo per l'esecuzione 
  di lavori di demolizione di opere  in  contravvenzione  alle  norme
  tecniche di cui  al  presente  capo,  ((si  provvede  a  mezzo  del
  competente ufficio comunale, in base alla liquidazione  dei  lavori
  stessi fatta dal competente ufficio tecnico della regione.)) 
    3. La riscossione delle somme dai contravventori, per il titolo 
  suindicato   e   ((con   l'aumento    dell'aggio    spettante    al
  concessionario, e' fatta mediante ruoli esecutivi.)) 
    4. Il versamento delle somme stesse e' fatto con imputazione ad 
  apposito capitolo del bilancio dell'entrata. 
                            Art. 103 (L)
            Vigilanza per l'osservanza delle norme tecniche
                (legge 3 febbraio 1974, n. 64, art. 29)

    1. Nelle localita' di cui all'articolo 61 e in quelle sismiche di
  cui  all'articolo  83  gli  ufficiali  di  polizia giudiziaria, gli
  ingegneri  e  geometri  degli  uffici tecnici delle amministrazioni
  statali  e  degli uffici tecnici regionali, provinciali e comunali,
  le  guardie doganali e forestali, gli ufficiali e sottufficiali del
  Corpo nazionale dei vigili del fuoco e in generale tutti gli agenti
  giurati  a  servizio  dello Stato, delle province e dei comuni sono
  tenuti  ad  accertare che chiunque inizi costruzioni, riparazioni e
  sopraelevazioni  sia in possesso dell'autorizzazione rilasciata dal
  competente  ufficio tecnico della regione a norma degli articoli 61
  e 94.
    2. I funzionari di detto ufficio debbono altresi' accertare se le
  costruzioni,   le   riparazioni   e   ricostruzioni   procedano  in
  conformita' delle presenti norme.
    3.  Eguale  obbligo spetta agli ingegneri e geometri degli uffici
  tecnici succitati quando accedano per altri incarichi qualsiasi nei
  comuni danneggiati, compatibilmente coi detti incarichi.

Sezione IV
Disposizioni finali

                            Art. 104 (L) 
   Costruzioni in corso in zone sismiche di nuova classificazione 
                (legge 3 febbraio 1974, n. 64, art. 30; 
      articoli 107 e 109 del decreto legislativo n. 267 del 2000) 
 
    1. Tutti coloro che in una zona sismica di nuova classificazione 
  abbiano iniziato una costruzione prima dell'entrata in  vigore  del
  provvedimento di classificazione  sono  tenuti  a  farne  denuncia,
  entro quindici giorni dall'entrata in vigore del  provvedimento  di
  classificazione, al competente ufficio tecnico della regione. 
    2. L'ufficio tecnico della regione, entro 30 giorni dalla 
  ricezione della denunzia, accerta la conformita' del progetto  alle
  norme tecniche di cui all'articolo 83  e  l'idoneita'  della  parte
  gia'  legittimamente  realizzata  a  resistere   all'azione   delle
  possibili azioni sismiche. 
    3. Nel caso in cui l'accertamento di cui al comma 2 dia esito 
  positivo,  l'ufficio  tecnico  autorizza  la   prosecuzione   della
  costruzione che deve, in ogni caso, essere ultimata entro due  anni
  dalla data del provvedimento di classificazione; nel caso in cui la
  costruzione possa  essere  resa  conforme  alla  normativa  tecnica
  vigente   mediante   le   opportune   modifiche    del    progetto,
  l'autorizzazione puo' anche essere rilasciata condizionatamente 
  all'impegno del costruttore di apportare le modifiche necessarie. 
  In  tal  caso  l'ufficio  tecnico   regionale   rilascia   apposito
  certificato  al  denunciante,  inviandone  copia  al  dirigente   o
  responsabile  del  competente  ufficio  comunale  per  i  necessari
  provvedimenti. 
    ((4. La Regione)) puo', per edifici 
  pubblici e di uso pubblico,  stabilire,  ove  occorra,  termini  di
  ultimazione superiori ai due anni di cui al comma 3. 
    5. Qualora l'accertamento di cui al comma 2 dia esito negativo e 
  non sia  possibile  intervenire  con  modifiche  idonee  a  rendere
  conforme il progetto o la  parte  gia'  realizzata  alla  normativa
  tecnica vigente,  il  dirigente  dell'ufficio  tecnico  annulla  la
  concessione ed ordina la demolizione di quanto gia' costruito. 
    6. In caso di violazione degli obblighi stabiliti nel presente 
  articolo si applicano le disposizioni  della  parte  II,  capo  IV,
  sezione III del presente testo unico. 
                            Art. 105 (L)
             Costruzioni eseguite col sussidio dello Stato
                (legge 3 febbraio 1974, n. 64, art. 33)

    1.  L'inosservanza  delle  norme  del  presente capo, nel caso di
  edifici  per  i  quali  sia  stato  gia' concesso il sussidio dello
  Stato,  importa, oltre alle sanzioni penali, anche la decadenza dal
  beneficio  statale,  qualora l'interessato non si sia attenuto alle
  prescrizioni di cui al presente capo.
                            Art. 106 (L)
         Esenzione per le opere eseguite dal genio militare
                (legge 3 febbraio 1974, n. 64, art. 33)

    1.  Per  le  opere  che  si  eseguono  a  cura del genio militare
  l'osservanza  delle  disposizioni  di cui alle sezioni II e III del
  presente  capo  e'  assicurata dall'organo all'uopo individuato dal
  Ministero della difesa.

Capo V
Norme per la sicurezza degli impianti

                            Art. 107 (L)
                       Ambito di applicazione
         (legge 18 maggio 1990, n. 46, art. 1, primo comma)

    1.  Sono  soggetti  all'applicazione del presente capo i seguenti
  impianti  relativi  agli  edifici  quale che ne sia la destinazione
  d'uso:
      a) gli impianti di produzione, di trasporto, di distribuzione e
  di utilizzazione dell'energia elettrica all'interno degli edifici a
  partire  dal  punto  di  consegna  dell'energia  fornita  dall'ente
  distributore;
      b)  gli  impianti  radiotelevisivi ed elettronici in genere, le
  antenne e gli impianti di protezione da scariche atmosferiche;
      c)  gli impianti di riscaldamento e di climatizzazione azionati
  da  fluido  liquido,  aeriforme,  gassoso  e  di qualsiasi natura o
  specie;
      d)  gli  impianti  idrosanitari nonche' quelli di trasporto, di
  trattamento,  di uso, di accumulo e di consumo di acqua all'interno
  degli  edifici  a  partire dal punto di consegna dell'acqua fornita
  dall'ente distributore;
      e)  gli impianti per il trasporto e l'utilizzazione di gas allo
  stato  liquido  o aeriforme all'interno degli edifici a partire dal
  punto  di  consegna  del  combustibile  gassoso  fornito  dall'ente
  distributore;
      f)  gli impianti di sollevamento di persone o di cose per mezzo
  di ascensori, di montacarichi, di scale mobili e simili;
      g) gli impianti di protezione antincendio. ((18))
  ----------------
  AGGIORNAMENTO (18)
    Il  D.L.  28  dicembre 2006, n. 300 convertito, con modificazioni
  dalla  L.  26 febbraio 2007, n. 17 ha disposto (con l'art. 3, comma
  1) che "A decorrere dalla data di entrata in vigore del regolamento
  di  cui al primo periodo del presente comma, sono abrogati [...]gli
  articoli  da  107  a  121  del  testo  unico  di cui al decreto del
  Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380".
                            Art. 108 (L)
                         Soggetti abilitati
           (legge 18 maggio 1990, n. 46, art. 2; al comma 3,
  e' l'art. 22 della legge 30 aprile 1999, n. 136)

    1.   Sono   abilitate   all'installazione,  alla  trasformazione,
  all'ampliamento   e   alla   manutenzione  degli  impianti  di  cui
  all'articolo   107   tutte   le   imprese,   singole  o  associate,
  regolarmente  iscritte  nel  registro  delle  ditte di cui al regio
  decreto  20  settembre 1934, n. 2011, e successive modificazioni ed
  integrazioni,  o  nell'albo  provinciale delle imprese artigiane di
  cui alla legge 8 agosto 1985, n. 443.
    2.  L'esercizio  delle attivita' di cui al comma 1 e' subordinato
  al   possesso   dei   requisiti   tecnico-professionali,   di   cui
  all'articolo 109, da parte dell'imprenditore, il quale, qualora non
  ne sia in possesso, prepone all'esercizio delle attivita' di cui al
  medesimo comma 1 un responsabile tecnico che abbia tali requisiti.
    3.  Sono, in ogni caso abilitate all'esercizio delle attivita' di
  cui  al  comma  1,  le  imprese  in possesso di attestazione per le
  relative   categorie   rilasciata  da  una  Societa'  organismo  di
  attestazione  (SOA),  debitamente  autorizzata ai sensi del decreto
  del Presidente della Repubblica 25 gennaio 2000, n. 34.
    4.  Possono  effettuare  il  collaudo ed accertare la conformita'
  alla  normativa  vigente  degli  impianti  di cui all'articolo 107,
  comma   1,   lettera  f),  i  professionisti  iscritti  negli  albi
  professionali,  inseriti  negli  appositi  elenchi  della camera di
  commercio,    industria,   artigianato   e   agricoltura,   formati
  annualmente  secondo  quanto previsto dall'articolo 9, comma 1, del
  decreto del Presidente della Repubblica 6 dicembre 1991, n. 447.
  ((18))
  ----------------
  AGGIORNAMENTO (18)
    Il  D.L.  28  dicembre 2006, n. 300 convertito, con modificazioni
  dalla  L.  26 febbraio 2007, n. 17 ha disposto (con l'art. 3, comma
  1) che "A decorrere dalla data di entrata in vigore del regolamento
  di  cui al primo periodo del presente comma, sono abrogati [...]gli
  articoli  da  107  a  121  del  testo  unico  di cui al decreto del
  Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380".
                            Art. 109 (L) 
                    Requisiti tecnico-professionali 
                 (legge 18 maggio 1990, n. 46, art. 3) 
 
    1. I requisiti tecnico-professionali di cui all'articolo 108, 
  comma 2, sono i seguenti: 
      a) laurea in materia tecnica specifica conseguita presso una 
  universita' statale o legalmente riconosciuta; 
      b) oppure diploma di scuola secondaria superiore conseguito, 
  con specializzazione relativa al settore  delle  attivita'  di  cui
  all'articolo 110, comma 1, presso un istituto statale o  legalmente
  riconosciuto, previo un periodo di inserimento, di almeno  un  anno
  continuativo, alle dirette dipendenze di una impresa del settore; 
      c) oppure titolo o attestato conseguito ai sensi della 
  legislazione vigente in materia di formazione professionale, previo
  un periodo di inserimento, di almeno  due  anni  consecutivi,  alle
  dirette dipendenze di una impresa del settore; 
      d) oppure prestazione lavorativa svolta, alle dirette 
  dipendenze di  una  impresa  del  settore,  nel  medesimo  ramo  di
  attivita' dell'impresa stessa, per un periodo non inferiore  a  tre
  anni, escluso  quello  computato  ai  fini  dell'apprendistato,  in
  qualita' di operaio installatore  con  qualifica  di  specializzato
  nelle attivita' di installazione, di trasformazione, di ampliamento
  e di manutenzione degli impianti di cui all'articolo 107. 
    2. 2. E' istituito presso le camere di commercio, industria, 
  artigianato e agricoltura un albo  dei  soggetti  in  possesso  dei
  requisiti professionali  di  cui  al  comma  1.  Le  modalita'  per
  l'accertamento  del  possesso  dei   titoli   professionali,   sono
  stabiliti con decreto del Ministero delle attivita' produttive. 
  ((18)) 
    
  ----------------

    
  AGGIORNAMENTO (18) 
    Il D.L. 28 dicembre 2006, n. 300 convertito, con modificazioni 
  dalla L. 26 febbraio 2007, n. 17 ha disposto (con l'art.  3,  comma
  1) che "A decorrere dalla data di entrata in vigore del regolamento
  di cui al primo periodo del presente comma, sono abrogati  [...]gli
  articoli da 107 a 121  del  testo  unico  di  cui  al  decreto  del
  Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380". 
               Art. 110 (L, commi 1 e 2 - R, comma 3)
                    Progettazione degli impianti
                 (legge 18 maggio 1990, n. 46, art. 6)

    1.  Per  l'installazione, la trasformazione e l'ampliamento degli
  impianti  di  cui  ai  commi  1,  lettere  a), b), c), e) e g), e 2
  dell'articolo  107  e'  obbligatoria  la  redazione del progetto da
  parte   di   professionisti,  iscritti  negli  albi  professionali,
  nell'ambito delle rispettive competenze.
    2.   La   redazione   del   progetto   per   l'installazione,  la
  trasformazione  e l'ampliamento degli impianti di cui al comma 1 e'
  obbligatoria  al  di  sopra  dei  limiti  dimensionali indicati nel
  regolamento di attuazione di cui all'articolo 119.
    3.  Il progetto, di cui al comma 1, deve essere depositato presso
  lo sportello unico contestualmente al progetto edilizio. ((18))
----------------
AGGIORNAMENTO (18)
    Il  D.L.  28  dicembre 2006, n. 300 convertito, con modificazioni
  dalla  L.  26 febbraio 2007, n. 17 ha disposto (con l'art. 3, comma
  1) che "A decorrere dalla data di entrata in vigore del regolamento
  di  cui al primo periodo del presente comma, sono abrogati [...]gli
  articoli  da  107  a  121  del  testo  unico  di cui al decreto del
  Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380".
                            Art. 111 (R)
                  Misure di semplificazione per il
                 collaudo degli impianti installati

    1.  Nel  caso in cui la normativa vigente richieda il certificato
  di  collaudo  degli impianti installati il committente e' esonerato
  dall'obbligo di presentazione dei progetti degli impianti di cui ai
  commi  1,  lettere  a),  b), c), e) e g), e 2 dell'articolo 107 se,
  prima  dell'inizio  dei  lavori,  dichiari  di volere effettuare il
  collaudo degli impianti con le modalita' previste dal comma 2.
    2.  Il  collaudo  degli impianti puo' essere effettuato a cura di
  professionisti  abilitati,  non  intervenuti  in  alcun  modo nella
  progettazione,   direzione   ed   esecuzione  dell'opera,  i  quali
  attestano  che  i  lavori  realizzati  sono  conformi  ai  progetti
  approvati  e  alla  normativa vigente in materia. In questo caso la
  certificazione  redatta viene trasmessa allo sportello unico a cura
  del direttore dei lavori.
    3.  Resta  salvo  il  potere  dell'amministrazione  di  procedere
  all'effettuazione  dei controlli successivi e di applicare, in caso
  di   falsita'   delle  attestazioni,  le  sanzioni  previste  dalla
  normativa vigente. ((18))
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AGGIORNAMENTO (18)
    Il  D.L.  28  dicembre 2006, n. 300 convertito, con modificazioni
  dalla  L.  26 febbraio 2007, n. 17 ha disposto (con l'art. 3, comma
  1) che "A decorrere dalla data di entrata in vigore del regolamento
  di  cui al primo periodo del presente comma, sono abrogati [...]gli
  articoli  da  107  a  121  del  testo  unico  di cui al decreto del
  Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380".
                            Art. 112 (L) 
                    Installazione degli impianti 
                 (legge 18 maggio 1990, n. 46, art. 7) 
 
    1. Le imprese installatrici sono tenute ad eseguire gli impianti 
  a  regola  d'arte  utilizzando  allo  scopo   materiali   parimenti
  costruiti a regola d'arte. I materiali ed i  componenti  realizzati
  secondo le  norme  tecniche  di  sicurezza  dell'Ente  italiano  di
  unificazione (UNI) e del Comitato  elettrotecnico  italiano  (CEI),
  nonche'  nel  rispetto  di  quanto  prescritto  dalla  legislazione
  tecnica vigente in  materia,  si  considerano  costruiti  a  regola
  d'arte. 
    2. In particolare gli impianti elettrici devono essere dotati di 
  impianti di messa a terra e di interruttori differenziali  ad  alta
  sensibilita' o di altri sistemi di protezione equivalenti. 
    3. Tutti gli impianti realizzati alla data del 13 marzo 1990 
  devono essere adeguati a quanto previsto dal presente articolo. 
    4. Con decreto del Ministro delle attivita' produttive, 
  saranno fissati i termini e le modalita'  per  l'adeguamento  degli
  impianti di cui al comma 3. ((18)) 
    
----------------

    
AGGIORNAMENTO (18) 
    Il D.L. 28 dicembre 2006, n. 300 convertito, con modificazioni 
  dalla L. 26 febbraio 2007, n. 17 ha disposto (con l'art.  3,  comma
  1) che "A decorrere dalla data di entrata in vigore del regolamento
  di cui al primo periodo del presente comma, sono abrogati  [...]gli
  articoli da 107 a 121  del  testo  unico  di  cui  al  decreto  del
  Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380". 
                            Art. 113 (L)
                    Dichiarazione di conformita'
                 (legge 18 maggio 1990, n. 46, art. 9)

    1.  Al  termine  dei  lavori  l'impresa installatrice e' tenuta a
  rilasciare  al  committente  la  dichiarazione di conformita' degli
  impianti  realizzati  nel  rispetto delle norme di cui all'articolo
  112.  Di tale dichiarazione, sottoscritta dal titolare dell'impresa
  installatrice  e  recante  i  numeri di partita IVA e di iscrizione
  alla  camera  di  commercio,  industria, artigianato e agricoltura,
  faranno  parte  integrante la relazione contenente la tipologia dei
  materiali  impiegati  nonche',  ove  previsto,  il  progetto di cui
  all'articolo 110. ((18))
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AGGIORNAMENTO (18)
    Il  D.L.  28  dicembre 2006, n. 300 convertito, con modificazioni
  dalla  L.  26 febbraio 2007, n. 17 ha disposto (con l'art. 3, comma
  1) che "A decorrere dalla data di entrata in vigore del regolamento
  di  cui al primo periodo del presente comma, sono abrogati [...]gli
  articoli  da  107  a  121  del  testo  unico  di cui al decreto del
  Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380".
                            Art. 114 (L)
         Responsabilita' del committente o del proprietario
               (legge 18 maggio 1990, n. 46, art. 10)

    1.  Il  committente  o  il  proprietario  e' tenuto ad affidare i
  lavori  di  installazione,  di  trasformazione, di ampliamento e di
  manutenzione  degli  impianti  di  cui  all'articolo 107 ad imprese
  abilitate ai sensi dell'articolo 108. ((18))
----------------
AGGIORNAMENTO (18)
    Il  D.L.  28  dicembre 2006, n. 300 convertito, con modificazioni
  dalla  L.  26 febbraio 2007, n. 17 ha disposto (con l'art. 3, comma
  1) che "A decorrere dalla data di entrata in vigore del regolamento
  di  cui al primo periodo del presente comma, sono abrogati [...]gli
  articoli  da  107  a  121  del  testo  unico  di cui al decreto del
  Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380".
                            Art. 115 (L)
                       Certificato di agibilita'
               (legge 18 maggio 1990, n. 46, art. 11,
      decreto legislativo n. 267 del 2000, articoli 107 e 109)

    1.  Il  dirigente  o responsabile del competente ufficio comunale
  rilascia il certificato di agibilita', dopo aver acquisito anche la
  dichiarazione  di  conformita'  o  il certificato di collaudo degli
  impianti  installati,  ove  previsto,  salvo  quanto disposto dalle
  leggi vigenti. ((18))
----------------
AGGIORNAMENTO (18)
    Il  D.L.  28  dicembre 2006, n. 300 convertito, con modificazioni
  dalla  L.  26 febbraio 2007, n. 17 ha disposto (con l'art. 3, comma
  1) che "A decorrere dalla data di entrata in vigore del regolamento
  di  cui al primo periodo del presente comma, sono abrogati [...]gli
  articoli  da  107  a  121  del  testo  unico  di cui al decreto del
  Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380".
                            Art. 116 (L)
          Ordinaria manutenzione degli impianti e cantieri
               (legge 18 maggio 1990, n. 46, art. 12)

    1. Sono esclusi dagli obblighi della redazione del progetto e del
  rilascio  del  certificato di collaudo, nonche' dall'obbligo di cui
  all'articolo  114,  i  lavori  concernenti l'ordinaria manutenzione
  degli impianti di cui all'articolo 107.
    2.  Sono  altresi'  esclusi  dagli  obblighi  della redazione del
  progetto   e   del   rilascio   del   certificato  di  collaudo  le
  installazioni  per  apparecchi  per  usi  domestici  e la fornitura
  provvisoria  di  energia  elettrica  per gli impianti di cantiere e
  similari, fermo restando l'obbligo del rilascio della dichiarazione
  di conformita' di cui all'articolo 113. ((18))
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AGGIORNAMENTO (18)
    Il  D.L.  28  dicembre 2006, n. 300 convertito, con modificazioni
  dalla  L.  26 febbraio 2007, n. 17 ha disposto (con l'art. 3, comma
  1) che "A decorrere dalla data di entrata in vigore del regolamento
  di  cui al primo periodo del presente comma, sono abrogati [...]gli
  articoli  da  107  a  121  del  testo  unico  di cui al decreto del
  Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380".
                            Art. 117 (R)
              Deposito presso lo sportello unico della
     dichiarazione di conformita' o del certificato di collaudo
               (legge 18 maggio 1990, n. 46, art. 13)

    1.  Qualora nuovi impianti tra quelli di cui ai com-mi 1, lettere
  a),  b),  c), e), e g), e 2 dell'articolo 107 vengano installati in
  edifici  per  i  quali  e'  gia' stato rilasciato il certificato di
  agibilita',  l'impresa  installatrice  deposita presso lo sportello
  unico,  entro  trenta  giorni  dalla  conclusione  dei  lavori,  il
  progetto   di  rifacimento  dell'impianto  e  la  dichiarazione  di
  conformita' o il certificato di collaudo degli impianti installati,
  ove  previsto da altre norme o dal regolamento di attuazione di cui
  all'articolo 119.
    2.  In caso di rifacimento parziale di impianti, il progetto e la
  dichiarazione  di  conformita'  o  il  certificato di collaudo, ove
  previsto,  si  riferiscono  alla  sola parte degli impianti oggetto
  dell'opera  di rifacimento. Nella relazione di cui all'articolo 113
  deve  essere  espressamente  indicata  la  compatibilita'  con  gli
  impianti preesistenti.
    3. In alternativa al deposito del progetto, di cui al comma 1, e'
  possibile  ricorrere  alla certificazione di conformita' dei lavori
  ai progetti approvati di cui all'articolo 111. ((18))
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AGGIORNAMENTO (18)
    Il  D.L.  28  dicembre 2006, n. 300 convertito, con modificazioni
  dalla  L.  26 febbraio 2007, n. 17 ha disposto (con l'art. 3, comma
  1) che "A decorrere dalla data di entrata in vigore del regolamento
  di  cui al primo periodo del presente comma, sono abrogati [...]gli
  articoli  da  107  a  121  del  testo  unico  di cui al decreto del
  Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380".
                            Art. 118 (L)
                               Verifiche
               (legge 18 maggio 1990, n. 46, art. 14)

    1.  Per  eseguire  i  collaudi,  ove previsti, e per accertare la
  conformita'  degli  impianti  alle disposizioni del presente capo e
  della  normativa  vigente,  i comuni, le unita' sanitarie locali, i
  comandi provinciali dei vigili del fuoco e l'Istituto superiore per
  la prevenzione e la sicurezza del lavoro (ISPESL) hanno facolta' di
  avvalersi   della   collaborazione   dei   liberi   professionisti,
  nell'ambito  delle  rispettive competenze, di cui all'articolo 110,
  comma   1,  secondo  le  modalita'  stabilite  dal  regolamento  di
  attuazione di cui all'articolo 119.
    2.  Il  certificato  di collaudo deve essere rilasciato entro tre
  mesi dalla presentazione della relativa richiesta. ((18))
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AGGIORNAMENTO (18)
    Il  D.L.  28  dicembre 2006, n. 300 convertito, con modificazioni
  dalla  L.  26 febbraio 2007, n. 17 ha disposto (con l'art. 3, comma
  1) che "A decorrere dalla data di entrata in vigore del regolamento
  di  cui al primo periodo del presente comma, sono abrogati [...]gli
  articoli  da  107  a  121  del  testo  unico  di cui al decreto del
  Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380".
                            Art. 119 (L)
                       Regolamento di attuazione
               (legge 18 maggio 1990, n. 46, art. 15)

    1.  Con regolamento di attuazione, emanato ai sensi dell'articolo
  17  della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono precisati i limiti per
  i  quali  risulti  obbligatoria  la  redazione  del progetto di cui
  all'articolo  110  e  sono  definiti  i  criteri  e le modalita' di
  redazione del progetto stesso in relazione al grado di complessita'
  tecnica    dell'installazione    degli   impianti,   tenuto   conto
  dell'evoluzione   tecnologica,   per   fini  di  prevenzione  e  di
  sicurezza. ((18))
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AGGIORNAMENTO (18)
    Il  D.L.  28  dicembre 2006, n. 300 convertito, con modificazioni
  dalla  L.  26 febbraio 2007, n. 17 ha disposto (con l'art. 3, comma
  1) che "A decorrere dalla data di entrata in vigore del regolamento
  di  cui al primo periodo del presente comma, sono abrogati [...]gli
  articoli  da  107  a  121  del  testo  unico  di cui al decreto del
  Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380".
                            Art. 120 (L) 
                              Sanzioni 
               (legge 18 maggio 1990, n. 46, art. 16) 
 
    1. Alla violazione di quanto previsto dall'articolo 113 consegue, 
  a carico del committente o del proprietario, secondo  le  modalita'
  previste dal regolamento di attuazione di cui all'articolo 119, una
  sanzione amministrativa da 51 a 258  euro.  Alla  violazione  delle
  altre norme  del  presente  capo  consegue,  secondo  le  modalita'
  previste dal  medesimo  regolamento  di  attuazione,  una  sanzione
  amministrativa da 516 a 5164 euro. 
    2. Il regolamento di attuazione di cui all'articolo 119 determina 
  le  modalita'  della  sospensione  delle  imprese  dal  registro  o
  dall'albo di cui all'articolo 108, comma  1,  e  dei  provvedimenti
  disciplinari a carico dei professionisti  iscritti  nei  rispettivi
  albi, dopo la terza violazione delle norme relative alla  sicurezza
  degli  impianti,  nonche'  gli  aggiornamenti  dell'entita'   delle
  sanzioni amministrative di cui al comma 1. ((18)) 
    
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AGGIORNAMENTO (18) 
    Il D.L. 28 dicembre 2006, n. 300 convertito, con modificazioni 
  dalla L. 26 febbraio 2007, n. 17 ha disposto (con l'art.  3,  comma
  1) che "A decorrere dalla data di entrata in vigore del regolamento
  di cui al primo periodo del presente comma, sono abrogati  [...]gli
  articoli da 107 a 121  del  testo  unico  di  cui  al  decreto  del
  Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380". 
                            Art. 121 (L)
                     Abrogazione e adeguamento dei
                  regolamenti comunali e regionali
               (legge 18 maggio 1990, n. 46, art. 17)

    1.  I  comuni  e  le  regioni  sono  tenuti  ad adeguare i propri
  regolamenti,  qualora  siano  in  contrasto con le disposizioni del
  presente capo. ((18))
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AGGIORNAMENTO (18)
    Il  D.L.  28  dicembre 2006, n. 300 convertito, con modificazioni
  dalla  L.  26 febbraio 2007, n. 17 ha disposto (con l'art. 3, comma
  1) che "A decorrere dalla data di entrata in vigore del regolamento
  di  cui al primo periodo del presente comma, sono abrogati [...]gli
  articoli  da  107  a  121  del  testo  unico  di cui al decreto del
  Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380".

Capo VI
Norme per il contenimento del consumo di energia negli edifici

                            Art. 122 (L)
                       Ambito di applicazione
               (legge 9 gennaio 1991, n. 10, art. 25)

    1.  Sono  regolati  dalle  norme  del  presente capo i consumi di
  energia  negli  edifici  pubblici  e  privati,  qualunque ne sia la
  destinazione  d'uso,  nonche',  mediante  il disposto dell'articolo
  129, l'esercizio e la manutenzione degli impianti esistenti.
    2.  Nei  casi  di  recupero  del  patrimonio  edilizio esistente,
  l'applicazione  del  presente capo e' graduata in relazione al tipo
  di  intervento,  secondo  la tipologia individuata dall'articolo 3,
  comma 1, del presente testo unico.
                            Art. 123 (L) 
 Progettazione, messa in opera ed esercizio di edifici e di impianti 
               (legge 9 gennaio 1991, n. 10, art. 26) 
 
  1. Ai nuovi  impianti,  lavori,  opere,  modifiche,  installazioni,
relativi alle fonti rinnovabili di energia,  alla  conservazione,  al
risparmio  e  all'uso  razionale  dell'energia,   si   applicano   le
disposizioni di cui all'articolo 17, commi 3 e 4, nel rispetto  delle
norme urbanistiche, di  tutela  artistico-storica  ((,  ambientale  e
dell'assetto idrogeologico)). Gli interventi di utilizzo delle  fonti
di energia di cui all'articolo 1 della legge 9 gennaio 1991,  n.  10,
in  edifici  ed   impianti   industriali   non   sono   soggetti   ad
autorizzazione specifica e sono assimilati a tutti gli  effetti  alla
manutenzione straordinaria di cui all'articolo 3,  comma  1,  lettera
a). 
  L'installazione di impianti solari e di pompe di calore da parte di
installatori qualificati, destinati  unicamente  alla  produzione  di
acqua calda e di aria negli edifici esistenti e  negli  spazi  liberi
privati   annessi,   e'    considerata    estensione    dell'impianto
idrico-sanitario gia' in opera. 
  2. Per  gli  interventi  in  parti  comuni  di  edifici,  volti  al
contenimento  del  consumo  energetico  degli   edifici   stessi   ed
all'utilizzazione delle fonti di energia di cui all'articolo 1  della
legge 9 gennaio 1991, n. 10, ivi compresi quelli di cui  all'articolo
8 della legge medesima, sono valide le  relative  decisioni  prese  a
maggioranza delle quote millesimali. 
  3. Gli edifici pubblici e privati, qualunque ne sia la destinazione
d'uso, e gli impianti non di processo ad essi associati devono essere
progettati e messi in opera in modo tale da contenere al massimo,  in
relazione al progresso della tecnica, i consumi di energia termica ed
elettrica. 
  4. Ai fini di cui al comma 3 e secondo quanto previsto dal comma  1
dell'articolo 4 della legge 9 gennaio 1991, n. 10, sono regolate, con
riguardo ai momenti della  progettazione,  della  messa  in  opera  e
dell'esercizio, le caratteristiche energetiche degli edifici e  degli
impianti non di processo ad essi associati,  nonche'  dei  componenti
degli edifici e degli impianti. 
  5.  Per  le  innovazioni  relative  all'adozione  di   sistemi   di
termoregolazione  e  di  contabilizzazione  del  calore  e   per   il
conseguente riparto degli oneri di riscaldamento in base  al  consumo
effettivamente  registrato,  l'assemblea  di  condominio   decide   a
maggioranza, in deroga agli articoli 1120 e 1136 del codice civile. 
  6. Gli impianti di riscaldamento al servizio di  edifici  di  nuova
costruzione, il cui permesso di costruire, sia rilasciato dopo il  25
luglio 1991, devono essere progettati e realizzati in  modo  tale  da
consentire  l'adozione  di   sistemi   di   termoregolazione   e   di
contabilizzazione del calore per ogni singola unita' immobiliare. 
  7. Negli edifici di proprieta' pubblica o adibiti ad  uso  pubblico
e' fatto obbligo di soddisfare il fabbisogno energetico degli  stessi
favorendo il ricorso a fonti  rinnovabili  di  energia  o  assimilate
salvo impedimenti di natura tecnica od economica. 
    8. La progettazione di nuovi edifici pubblici deve  prevedere  la
realizzazione di ogni impianto, opera  ed  installazione  utili  alla
conservazione, al risparmio e all'uso razionale dell'energia. 
                            Art. 124 (L)
                    Limiti ai consumi di energia
               (legge 9 gennaio 1991, n. 10, art. 27)

    1.  I  consumi  di  energia  termica ed elettrica ammessi per gli
  edifici  sono  limitati  secondo quanto previsto dai decreti di cui
  all'articolo 4 della legge 9 gennaio 1991, n. 10, in particolare in
  relazione  alla  destinazione  d'uso  degli  edifici  stessi,  agli
  impianti di cui sono dotati e alla zona climatica di appartenenza.
                    Art. 125 (L - R, commi 1 e 3) 
Denuncia dei lavori, relazione tecnica e progettazione degli impianti
e  delle  opere  relativi  alle  fonti  rinnovabili  di  energia,  al
          risparmio e all'uso razionale dell'energia (legge 
                   9 gennaio 1991, n. 10, art. 28) 
  1.  Il  proprietario  dell'edificio,  o  chi  ne  ha  titolo,  deve
depositare presso lo sportello unico, in duplice  copia  la  denuncia
dell'inizio dei lavori relativi alle opere di cui agli articoli 122 e
123, il progetto  delle  opere  stesse  corredato  da  una  relazione
tecnica, sottoscritta dal  progettista  o  dai  progettisti,  che  ne
attesti la rispondenza alle prescrizioni del presente Capo. 
  2. Nel caso in cui la denuncia e la documentazione di cui al  comma
1 non siano state  presentate  prima  dell'inizio  dei  lavori,  ((il
Comune)), fatta salva la sanzione amministrativa di cui  all'articolo
133, ordina la sospensione dei lavori sino al compimento del suddetto
adempimento. 
  3. La documentazione deve essere  compilata  secondo  le  modalita'
stabilite  con  proprio  decreto  dal  ((Ministro   delle   attivita'
produttive.)) Una copia  della  documentazione  e'  conservata  dallo
sportello unico ai fini  dei  controlli  e  delle  verifiche  di  cui
all'articolo 132. Altra copia della documentazione, restituita  dallo
sportello  unico  con  l'attestazione  dell'avvenuto  deposito,  deve
essere consegnata a cura del proprietario dell'edificio, o di chi  ne
ha titolo, al direttore dei lavori ovvero, nel  caso  l'esistenza  di
questi non sia prevista dalla legislazione vigente, all'esecutore dei
lavori. Il direttore ovvero l'esecutore dei lavori sono  responsabili
della conservazione di tale documentazione in cantiere. 
                            Art. 126 (R)
                     Certificazione di impianti

      1.  Il  committente  e' esonerato dall'obbligo di presentazione
del  progetto  di  cui  all'articolo  125  se,  prima dell'inizio dei
lavori,   dichiari   di   volersi  avvalere  della  facolta'  di  cui
all'articolo 111, comma 2.
                            Art. 127 (R)
                Certificazione delle opere e collaudo
                (legge 9 gennaio 1999, n. 10, art 29)

     1. Per la certificazione e il collaudo delle opere previste dal
  presente capo si applicano le corrispondenti disposizioni di cui al
capo quinto della parte seconda.
                            Art. 128 (L) 
               Certificazione energetica degli edifici 
               (legge 9 gennaio 1991, n. 10, art. 30) 
 
  1. Con decreto del Presidente  della  Repubblica,  adottato  previa
deliberazione del Consiglio dei Ministri, ((su proposta del  Ministro
delle attivita' produttive, sentito il Ministro delle  infrastrutture
e dei trasporti)), il  Consiglio  superiore  dei  lavori  pubblici  e
l'ENEA, sono emanate norme per  la  certificazione  energetica  degli
edifici. Tale decreto individua tra l'altro i soggetti abilitati alla
certificazione. 
  2. Nei casi di compravendita  o  di  locazione  il  certificato  di
collaudo e la  certificazione  energetica  devono  essere  portati  a
conoscenza dell'acquirente o del  locatario  dell'intero  immobile  o
della singola unita' immobiliare. 
  3. Il proprietario o il locatario possono richiedere al comune  ove
e'  ubicato  l'edificio  la  certificazione  energetica   dell'intero
immobile o della singola unita' immobiliare.  Le  spese  relative  di
certificazione sono a carico del soggetto che ne fa richiesta. 
  4. L'attestato  relativo  alla  certificazione  energetica  ha  una
validita' temporale di cinque anni a  partire  dal  momento  del  suo
rilascio. 
                            Art. 129 (L)
               Esercizio e manutenzione degli impianti
               (legge 9 gennaio 1991, n. 10, art. 31)

      1.  Durante  l'esercizio  degli impianti il proprietario, o per
esso  un  terzo,  che  se ne assume la responsabilita', deve adottare
misure  necessarie per contenere i consumi di energia, entro i limiti
di rendimento previsti dalla normativa vigente in materia.
      2.  Il  proprietario,  o per esso un terzo, che se ne assume la
responsabilita', e' tenuto a condurre gli impianti e a disporre tutte
le  operazioni  di  manutenzione ordinaria e straordinaria secondo le
prescrizioni della vigente normativa UNI e CEI.
      3. I comuni con piu' di quarantamila abitanti e le province per
la  restante  parte del territorio effettuano i controlli necessari e
verificano  con  cadenza  almeno  biennale  l'osservanza  delle norme
relative al rendimento di combustione, anche avvalendosi di organismi
esterni aventi specifica competenza tecnica, con onere a carico degli
utenti.
      4.  I  contratti  relativi  alla  fornitura  di  energia e alla
conduzione  degli  impianti  di  cui  al  presente  capo,  contenenti
clausole  in  contrasto  con  essa,  sono  nulli.  Ai  contratti  che
contengono  clausole  difformi  si applica l'articolo 1339 del codice
civile.
                            Art. 130 (L) 
            Certificazioni e informazioni ai consumatori 
               (legge 9 gennaio 1991, n. 10, art. 32) 
 
      1. Ai fini della commercializzazione, le caratteristiche  e  le
prestazioni energetiche dei componenti degli edifici e degli impianti
devono essere certificate secondo le modalita' stabilite con  proprio
decreto ((dal Ministro delle attivita' produttive, di concerto con il
Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.)) 
      2. Le imprese che producono o commercializzano i componenti  di
cui al comma 1 sono obbligate a riportare  su  di  essi  gli  estremi
dell'avvenuta certificazione. 
                            Art. 131 (L)
                        Controlli e verifiche
               (legge 9 gennaio 1991, n. 10, art. 33;
      decreto legislativo n. 267 del 2000, articoli 107 e 109)

      1.  Il  comune procede al controllo dell'osservanza delle norme
del  presente  capo  in  relazione  al  progetto delle opere in corso
d'opera ovvero entro cinque anni dalla data di fine lavori dichiarata
dal committente.
      2.  La  verifica  puo'  essere  effettuata in qualunque momento
anche  su  richiesta  e  a  spese  del  committente,  dell'acquirente
dell'immobile, del conduttore, ovvero dell'esercente gli impianti.
      3.  In caso di accertamento di difformita' in corso d'opera, il
dirigente o il responsabile del competente ufficio comunale ordina la
sospensione dei lavori.
      4. In caso di accertamento di difformita' su opere terminate il
dirigente o il responsabile del competente ufficio comunale ordina, a
carico   del  proprietario,  le  modifiche  necessarie  per  adeguare
l'edificio alle caratteristiche previste dal presente capo.
      5.  Nei  casi  previsti  dai  commi  3  e  4  il dirigente o il
responsabile  del  competente  ufficio comunale irroga le sanzioni di
cui all'articolo 132.
                            Art. 132 (L) 
                              Sanzioni 
               (legge 9 gennaio 1991, n. 10, art. 34) 
 
      1. L'inosservanza dell'obbligo di cui al comma 1  dell'articolo
125 e' punita ((con la sanzione amministrativa non  inferiore  a  516
euro e non superiore a 2582 euro.)) 
      2. Il proprietario dell'edificio nel quale sono eseguite  opere
difformi dalla documentazione depositata ai sensi dell'articolo 125 e
che non osserva le disposizioni degli articoli 123 e  124  e'  punito
con la sanzione amministrativa in misura non inferiore al 5 per cento
e non superiore al 25 per cento del valore delle opere. 
      3. Il costruttore e il direttore dei  lavori  che  omettono  la
certificazione di cui all'articolo 127,  ovvero  che  rilasciano  una
certificazione non veritiera nonche' il progettista che  rilascia  la
relazione di cui al comma 1 dell'articolo  126  non  veritiera,  sono
puniti in solido con la sanzione amministrativa non  inferiore  all'1
per cento e non superiore al 5 per  cento  del  valore  delle  opere,
fatti salvi i casi di responsabilita' penale. 
      4.  Il  collaudatore  che  non  ottempera  a  quanto  stabilito
dall'articolo 127 e' punito con la sanzione amministrativa pari al 50
per  cento  della  parcella  calcolata  secondo  la  vigente  tariffa
professionale. 
      5.  Il  proprietario  o  l'amministratore  del  condominio,   o
l'eventuale terzo che se ne e' assunta la  responsabilita',  che  non
ottempera a quanto stabilito dall'articolo 129, commi  1  e  2,  ((e'
punito con la sanzione amministrativa non inferiore a 516 euro e  non
superiore a 2582 euro.))  Nel  caso  in  cui  venga  sottoscritto  un
contratto nullo ai sensi del comma 4 dell'articolo 129, le parti sono
punite  ognuna  con  la  sanzione  amministrativa  pari  a  un  terzo
dell'importo del contratto  sottoscritto,  fatta  salva  la  nullita'
dello stesso. 
      6. L'inosservanza delle prescrizioni di  cui  all'articolo  130
((e' punita con la sanzione amministrativa non inferiore a 2582  euro
e non superiore a 25822 euro,)) fatti salvi i casi di responsabilita'
penale. 
      7.  Qualora  soggetto  della  sanzione  amministrativa  sia  un
professionista,  l'autorita'  che  applica  la  sanzione  deve  darne
comunicazione  all'ordine  professionale  di   appartenenza   per   i
provvedimenti disciplinari conseguenti. 
      8. L'inosservanza, della disposizione che impone la nomina,  ai
sensi dell'articolo 19 della legge 9 gennaio 1991, n. 10, del tecnico
responsabile per la conservazione e l'uso razionale dell'energia,  e'
punita ((con la sanzione amministrativa non inferiore a 5164  euro  e
non superiore a 51645 euro.)) 
                             Art. 133 (L)
                Provvedimenti di sospensione dei lavori
                (legge 9 gennaio 1991, n. 10, art. 35;
       decreto legislativo n. 267 del 2000, articoli 107 e 109)

    1.   Il  dirigente  o  il  responsabile  del  competente  ufficio
  comunale,   con  il  provvedimento  mediante  il  quale  ordina  la
  sospensione   dei   lavori,  ovvero  le  modifiche  necessarie  per
  l'adeguamento   dell'edificio,  deve  fissare  il  termine  per  la
  regolarizzazione.  L'inosservanza  del termine comporta l'ulteriore
  irrogazione  della  sanzione  amministrativa e l'esecuzione forzata
  delle opere con spese a carico del proprietario.
                            Art. 134 (L) 
       Irregolarita' rilevate dall'acquirente o dal conduttore 
               (legge 9 gennaio 1991, n. 10, art. 136) 
 
      1. Qualora l'acquirente o il conduttore dell'immobile riscontra
((difformita' dalle norme  del  presente  testo  unico)),  anche  non
emerse da eventuali precedenti  verifiche,  deve  farne  denuncia  al
comune entro un anno dalla constatazione, a  pena  di  decadenza  dal
diritto di risarcimento del danno da  parte  del  committente  o  del
proprietario. 
                            Art. 135 (L)
                            Applicazione
               (legge 9 gennaio 1991, n. 10, art. 37)

      1.  I  decreti  ministeriali di cui al presente capo entrano in
vigore centottanta giorni dopo la data della loro pubblicazione nella
Gazzetta  Ufficiale  della  Repubblica  italiana  e si applicano alle
denunce  di  inizio  lavori presentate ai comuni dopo tale termine di
entrata in vigore.
      2.  Il  decreto del Presidente della Repubblica 28 giugno 1977,
n.  1052, si applica, in quanto compatibile con il presente capo e il
comma 1 degli articoli 128 e 130, nonche' con il titolo I della legge
9  gennaio 1991, n. 10, fino all'adozione dei decreti di cui ai commi
1, 2 e 4 dell'articolo 4 della legge medesima.
                            Art. 135-bis. 
   (( (Norme per l'infrastrutturazione digitale degli edifici). )) 
 
  ((1. Tutti gli edifici di nuova costruzione per i quali le  domande
di autorizzazione edilizia sono presentate dopo  il  1º  luglio  2015
devono essere equipaggiati con un'infrastruttura fisica multiservizio
passiva  interna   all'edificio,   costituita   da   adeguati   spazi
installativi e da impianti di  comunicazione  ad  alta  velocita'  in
fibra ottica fino ai punti terminali di rete. Lo  stesso  obbligo  si
applica, a decorrere dal  1º  luglio  2015,  in  caso  di  opere  che
richiedano  il  rilascio  di  un  permesso  di  costruire  ai   sensi
dell'articolo 10, comma 1,  lettera  c).  Per  infrastruttura  fisica
multiservizio interna all'edificio  si  intende  il  complesso  delle
installazioni presenti all'interno degli edifici contenenti  reti  di
accesso cablate in fibra ottica con terminazione fissa o  senza  fili
che permettono di fornire l'accesso ai servizi a banda  ultralarga  e
di  connettere  il  punto  di  accesso  dell'edificio  con  il  punto
terminale di rete. 
  2. Tutti gli edifici di nuova costruzione per i quali le domande di
autorizzazione edilizia sono presentate dopo il 1º luglio 2015 devono
essere equipaggiati di un punto di  accesso.  Lo  stesso  obbligo  si
applica, a decorrere  dal  1º  luglio  2015,  in  caso  di  opere  di
ristrutturazione profonda che richiedano il rilascio di  un  permesso
di costruire ai sensi dell'articolo  10.  Per  punto  di  accesso  si
intende  il  punto  fisico,   situato   all'interno   o   all'esterno
dell'edificio e accessibile alle imprese autorizzate a  fornire  reti
pubbliche  di  comunicazione,  che  consente   la   connessione   con
l'infrastruttura interna all'edificio predisposta per  i  servizi  di
accesso in fibra ottica a banda ultralarga. 
  3. Gli edifici equipaggiati in  conformita'  al  presente  articolo
possono beneficiare, ai fini della  cessione,  dell'affitto  o  della
vendita dell'immobile, dell'etichetta volontaria e non vincolante  di
'edificio predisposto alla banda larga'. Tale etichetta e' rilasciata
da un tecnico abilitato per gli impianti di cui all'articolo 1, comma
2, lettera b), del regolamento di cui al decreto del  Ministro  dello
sviluppo economico 22 gennaio 2008, n. 37, e secondo quanto  previsto
dalle Guide CEI 306-2 e 64-100/1, 2 e 3)). 

Parte III
DISPOSIZIONI FINALI
Capo I
Disposizioni finali

           Art. 136 (L, commi 1 e 2, lettere a), b), c), d), 
            e), f), g), h), i), l) - R comma 2, lettera m) 
                              Abrogazioni 
 
    1. Ai sensi dell'articolo 20, comma 4, della legge 15 marzo 1997, 
  n. 59, dalla data di entrata in vigore  del  presente  testo  unico
  sono abrogate le seguenti disposizioni: 
      a) legge 17 agosto 1942, n. 1150, limitatamente all'articolo 
  31; 
      b) legge 21 dicembre 1955, n. 1357, limitatamente all'articolo 
  3; 
      c) legge 28 gennaio 1977, n. 10, limitatamente agli articoli 
  1;4, commi 3, 4 e 5; 9, lettera c); 
      d) legge 5 agosto 1978, n. 457, limitatamente all'articolo 48; 
      e) decreto-legge 23 gennaio 1982, n. 9, limitatamente agli 
  articoli 7 e 8, convertito, con modificazioni, in  legge  25  marzo
  1982, n. 94; 
      ((f))Legge 28 febbraio 1985, n. 47, art. 15; 25, comma 4, come 
  modificato dal decreto-legge 5 ottobre 1993, n. 398, art. 4,  comma
  7, lettera g), convertito con modificazioni dalla legge 4  dicembre
  1993, n. 493, nel testo sostituito dall'art.  2,  comma  60,  della
  legge 23 dicembre 1996, n. 662; 
      ((g)))Decreto-legge 5 ottobre 1993, n. 398, limitatamente 
  all'articolo  4,  convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge  4
  dicembre 1993, n. 493, nel testo sostituito dall'art. 2, comma  60,
  della legge 23 dicembre 1996, n. 662, come modificato  dal  decreto
  legge  25  marzo  1997,  n.  67,  articolo  11,   convertito,   con
  modificazioni, dalla legge 23 maggio 1997, n. 135. 
    2. Ai sensi dell'articolo 7 della legge 8 marzo 1999, n. 50, 
  dalla data di entrata in  vigore  del  presente  testo  unico  sono
  altresi' abrogate le seguenti disposizioni: 
      ((a)))regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265, limitatamente agli 
  articoli 220 e 221, comma 2; 
      ((b)))legge  17  agosto  1942,  n.  1150,  limitatamente   agli
articoli 26, 
  27, 33, 41-ter, 41-quater, 41-quinquies, ad esclusione dei commi 6,
  8 e 9; 
      ((c)))legge 28 gennaio 1977, n. 10, limitatamente agli articoli
1, 3, 
  4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 16; 
      ((d))legge 3 gennaio 1978, n. 1, limitatamente all'articolo  1,
commi 
  4 e 5, come sostituiti dall'articolo 4, legge 18 novembre 1998,  n.
  415; 
      ((e)))decreto-legge 23 gennaio 1982, n. 9, convertito, con 
  modificazioni, dalla legge 25  marzo  1982,  n.  94,  limitatamente
  all'articolo 7; 
      ((f)))legge  28  febbraio  1985,  n.  47,  limitatamente   agli
articoli 3, 
  4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 17, 18, 19,  20,  21,
  22, 25, comma 4, 26, 27, 45, 46, 47, 48, 52, comma 1; 
      ((g)))legge   17   febbraio   1992,   n.   179,   limitatamente
all'articolo 23, 
  comma 6; 
      ((h)))decreto-legge  5  ottobre  1993,  n.  398,  articolo   4,
convertito, 
  con modificazioni, dalla  legge  4  dicembre  1993,  n.  493,  come
  modificato dall'art. 2, comma 60, della legge 23 dicembre 1996,  n.
  662, nel testo risultante dalle modifiche introdotte  dall'art.  10
  del decreto-legge 31 dicembre 1996, n. 669; 
      decreto-legge 25 marzo 1997, n. 67, articolo 11, convertito, 
  con modifiche, dalla legge 23 maggio 1997, n. 135; 
      ((i)))legge   23   dicembre   1996,   n.   662,   limitatamente
all'articolo 2, 
  commi 50 e 56; 
      (((l)))legge 23 dicembre 1998, n. 448, limitatamente al comma 2 
  dell'articolo 61; 
      m) decreto del Presidente della Repubblica 22 aprile 1994, n. 
  425. 
                            Art. 137 (L) 
                    Norme che rimangono in vigore 
 
  1. Restano in vigore le seguenti disposizioni: 
    a) legge 17 agosto 1942, n. 1150 e  successive  modificazioni  ad
eccezione degli articoli di cui all'articolo 136,  comma  2,  lettera
b); 
    b) legge 5 agosto 1978, n. 457 e successive modificazioni; 
    c) legge 28 febbraio 1985, n. 47 ad eccezione degli  articoli  di
cui all'articolo 136, comma 2, lettera f); 
    d) legge 24 marzo 1989, n. 122; 
    e) articolo 17-bis del decreto-legge  13  maggio  1991,  n.  152,
convertito in legge 12 luglio 1991, n. 203; 
   f) articolo 2, comma 58, della legge 23 dicembre 1996, n. 662. 
  2.  Restano  in  vigore,  per  tutti  i   campi   di   applicazione
originariamente  previsti  dai  relativi  testi   normativi   e   non
applicabili alla parte I di questo testo unico, le seguenti leggi: 
    a) legge 5 novembre 1971, n. 1086; 
    b) legge 2 febbraio 1974, n. 64; 
    c) legge 9 gennaio 1989, n. 13; 
    d) legge 5 marzo 1990, n. 46; 
    e) legge 9 gennaio 1991, n. 10; 
    f) legge 5 febbraio 1992, n. 104; 
  3. All'articolo 9 della legge 24 marzo 1989, n. 122, il comma 2  e'
sostituito dal seguente: 
    "2. L'esecuzione delle opere  e  degli  interventi  previsti  dal
comma  1  e'  soggetta  a  ((segnalazione   certificata   di   inizio
attivita')).". 
                            Art. 138 (L) 
                  Entrata in vigore del testo unico 
 
  1. Le disposizioni del presente testo unico  entrano  in  vigore  a
decorrere dal 1 gennaio 2002. (3) ((5)) 
 
 TAVOLA DI CORRISPONDENZA DEI RIFERIMENTI NORMATIVI DEL TESTO UNICO 
    DELLE DISPOSIZIONI LEGISLATIVE E REGOLAMENTARI IN MATERIA DI 
                              EDILIZIA 
 
              Parte di provvedimento in formato grafico
 
  Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare. 
Dato a Roma, addi' 6 giugno 2001 
 
                               CIAMPI 
 
                         Amato, Presidente del Consiglio dei Ministri 
                         Bassanini, Ministro per la funzione pubblica 
                            Loiero, Ministro per gli affari regionali 
                                   Nesi, Ministro dei lavori pubblici 
               Melandri, Ministro per i beni e le attivita' culturali 
 
Visto, il Guardasigilli: Castelli 
Registrato alla Corte dei conti il 20 settembre 2001 
Ufficio di controllo sugli atti dei Ministeri delle infrastrutture 
ed assetto del territorio, registro n. 5, foglio n. 193 
 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (3) 
  Il D.L. 23 novembre 2001,  n.  411,  convertito  con  modificazioni
dalla L. 31 dicembre 2001, n. 463, ha  disposto  (con  l'art.  5-bis,
comma 1) che il termine di entrata in vigore del presente decreto  e'
prorogato al 30 giugno 2002. 
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AGGIORNAMENTO (5) 
  Il D.L. 20 giugno 2002, n. 122, convertito con modificazioni  dalla
L. 1 agosto 2002, n. 185, ha disposto (con l'art. 2, comma 1) che  il
termine di entrata in vigore del presente decreto e' prorogato al  30
giugno 2003.